Tutti gli articoli con tag greenpeace

Polemiche tra ambientalisti e APP su certificazioni e rapporti

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Natura Asia

L’Asian Pulp & Paper, facente capo al Sinar Mas Group e conosciuta come APP è stata nei mesi scorsi protagonista di una serie di polemiche che l’hanno vista contrapposta a varia associazioni ambientaliste. Il nodo centrale della questione è il tipo di legname utilizzato per la produzione di carta: si tratta di alberi derivati da coltivazioni oppure provenienti dalle foreste pluviali?

La questione è interessante se si osservano i dati di produzione. 2 milioni di tonnellate di pasta di legname e 5 milioni di tonnellate di carta e materiali per imballaggio all’anno. Negli ultimi anni l’AAP ha iniziato un’intensa attività di PR, mirata a mostrare il modo in cui opera e difendersi dall’accusa di contrabbando di legname in Cambogia e Indonesia.

Nelle ultime settimane il botta e risposta tra APP e le associazioni ambientaliste si è fatto più intenso. In particolare, Greenpeace ha più volte citato Sinamars Group nei propri articoli e nei propri video (all’inizio del post un esempio) così come APP ha risposto alle accuse di Greenpeace. Sul sito di APP, sotto “education” e ” latest news”, c’è un documento in PDF con l’ultima reazione agli ambientalisti.

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Incendi in Russia, allarme Greenpeace: a fuoco anche i terreni contaminati da Chernobyl

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Inquinamento Associazioni Nucleare

Che siano derivati dal riscaldamento globale o da semplici piromani, gli incendi che stanno devastando da settimane la Federazione Russa e altri paesi dell’est Europa iniziano comunque a fare realmente paura.

Dopo il rischio per le centrali nucleari attive, alcune delle quali sono in pericolo perché circondate dalle fiamme, ora la cittadinanza teme per le radiazioni che potrebbero diffondersi a causa di alcuni roghi che stanno interessando le aree contaminate dall’incidente di Chernobyl del 1986.

Greenpeace Russia ha preso una mappa e ha segnato tutte le aree colpite dal fuoco, mettendo in evidenza, già alcuni giorni fa, che gli incendi si stavano avvicinando pericolosamente alle foreste della regione di Bryansk. Si tratta di una delle aree interessate dalla contaminazione dell’incidente di 25 anni fa.

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Mais Ogm, presidio di Legambiente a Pordenone

pubblicato da Peppe Croce in: Associazioni Italia Agricoltura Biotecnologie

Mais Ogm, presidio di Legambiente a PordenoneSe Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Legambiente domani mattina sarà davanti la Prefettura di Pordenone a chiedere che i campi di mais ogm seminati dal Movimento Libertario e da Agricoltori Federati a Fanna vengano distrutti.

Perché, ormai, è certo che siano ogm: lo dimostrano le analisi commissionate da un’altra associazione ambientalista, Greenpeace, che insieme a Legambiente fa parte della “Task Force per un’Italia Libera da Ogm”.

Una task force che vede anche la presenza di Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, CNA Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Movimento difesa del cittadino, Slow Food Italia, Unci, Vas e WWF.

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Maxi operazione di Greenpeace in Indonesia contro le multinazionali della carta

pubblicato da alessandra in: Associazioni Parchi & aree protette Asia EcoComunicazione

Ieri, degli attivisti di Greenpeace hanno portato avanti una maxi operazione contro la società cartiera April, responsabile insieme alla APP (Asia Pulp & Paper) del tasso irresponsabile di deforestazione nell’Asia-Pacifico, in particolare nell’area della penisola di Kampar, chiedendo a gran voce al governo indonesiano di intervenire realizzando finalmente i tanto decantati propositi di tutela del proprio patrimonio boschivo. Gli attivisti hanno bloccato i lavori di carico della chiatta al grido di “April asmetti di cestinare il nostro futuro!”.

La questione, in realtà, è annosa e pareva essersi (quasi) risolta nell’ottobre dello scorso anno quando i membri della nota associazione ambientalista erano riusciti, grazie a reiterate pressioni sulle autorità centrali dell’Indonesia, a convincere il Ministro delle Foreste a sospendere le operazioni di disboscamento della April previa creazione di una commissione d’inchiesta indipendente che avrebbe dovuto verificare sulla liceità e sulla effettiva esistenza dei permessi di taglio concessi alla grossa multinazionale…. Contrariamente a quanto ci si aspettava, però, e all’accordo assunto nei confronti della Norvegia per la moratoria di due anni su tutte le nuove concessioni a partire dal 2011, nel marzo scorso sono stati ceduti molti altri permessi per la conversione di 22.000 ettari di foresta a Kampar in piantagioni, nonostante le pressioni internazionali e delle popolazioni locali dando, in questo modo, campo libero alla April che ha potuto così riprendere le sue attività indisturbata. ..

Via| salvaleforeste
Foto | Flickr

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Allarme Greenpeace: sugli ogm l'Ue fa il doppio gioco

pubblicato da Peppe Croce in: Associazioni Scienza Internazionale Europa Agricoltura Biotecnologie Politica Alimentazione

Allarme Greenpeace: sugli ogm l'Ue fa il doppio gioco

Non è affatto tenero il giudizio di Greenpeace sulle nuove norme europee in fatto di ogm, che ieri avevano fatto arrabbiare Confagricoltura e gioire Cia, Coldiretti e Legambiente.

Secondo Greenpeace, infatti, si tratterebbe di una trappola, uno specchietto per le allodole:

Questa proposta è il contrario rispetto a quanto chiesto all’unanimità dai ministri dell’Ambiente dell’Unione europea nel 2008, cioè un rafforzamento della procedura di autorizzazione, in particolare della valutazione dei rischi per nuove colture

La questione ogm, infatti, con le nuove norme proposte ieri dalla Commissione europea si gioca su due tavoli: quello europeo, con la lista dei semi autorizzati a livello continentale, e quello nazionale con l’adozione, o meno, di ogni autorizzazione concessa a livello europeo.

Se, dice Greenpeace, gli stati possono bloccare la semina degli ogm autorizzati dall’altra parte tale autorizzazione sarebbe molto più semplice da ottenere. Con il risultato che i paesi che accettano gli ogm potranno “abbondare” a scapito, dice l’associazione ambientalista, della tutela della salute del consumatore.

La nuova procedura autorizzativa a livello europeo, infatti, sarebbe molto meno restrittiva della precedente in fatto di controlli sugli effetti degli ogm sulla salute.

Resta poi, conclude Greenpeace, il problema irrisolto dei rischi di contaminazione ogm tra i vari Stati membri dell’Ue: una coltivazione ogm, infatti, potrebbe facilmente varcare i confini di un paese contrario.

Via | Greenpeace
Foto | Flickr

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L'Unione Europea non vieterà la vendita della Nutella

pubblicato da Peppe Croce in: Animali Associazioni Internazionale Europa Politica Alimentazione

L'Unione Europea non vieterÃ�  la vendita della NutellaNessuno scontro tra Ue e Ferrero sulla Nutella. Parola di Renate Sommer, relatrice del Parlamento europeo per la normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. La vicenda ha avuto inizio a metà giugno, quando l’Europarlamento ha votato le nuove regole per le etichette dei prodotti alimentari imponendo alle aziende di indicare chiaramente la quantità di grassi, grassi saturi, zuccheri, sale e calorie.

Ferrero, però, si era dichiarata assai poco soddisfatta della nuova normativa in quanto le avrebbe imposto di comunicare in etichetta buona parte della ricetta della Nutella, che come è noto è segretissima tanto quanto quella della Coca Cola. Ora, però, la Sommer precisa:

I deputati non stanno cercando di vietare la vendita di uova alla dozzina e neppure la vendita o la commercializzazione della Nutella. In base alle proposte attuali, il contenuto di sale, grassi e zucchero diventerebbe un’informazione obbligatoria sulle etichette degli alimenti. Un’altra legislazione vigente stabilisce l’uso del ”profilo nutrizionale”, attraverso un sistema di controllo sul diritto di un prodotto di contenere messaggi sanitari e nutrizionali, come ad esempio la dicitura “ricco di calcio” oppure “buono per il tuo cuore”. Non vi sono proposte volte a includere sulle etichette degli alimenti avvertenze sanitarie e neanche per vietare la commercializzazione o la vendita di qualsiasi prodotto

Sui tempi, e sui modi, dell’entrata in vigore delle nuove norme, poi, l’eurodeputata afferma:

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Wwf, Greenpeace e Legambiente: sulle rinnovabili il Governo punti più in alto

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Clima Associazioni Italia Risparmio energetico Rinnovabili Politica

Wwf, Greenpeace e Legambiente: sulle rinnovabili il Governo punti pi�¹ in alto

Le tre associazioni ambientaliste, insieme, si rivolgono al Governo per chiedere un impegno maggiore in favore delle energie rinnovabili. L’obbiettivo al 2020 fissato dal Governo, infatti, potrebbe essere abbondantemente superato.

Secondo Wwf, Legambiente e Greenpeace, infatti, mentre l’esecutivo punta al 17% del totale dei consumi italiani coperti da fonti rinnovabili (cioè quanto chiede l’Ue), il potenziale sfruttabile nel nostro paese permetterebbe di raggiungere dal 41,5% al 48%.

Decisamente altri numeri, illustrati in conferenza stampa tramite tre scenari:

Se i consumi finali di energia elettrica dell’Italia si attestassero dunque a 366 TWh al 2020, così come stimato dal Governo nel Piano d’Azione, le rinnovabili potrebbero coprire addirittura il 41,5% del consumo finale di elettricità già nel 2020, mentre nel caso dello scenario a maggiore efficienza energetica la quota salirebbe al 45%. Se poi si assumono tutti i valori massimi presentati dalle diverse associazioni industriali di settore la quota delle rinnovabili salirebbe a oltre il 48%

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L'ombra della corruzione si allunga sull'IWC mettendo a rischio la vita delle balene

pubblicato da alessandra in: Animali Natura Associazioni Parchi & aree protette Internazionale Artide e Antardide Politica EcoComunicazione

Ieri ha avuto inizio, ad Agadir in Marocco, uno dei più importanti consessi internazionali per la tutela degli ecosistemi marini con la riunione presso la Commissione baleniera internazionale (IWC) di 88 Paesi che, entro venerdì, avranno la possibilità di decidere se salvare le balene oppure porre le premesse per una caccia indiscriminata effettuata anche nelle gelide acque artiche, vitale santuario per la riproduzione e la vita dei grandi cetacei.

Com’è noto, dal 1986 esiste una moratoria precisa sulla caccia alle balene che, dopo lo sterminio di inzio ‘900 è servita alemeno a dare un pò di tregua ai giganti del mare.. A patto che rimanessero il più lontano possibile dalle rotte di Giappone, Islanda e Norvegia rei di aver clamorosamente aggirato il divieto “inventando” la pesca a fini scientifici senza che mai nessuna reale sanzione venisse mossa contro di loro. In questi giorni, ad Agadir, il paradosso è di scena: la triade delle Nazioni “canaglia” che non ha mai rispettato le regole internazionali e che ha ucciso almeno 35 mila balene potrebbe vedersi riconosciuto, molto presto, il diritto alla caccia anche in alcune riserve marine…. Secondo la Commissione, infatti, garantire per 10 anni la mattanza di uno quota fissa di cetacei (tra cui anche la megattera, da poco scampata miracolosamente all’estinzione ma ancora molto rara e a rischio) servirebbe proprio a ripopolare gli oceani di queste grandi creature. Ma anche ammettendo questa ipotesi: perché mai Stati che non hanno fatto nulla per rimanere nei limiti della legalità, a seguito di un contentino, dovrebbero cambiare atteggiamento? E perchè, allora, altri Paesi non dovrebbero adeguarsi o rivendicare la possibilità di fare altrettanto?

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The toxic ships: inchiesta di Greenpeace sulle navi dei veleni

pubblicato da Peppe Croce in: Inquinamento Associazioni Italia Internazionale Europa Africa Politica Navi

The toxic ships: inchiesta di Greenpeace sulle navi dei veleniVi ricordate la storia delle navi dei veleni? Dopo i dubbi sollevati dal WWF in merito alla gestione della vicenda, ora anche Greenpeace torna all’attacco.

E lo fa con un’inchiesta (The toxic ships, pubblicata oggi anche dal settimanale L’Espresso) nella quale si ipotizza un grosso giro di affondamenti pilotati di navi cariche di rifiuti tossici o radioattivi. Le navi, secondo Greenpeace, partono dall’Europa, Italia compresa, fanno giri tortuosi per poi arrivare nei porti dell’Africa, specialmente in Somalia, dove improvvisamente “spariscono”.

Scottante, poi, l’ipotesi di Greenpeace sull’affondamento del Cunski che, dopo una serie di indagini condotte dal governo italiano si è rivelata essere la nave passeggeri Catania:

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Greenpeace querela per diffamazione Il Giornale, li ha definiti:"branco di oranghi, per di più fascisti"

pubblicato da Marina in: Animali Associazioni Informazione Italia

Greenpeace querela il giornale Definire i volontari di Greenpeace “Branco di oranghi” ci sta. Anzi, magari lo prendono anche come un complimento. Ma aggiungere che sono fascisti, bè proprio non ci sta. E ecco che scatta la querela per diffamazione da parte dell’associazione ambientalista contro Il Giornale, testata diretta da Vittorio Feltri, per un articolo pubblicato lo scorso 17 maggio, sia sulla versione on line (purtroppo ora non più visibile) sia cartacea, dal titolo:“Un Saviano sibillino fra oranghi e giornalisti” a firma di Luigi Mascheroni.

L’articolo riportava la cronaca della protesta messa in atto durante le giornate del Salone del libro di Torino presso lo stand della Feltrinelli. Oggetto della protesta l’uso cellulosa per produrre carta, proveniente da foreste non certificate e l’estinzione degli oranghi a causa della perdita del loro habitat, le foreste appunto.

Riporta Greenpeace in un comunicato, i passaggi che li hanno indotti a sporgere querela per diffamazione:

1. “…È arrivato, dunque, ma ha rischiato di farsi rubare la scena da un branco di oranghi, per di più “fascisti”…”;
2. “…È anche giusto che i lettori sappiano, però – come racconta al Giornale Salvatore Pisano, responsabile dello stand Feltrinelli e testimone del blitz – non solo che cosa è successo, ma anche come: «Gli attivisti di Greenpeace si sono comportati da fascisti. Tre erano travestiti da orango, cinque-sei avevano le tute dell’associazione, ma molti altri erano vestiti normalmente. Una pura provocazione…»”;
3. “…Già, perché? «Solo perché colpire un editore di sinistra come Feltrinelli garantisce maggior visibilità mediatica: la polemica è garantita. Si è trattato di un’operazione strumentale». E fascista, ci piace ripetere”.

Greenpeace tiene a sottolineare che grazie alla loro azione Feltrinelli dal 25 maggio ha deciso di intraprendere azioni concrete in difesa degli oranghi e del loro habitat, la foresta di Sumatra. Infatti, i libri di Feltrinelli, saranno stampati solo su carta certificata FSC mentre grazie alla collaborazione di Greenpeace si studierà il modo di usare carta riciclata al posto di carta vergine destinata alla stampa di particolari collane.

Via | Comunicato stampa
Foto | Greenpeace

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