Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag greenwashing

Lusso e sviluppo sostenibile: sono incompatibili?

pubblicato da Marina

lusso o ecologia? Il lusso può essere ecologico? Non vi sembri una domanda strana, perché intorno a questo ossimoro sta iniziando a ruotare gran parte del marketing di questi ultimi anni. Fateci caso: il colore della pubblicità degli anni novanta era il blu; oggi è tutto verde, anche solo di facciata, come il greenwashing.

Eppoi abbinare il lusso all’ecologia vorrebbe dire sdoganare, almeno nell’immaginario pubblicitario, quello stereotipo di fancazzisti hippie sconclusionati stile “Love&Peace” e tirarli dentro il consumo. Sostenibile ma consumo e magari di lusso.

Rispetto a questi temi la rivista NeoPlanete (la trovate qui n.25 dicembre) che in Francia è giornale molto letto, dedica un intero numero, quello natalizio. La fotografia complessiva che ne viene fuori lungo le 68 pagine è di una situazione ibrida: da un lato c’è davvero la voglia di consumare meno ma meglio; dall’altra ci si illude di consumare meglio ma si consuma di più.

....
condividi 0 Commenti

Francia, al via il Premio Pinocchio contro il greenwashing

pubblicato da Marina

in francia al via il premio pinocchio contro il greenwashing

Si chiudono il prossimo 17 novembre, in Francia, le votazioni per il Premio Pinocchio 2011. In gara le aziende che più si sono distinte per le peggiori bugie sull’ambiente, diritti umani e greenwashing.

Insomma, un premio a chi racconta o vende frottole sfruttando l’ambiente. Le categorie del premio sono tre: Plus vert que vert (più aspro che verde) , Mains sales, poches pleines (Mani sporche, tasche piene) e Une pour tous, tout pour moi (Uno per tutti, tutto per me). L’idea è dell’associazione Amis de la Terre che ha organizzato l’evento per il quarto anno consecutivo con il CRID (Centre de recherche et d’information pour le développement) che riunisce 54 associazioni di solidarietà internazionale.

E veniamo ai nominati tra cui scorgiamo Veolia e Société Générale. Nella categoria “Plus vert que vert” che premia l’impresa che ha presentato la campagna di comunicazione più falsa ci sono Veolia Eau, poi la BTP Vinci concessionaria dell’aeroporto Notre-Dame-des-Landes e l’Observatoire du Hors-Média che promuove l’uso sostenibile della carta. Per la categoria “Mains sales, poches pleines” che denuncia le aziende più di parte e opache c’è la Société Générale per i suoi finanziamenti all’industria nucleare mentre per la categoria “Une pour tous, tout pour moi”, troviamo l’auto elettrica Bluecar di Bollorè poiché per ottenere il litio da usare nelle batterie si devasta l’ambiente.

Via | Bioaddict, Prix Pinocchio
Foto | Prix Pinocchio

....
condividi 0 Commenti

Brand di successo sempre più green: ma occhio alle etichette

pubblicato da Marina

leggere le etichette non attare nessuno Partiamo da un dato di fatto: ai consumatori interessano sempre più prodotti che siano a basso impatto ambientale e che dunque li aiutino a avere uno stile di vita sostenibile. Le aziende che avranno successo saranno quelle che risponderanno al meglio al desiderio dei consumatori rispetto agli acquisti verdi. Premesse per un greenmarket o per un greenwashing?

Secondo Tim Mobsby, vice-presidente per il marketing europeo di Kellogg’s:

I consumatori sono sicuramente alla ricerca di aziende che fanno le cose giuste. I prodotti non bastano più. I clienti vogliono i dettagli di chi ha fabbricato un prodotto e ciò in cui credono e vogliono scegliere le marche che condividono i propri valori.

Tutti disposti a spendere di più? Macchè! A fronte di un tenore di vita confortevole e attento all’ambiente gioca un ruolo di primo piano il prezzo dei prodotti: non deve essere alto. E’ la crepa in cui si innesta facilmente il greenwashing, per cui aziende disoneste immettono sul mercato prodotti che non hanno nulla di eco se non una passata di vernice verde.

Continua a leggere: Brand di successo sempre più green: ma occhio alle etichette

....
condividi 0 Commenti

Angelica Parisi è Miss Earth Italia 2011

pubblicato da Nestor Carnevali

Miss Earth 2011: Angelica Parisi rappresenta l'Italia
Miss Earth 2011, il concorso di bellezza che utilizza la più palese delle tecniche di greenwashing per promuoversi in quanto animato “non solo verso la bellezza ma anche, e soprattutto, la sensibilità verso tematiche ambientali e umanitarie” ha eletto la sua rappresentante italiana nei giorni scorsi a Marina di Varazze. Sarà Angelica Parisi a viaggiare fino in Thailandia, come le 81 aspiranti Miss Earth 2010 con l’italiana Ylenia Arnolfo che si imbarcarono (chiaramente in aereo) per il Vietnam lo scorso anno.

Come descrive con dovizia di particolari il Corriere Informazione la Parisi è, ovviamente, la candidata ideale per rappresentare il nostro paese:

Angelica è di Torino ma vive a Pisa, dove studia Ingegneria Biomedica e lavora come consulente in energie rinnovabili. Durante la finale, svoltasi sulla banchina centrale di Marina di Varazze, la bella torinese ha convinto tutti, presentandosi con naturalezza e vivacità. La giuria, composta da Stephan Elsner, AD Gruppo Bonprix Italia, Emanuele Rinaldi, Direttore di Marina di Varazze, Giovanni Delfino, Sindaco di Varazze, Teo Longo, Giornalista del settimanale Gioia e Monica Corbellini di Repubblica, l’ha votata all’unanimità perché ritenuta spontanea, preparata e capace di rappresentare con successo l’Italia in Thailandia.

Prima di sfilare su una passerella con il costume da bagno d’ordinanza le miss provenienti da tutto il mondo andranno nel paese del sud est asiatico dove si confronteranno “sul territorio in attività di sensibilizzazione e sostegno alle popolazioni locali“.

....
condividi 0 Commenti

Buste di plastica, l'Europa pensa o a una tassa o al divieto

pubblicato da Marina

buste di plastica presto vietate in europa

In Italia è una battaglia che abbiamo già vinto, grazie a una scelta illuminata del Ministro Prestigiacomo: il divieto delle buste di plastica. Ora anche la Commissione europea fa sapere di pensare o a una tassa o proprio il divieto così come accaduto nel nostro Paese.

La Commissione, infatti, ieri ha richiesto suggerimenti su come trattate i miliardi di sacchetti di plastica, che richiedono centinaia di anni per decomporsi, usati nell’Unione europea. Ha detto Janez Potocnik Commissario per l’Ambiente:

Cinquant’anni fa, la borsa in plastica monouso era quasi sconosciuta. Ora si usano anche per pochi minuti inquinando l’ambiente per decenni. Ogni persona che vive in uno stato Membro della Ue utilizza in media 500 sacchetti di plastica all’anno per un totale di 3,4 milioni di tonnellate di plastica, pari a quanta ne è stata usata per i 2 milioni di auto prodotte in Europa nel 2008.

Ammette Potocnik che il problema è complesso sebbene alcuni Stati europei abbiano provveduto autonomamente a bandire i sacchetti di plastica. Ma ricorda anche che non esiste nessuna misura specifica a livello comunitario per cui la Commissione è invitata a intervenire in merito. Tra l’altro è necessaria questa decisione perché un parere pubblico è stato chiesto anche in merito alla Direttiva UE Packaging che porterà sulle etichette dei prodotti il grado di biodegradabilità della confezione. La decisione vuole impedire l’espendersi di tutti quei messaggi pubblicitari per lo più di greenwashing che spacciano le confezioni per biodegradabili mentre in realtà non lo sono. Spiega la Commissione:

La pubblicità di un prodotto con imballaggio biodegradabile quando in realtà non lo è in condizioni naturali può essere fuorviante, e contribuisce alla proliferazione di rifiuti.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

....
condividi 7 Commenti

L'energia elettrica di Sorgenia è veramente "sensibile" come raccontano?

pubblicato da Peppe Croce

L'energia elettrica di Sorgenia �¨ veramente "sensibile" come raccontano?

Il greenwashing, si sa, è sempre dietro l’angolo. E di solito rende abbastanza bene. Il caso di Sorgenia è emblematico: una campagna pubblicitaria tutta impregnata sullo slogan “energia sensibile” e sulla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.

E, allo stesso tempo, manovre di mercato che con le rinnovabili non hanno nulla a che vedere. Come l’acquisto della Tirreno Power che gestisce (e sta per “ristrutturare”) la centrale a carbone di Vado Ligure. Una centrale che ha recentemente ottenuto l’Aia dal Ministero dell’Ambiente ma che, giura l’azienda, verrà riconvertita ancora più pesantemente di quanto l’Autorizzazione integrata ambientale imporrebbe.

Mezzo impianto, infatti, verrà trasformato a carbone con tecnologia “USC”, ultra super critica. Che sta, più o meno, per “supercalifragilistichespiralidoso” visto che carbone era e carbone resta, con tutto il contorno di emissioni di CO2 e polveri sottili.

Continua a leggere: L'energia elettrica di Sorgenia è veramente "sensibile" come raccontano?

....
condividi 1 Commenti

Spot Tv: arrivano i detersivi ecologici Winni's. Ma si deve fare di più

pubblicato da Marina

detersivi ecologici
Arrivano sul mercato e in Gdo i detersivi ecologici Winni’s prodotti dalla ravennate Madel. Il dato interessante è che sono partiti spot tv, sulle reti più popolari, che veicolano al grande pubblico il messaggio che i prodotti eco sono validi tanto quanto i tradizionali. Finalmente! Il marketing inizia a riconoscere il segmento dei fissati con l’ambiente: smettiamo di essere isteriche hippie con il pallino di salvare il Pianeta con l’ecologia e entriamo di diritto tra i consumatori. Il che ci auguriamo, dovrebbe far sbucare dalla nicchia in cui sono rinchiusi, le centinaia di prodotti naturali fatti con amore da mani spesso artigiane. Però, c’è un rovescio della medaglia: potremmo finire tutti nel gran calderone del greenwashing, ossia di quella patina di verde corretto, apposta sui prodotti finto ecologici, che di corretto ha solo il marketing.

Come venirne fuori e sopratutto come imparare a capire se ciò che stiamo acquistando è davvero un prodotto sostenibile oppure no? Oltre la presenza di marchi quali l’Ecolabel (ma per qualcuno non sono proprio il massimo) c’è da controllare la lista degli ingredienti usati. No, non dobbiamo laurearci tutti in chimica, ma diventare certamente consumatori consapevoli sì. Dunque gli ingredienti di un prodotto, detersivo o cosmetico, si trovano sempre in etichetta o sui siti dei vari marchi. Tecnicamente la lista è chiamata INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Attraverso uno strumento che si chiama biodizionario.it messo in piedi da quel genio della chimica che è Fabrizio Zago si cercano i singoli ingredienti. Da lì si capisce quanto un ingrediente possa risultare dannoso per la salute e per l’ambiente grazie all’uso di pallini: verdi, gialli e rossi.

Nel caso della linea dei prodotti Winni’s, che ha ha la gamma riservata al bucato e la gamma riservata alla pulizia della casa inclusi liquido per piatti, polvere per lavastoviglie e brillantante, non è facilissimo procurarsi l’INCI, poiché è necessario possedere il codice a barre. Comunque, grazie al forum di promiseland (una vera miniera di informazioni, assieme a saicosatispalmi.it per chi desidera conoscere seriamente la chimica dei cosmetici e dei detersivi) mi sono procurata il codice a barre e ottenuto la lista dell’INCI per il detersivo per lavatrice liquido venduto nella confezione da 3l a circa 5,90 euro. I risultati li trovate dopo il salto.

Continua a leggere: Spot Tv: arrivano i detersivi ecologici Winni's. Ma si deve fare di più

....
condividi 3 Commenti

Enel ama la musica: dopo il concertone di Cerano anche il Festival di Sanremo

pubblicato da Peppe Croce

Enel ama la musica: dopo Cerano, anche SanremoEnel Energia, il pezzo di Enel che vende energia elettrica nel mercato libero, ha annunciato di aver stretto un contratto con il Teatro Ariston di Sanremo per la fornitura di elettricità. E afferma, e garantisce, che sarà tutta energia rinnovabile e certificata RECS (Renewable Energy Certificate System).

Obiettivo dell’accordo, lo dice l’Enel stessa, è contribuire, anche attraverso il nome del prestigioso concorso canoro, ad una crescente consapevolezza ed attenzione nei confronti delle fonti rinnovabili. E poi aggiunge che il Festival della canzone italiana alimentato col contrattino appena firmato eviterà l’emissione in atmosfera di circa 50 tonnellate di anidride carbonica.

Tradotto in ecologico: greenwashing allo stato brado. Fa ridere, a cinque giorni dall’inizio del Festival di Sanremo, leggere che Enel si faccia pubblicità in questo modo mentre ad agosto (notoriamente mese di pausa per giornalisti e blogger ambientali che sono tutti in spiaggia a godersi l’energia solare), fa i concertoni nella centrale a cbon di Cerano con Irene Grandi e Patty Pravo, con quest’ultima riserva del terzino Simone Cristicchi.

Perché Cerano è Cerano…

Via | Enel
Foto | Flickr

....
condividi 2 Commenti

Mozilla Firefox adotta due panda rossi in estinzione

pubblicato da Peppe Croce

Come sempre accade in questi casi, quando si leggono certe notizie non si sa mai se si tratta di una buona cosa o di spudorato greenwashing. In questo caso la notizia viene dalla Mozilla Foundation, quella del famoso browser web Firefox.

Firefox che, giusto giusto, significa volpe rossa anche se di panda si tratta. Mozilla, di questi panda rossi, ne ha adottati due perché sono a rischio estinzione. Dopo averli adottati, però, li ha messi in una gabbia e ci ha piazzato sopra le telecamere.

Il risultato è “Firefox Live“, una sorta di grande fratello dei panda. In questo modo chiunque volesse sapere cosa fanno dei panda rossi in gabbia può collegarsi in qualunque momento della giornata, scegliere la telecamera e farsi un’idea da solo.

Sul sito web di Firefox Live ci sono anche informazioni su come donare il proprio denaro a varie iniziative di protezione del panda rosso in giro per il mondo. E questa è cosa buona e giusta, ma non era meglio evitare il reality show con i panda in gabbia?

Via | Firefox Live
Video | YouTube

....
condividi 2 Commenti

Regali di Natale etici e sostenibili in tre mosse

pubblicato da Marina

Albero di Natale vegan In giro per la rete è un fioccare di consigli per acquisti green, ecologici, sostenibili. Molto spesso si tratta di patacche smaltate di verde, degni esempi di greenwashing, che con la vera sostenibilità nulla hanno a che fare.

Come difendersi dalla sola? Traggo spunto dal blog Action four our planet che spiega come si possa facilmente scegliere di acquistare sostenibile senza cercare marchi particolari, prodotti particolari, prezzi esorbitanti.

Ecco le regole:

  1. Non mangiare carne e preferire un menù vegan, il che ci porta a acquistare locale e vegetale;
  2. Non acquistare capi di abbigliamento o prodotti di origine animale: vietati pelliccia, pelle, camoscio e pelli esotiche.
  3. Non acquistare prodotti di aziende che conducono test su animali come L’Oreal, Procter & Gamble, Unilever, Arm & Hammer, Colgate-Palmolive, Church & Dwight, Johnson & Johnson e Clairol per citarne alcuni. La lista completa la trovate qui.

Foto | Flickr

....
condividi 0 Commenti