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Tutti gli articoli con tag ikea

Ikea e WWF sotto l'albero di Natale per salvare l'Orso Marsicano

pubblicato da alessandra

Natale è (quasi) alle porte e, nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise , l’Orso Marsicano - in attesa dell’imminente pausa letargica - si dà affannosamente alla ricerca delle provviste. In genere, infatti, è in questo periodo che spesso gli orsi vengono avvistati nei pressi dei centri urbani o sulle strade (come è capitato qualche giorno fa lungo una statale nei pressi de L’Aquila) mentre si avventurano in cerca di frutta. Molto spesso, infatti, nella cintura delle aree protette mancano le colture fruttifere che, se presenti, ridurrebbero anche le possibilità di contrasto della fauna selvatica con la specie umana. Per questo motivo, già da alcuni anni, associazioni, ong, e soprattutto l’Unione Europea hanno avviato campagne e progetti volti a stimolare l’iniziativa al recupero delle colture fruttifere abbandonate nelle aree interne o a ridosso dei parchi, con largo beneficio degli animali e, più in generale, di tutta la vita del bosco.

Non mancano, inoltre, in tal senso anche iniziative private. E’ il caso dell’IKEA che venderà, dal 19 novembre e fino a esaurimento scorte, a coloro i quali non vogliono proprio fare a meno dell’abete “vivo” nelle loro feste in favore di opzioni riciclate o più fantasiose, alberi di Natale Picea Abies al costo di 12 euro. Tre euro dei quali saranno interamente devoluti al WWF, alla riconsegna - in gennaio - dell’albero, allo scopo di ripopolare di arbusti le aree naturali dell’Appennino Centrale facilitando così la ricerca del cibo da parte della fauna selvatica. Inoltre, il colosso svedese, rimborserà l’acquisto con un buono che potrà essere speso all’interno dei propri negozi con la possibilità di poter devolvere parte della stessa cifra al progetto di salvaguardia dell’Orso Marsicano. I pini riconsegnati, poi, saranno ripiantati - se in buone condizioni - oppure avviati al recupero per la produzione di pannelli truciolari o di fertilizzanti naturali.

Via | fonte rinnovabile
Foto | Flickr

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Bulb Box: all'Ikea ricicli una lampadina a risparmio energetico e te ne danno tre

pubblicato da Peppe Croce

Bulb box da Ikea

Le lampadine a risparmio energetico sono molto verdi quando le usi ma molto poco verdi quando le devi smaltire: contengono più di un veleno, compreso il mercurio, e per questo sono classificati come i rifiuti elettronici (normativa Raee).

E’ per questo decisamente buona l’idea della Bulb Box, cioè una scatola che ti porti a casa e poi, quando l’hai riempita di lampadine a risparmio energetico che non funzionano più, la riporti e te ne danno tre omaggio. Tutto questo grazie ad un accordo tra Ikea, Wwf Italia e il consorzio Raee Ecolight. Al Wwf, tra l’altro, per ogni scatola riportata va un euro di contributo.

Ovviamente la scatola la trovi, e la devi riportare, da Ikea. Probabilmente è l’unica pecca dell’iniziativa visto che i negozi Ikea in Italia sono meno di venti. Se però nessun’altra catena commerciale ha avuto questa sensibilità non ci possiamo fare molto.

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Farsi un k-way riciclando la buste dell'Ikea

pubblicato da missunderstanding

impermeabile ikea

Nel suo cammino versa la sostenibilità, Ikea ha abolito l’uso dei sacchetti di plastica, in favore delle borse riutilizzabili. Può così capitare di ritrovarsi con qualche busta blu o gialla di troppo, che dopo l’ennesima spesa può essere riutilizzata e trasformata in un impermeabile.

Come fare? Occorre conservare almeno 4 bustone dell’Ikea e seguire le istruzioni dettagliate di Paul Mattingly qui su Instructables per creare il proprio K-way su misura: pratico, semplice ed utile, com’è nella logica della casa svedese.

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Shopping: le catene di negozi attente alle buone pratiche ecologiche ci sono

pubblicato da missunderstanding

catene di negozi pratiche ecologiche

Con il Natale che arriva portando con sè l’abitudine a scambiarsi regali, più di qualcuno andrà a far compere. E se proprio bisogna consumare e acquistare, allora è meglio sapere dove e perchè.

Uno studio internazionale, che ha visto collaborare insieme i ricercatori dell’Università francese di Metz, dell’Università scozzese di Stirling, dell’Università Hitotsubashi in Giappone e della spagnola Esade ha stilato una classifica delle catene di negozi più verdi. Il successo dei negozi che adottano buone pratiche ecologiche per differenziare le proprie attività è basato su una politica di riduzione dei costi o di ricerca fondi, sulla riduzione delle emissioni di CO2. Lo studio ha evidenziato anche quali sono le barriere più comuni che impediscono ad una catena di negozi di scegliere una strada ecosostenibile.

I gruppi di studio si sono concentrati su 15 catene di vendita al dettaglio, dall’America all’Europa, passando per Asia e Australia per scovare le migliori pratiche ecologiche che possono aiutare l’industria a contribuire ecologicamente e a migliorare i propri ritorni economici. In Canada sono ben piazzati in classifica la catena Mountain Equipment Co-op ch evende articoli e attrezzature sport, al secondo IKEA e al terzo Walmart, una catena di elettronica. In Europa le catene Lush e Carrefour, di nazionalità una inglese e una francese, presenti anche in Italia.

Foto | Flickr

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Amazzonia: Greenpeace accusa Nike, Reebok e Adidas di aiutare chi distrugge la foresta

pubblicato da Orangeskies


L’associazione ambientalista Greenpeace accusa le grandi marche di scarpe e articoli sportivi, su tutte Nike, Reebok e Adidas, che per soddisfare la loro necessità di pelle starebbero sostenendo gli allevatori di bestiame che distruggono la foresta amazzonica.

Complici silenziosi, secondo Greenpeace, potrebbero essere anche gruppi come Ikea, BMW e Kraft. Queste società sanno da che produttore arrivano le loro pelli, ma potrebbero non sapere da che allevatori quest’ultimo a sua volta le acquista. Questo può parzialmente giustificarne il comportamento, ma sono comunque coinvolti e secondo gli ambientalisti devono farsi carico della situazione.

Infatti, anche se all’apparenza i bovini non hanno grandi connessioni con la deforestazione dell’Amazzonia, in Brasile gli allevatori bruciano illegalmente la foresta per poter crescere tanti animali da soddisfare la domanda di carne, prodotti in pelle e glicerina. Quest’ultima viene usata anche per medicine e prodotti di bellezza.

La deforestazione riguarda anche i cambiamenti climatici, visto che in Amazzonia vengono trattenute grandi quantità di anidride carbonica che altrimenti contribuirebbero ad essa. Alla distruzione delle foreste viene attribuita la responsabilità per circa 1/5 delle emissioni globali di gas serra. Un inquinamento maggiore di quello prodotto da macchine, camion, treni, aerei e navi tutti messi assieme. L’industria dell’allevamento in Brasile è la più grande causa di deforestazione al mondo, e l’aumento della domanda di pelle significa più foresta distrutta per creare allevamenti.

Via | Greenpeace
Foto | Flickr

L'Ikea si riscalda grazie al sottosuolo

pubblicato da Roberto Bosio

L’Ikea, grazie anche al contributo della provincia di Milano, ha costruito un impianto di geoscambio a bassa entalpia tra i più grandi in Europa nel suo negozio di Corsico. Questo progetto pilota è composto da un sistema di 302 sonde geotermiche, poste ad una profondità di 125 metri, che dovrebbero sfruttare il differenziale di temperatura tra il sottosuolo e la superficie terrestre per fornire aria calda d’inverno e fredda d’estate.

Uso il condizionale perché questo è il primo impianto di queste dimensioni in una zona densamente abitata come quella milanese. A regime, dovrebbe portare al dimezzamento dei costi per il riscaldamento ed il condizionamento dell’edificio, garantendo nel medio-lungo termine il ritorno dei capitali investiti dalla multinazionale svedese. L’Ikea dimostra di credere molto in questo tipo di progetti perché sta costruendo un impianto ancora più grande a Parma.

Via | Rinnovabili.it
Foto | Flickr

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Consegne in bicicletta da Ikea

pubblicato da PiccoloSocrate

Biciclette Velorbis

La casa di biciclette tedesche Velorbis ha siglato con Ikea un accordo per la fornitura di biciclette appositamente dotate di carrello per il trasporto dei prodotti acquistabili nei grandi magazzini blue e gialli. Per ora l’iniziativa è rivolta soltanto ai punti vendita danesi, dove sono disponibili da pochi giorni intere flotte di biciclette che i clienti possono utilizzare gratuitamente evitando l’uso dell’automobile.

Anche se la maggior parte dei negozi IKEA si trovano fuori dai grandi centri non sarà un problema far trasportare ai clienti giovani e giovanissimi poiché in Danimarca è già attiva una politica per lo sviluppo delle piste ciclabili. I responsabili del marketing IKEA ci hanno sicuramente visto giusto perché le biciclette sono un ottimo strumento di pubblicità visto che sono letteralmente dei cartelloni pubblicitari viaggianti senza alcun costo aggiuntivo.

Speriamo che quest’iniziativa possa esser allargata al resto d’Europa e che possa arrivare anche in Italia il prima possibile, anche se la cultura della bicicletta da noi non si sposa con quella dello shopping al centro commerciale fuori città. Nonostante tutto possiamo però immaginare che un ciclista-IKEA non avrà problemi di sicurezza, visto che il giallo della scritta è visibile da notevole distanza.

Via | Inhabitat.com

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Il salvadanaio a forma di porcellino

pubblicato da PiccoloSocrate

Idea regalo

Il salvadanaio tradizionale diventa ecologico e… risparmia all’ambiente l’ennesimo rifiuto in alluminio. Realizzato da Luitpol Ruiz Gaviria, designer peruviano, è l’ideale per risparmiare parecchi euro. Sembra quasi fare concorrenza al porcello-salvadanaio di Ikea che, considerando i tempi di crisi economica è in versione dimagrito rispetto ai soliti paffutelli in coccio. Quello eco-sostenibile, potete acquistarlo su Novica, alla modica cifra di 68,95 dollari. Ovviamente quando avrete cumulato molti spiccioli potrete svitare il tappo per estrarli.

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Lucky bamboo, i rami di Dracaena sanderiana

pubblicato da PiccoloSocrate

Il bambuù della felicità Da Ikea si trovano a poco meno di un euro l’uno: i bambù della felicità, o Lucky Bamboo, sono piante perenni tipiche delle zone tropicali dell’Africa conosciute ai più esperti come Dracaena sanderiana. In commercio se ne trovano soprattutto di rami a forma di spirale ottenuta in modo assolutamente naturale: si mette orizzontalmente la pianta e sfruttandone la facilità e la rapidità con cui cresce, basta ruotarlo periodicamente per ottenere diverse linee.

Il bambù della felicità non è una pianta molto resistente, sopratutto perché preferisce temperature tra i 12° e i 30° ed elevati tassi d’umidità. Vaporizzare periodicamente il fusto permetterà una migliore sopravvivenza, anche per i rami che lasciamo vivere in acqua.

Problema molto comune è proprio la perdita delle foglie o del verde brillante: l’errore da evitare nella maggior parte dei casi è l’uso di acqua corrente (assolutamente dannosa per l’alto contenuto di sali di cloro). L’acqua preferita, da cambiare settimanalmente, è quella piovana o quella minerale. Per le piante coltivate in terra, un terreno soffice e umido ma non troppo ricco di sostanze permetterà una crescita continua.

Il bambù non gradisce l’esposizione diretta ai raggi solari, piuttosto ponetelo in ambienti senza repentini cambi di temperatura e non vi preoccupate dell’esposizione alla luce. Cresce bene anche in luoghi bui.

Foto | Zeitfixierer

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Una bici sotto l’albero per i dipendenti Ikea

pubblicato da silvia

Ombra di bicicletta - Mangiu Una bicicletta è stata regalata per Natale dall’azienda svedese Ikea a 6.200 suoi collaboratori. Si tratta di una Atala pieghevole, una buona pratica segnalata dal sito della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta). Un bel regalo, in effetti, invece dei soliti doni aziendali fatti di panettoni e spumanti che di certo non mancano in questo periodo.

L’obiettivo è fare della bicicletta un’alternativa all’auto privata magari proprio per recarsi a lavoro. In Italia i punti vendita Ikea sono situati per lo più in periferia e non tutti sono serviti da mezzi pubblici. La società fa sapere che solo 8 dei 13 esistenti possono essere raggiunti con gli autobus, 1 con il treno e in 4 casi l’azienda ha messo a disposizione una navetta. Speriamo solo ci siano le piste ciclabili!

Via | Fiab

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