Mentre i cittadini denunciano che la raccolta differenziata esiste solo sulla carta, (nel video in alto un eclatante esempio), la Procura di Napoli apre un fascicolo di inchiesta sull’inceneritore di Acerra.
Secondo recenti dichiarazioni di Partenope Ambiente, società del gruppo A2A, che gestisce l’inceneritore, tutto funziona a meraviglia e le emissioni sono abbondantemente sotto la norma.
Diverso è il parere dei magistrati, pm Federico Bisceglia, Maurizio De Marco e il procuratore Giovandomenico Lepore sono necessarie verifiche e dunque hanno dato mandato ai carabinieri del Noe. Le analisi serviranno ad accertare se l’impianto corrisponde a quanto richiesto dal bando di gara; se le emissioni sono nella norma; la qualità dei rifiuti che si bruciano.
I comitati cittadini e per un certo periodo anche i politici, hanno sempre denunciato il fatto che l’impianto non fosse stato costruito a norma, né che si bruciassero esattamente CDR.

La questione emergenza rifiuti in Campania è assai complessa. Non è solo una questione di sacchetti di immondizia depositati nelle strade. Ma è la rappresentazione urbana delle performances del governo locale, regionale e nazionale; nonché evidenza della presenza di una certa criminalità organizzata. Se vi siano poi collusioni tra questi due soggetti, spetta alla magistratura stabilirlo.
Una cosa però, la magistratura già la sa, assieme a tante altre ovviamente, è che le discariche piacciono molto, tantissimo alle ecomafie. Nell’audizione che si è tenuta a porte chiuse alla Commissione bicamerale sui rifiuti, sono stati ascoltati il maggiore Giovanni Caturano comandante del gruppo carabinieri tutela ambiente di Napoli e Paolo Mancuso Procuratore di Nola.
Ebbene, fa notare il Pm Mancuso che oltre che a Bertolaso anche alle ecomafie interessa che vi sia una discarica all’interno del parco Nazionale del Vesuvio, poiché non solo in quel buco si può seppellire di tutto, ma le grinfie della camorra si allungherebbero su appalti, movimenti di mezzi pesanti, distribuzione della nuova moneta, che sono i posti di lavoro.

La multiutility lombarda A2A ha le idee chiare e cambia strategia. O meglio: la affina e si concentra sui settori più redditizi. Nel nuovo piano industriale dell’azienda, infatti, il settore energetico lascia spazio a quello della gestione dei rifiuti e della termovalorizzazione. Questo perchè, ammette la stessa A2A, con la crisi di energia ne serve sempre meno ma quello dell’incenerimento dei rifiuti resta sempre un affare interessante.
A2A ha già esperienza nel campo in quanto gestisce i due inceneritori più famosi d’Italia: quello di Brescia e quello di Acerra. Il primo, secondo la Columbia University di New York è “il miglior termovalorizzatore al mondo“. Peccato, però, che chi abita vicino a questo gioiellino di tecnologia che piace tanto agli americani non la pensi esattamente nello stesso modo. Il secondo, quello di Acerra, è stato inaugurato in pompa magna da Berlusconi in persona. Poi, appena Berlusconi se ne è andato, ha iniziato a sforare i limiti di emissioni. Ma, si disse, lo stavano rodando…
Fatto sta che A2A preferisce l’inceneritore alla centrale elettrica e, parlando di vil denaro, non gli si può certo dare torto visto che questi impianti godono ancora, e godranno ancora per molto visto che senza vanno presto in perdita, dei fantasmagorici incentivi Cip6.
Continua a leggere: A2A, fuga dall'energia. Rende di più l'inceneritore
L’altro giorno a Acerra, sede per ora dell’unico inceneritore in Campania, il Vescovo Rinaldi (il video con il discorso finale) con altri rappresentanto della Diocesi ha piantato un albero di ulivo, proprio di fronte il “mostro” attivato a mezzo servizio alcuni mesi fa.
Il Vescovo Giovanni Rinaldi già espresse la sua opinione in merito all’apertura di un impianto di incenerimento in un territorio devastato come quello di Acerra. Come “atto politico” diciamo così, si rifiutò di presenziare all’inaugurazione.
Durante la piantumazione sono stati portati sacchetti di terra da Roma, Nola, pianura del Sele e dalla Caritas romana. La richiesta è quella di un osservatorio di un monitoraggio ambientale indipendente che possa analizzare, al di sopra delle parti, il reale impatto ambientale dell’inceneritore.
Grazie a Gennaro Esposito per la segnalazione su facebook
L’inceneritore di Acerra finisce sotto inchiesta. Un fascicolo di indagine su presunti illeciti all’interno dell’impianto che brucia rifiuti, è stato aperto dalla superProcura di Napoli come allegato alla più ampia inchiesta “Green” sugli impianti CDR, il cui titolare è il Pm Giandomenico Lepore, che ha fatto scattare gli arresti domiciliari una settimana fa per 15 persone tra docenti e amministratori, tra cui Vittorio Vacca direttore proprio dell’impianto di Acerra.
L’indagine è partita da un esposto presentato da Tommaso Sodano ex parlamentare di Rifondazione e ex Presidente commissione Ambiente al Senato.
Scrive Il Mattino:
Nel testo si accenna a una mancata bonifica ambientale del sito; ai primi monitoraggi Arpac che attestano «un superamento dei limiti di emissione di Pm10 in 17 giorni su 60 e di ben 11 volte negli ultimi 14 giorni»; alla «mancanza di un adeguato sistema di monitoraggio»; alla «esposizione della popolazione alla inalazione e all’assunzione con il ciclo alimentare di sostanze tossiche e nocive per la salute».
Le accuse ascritte protrebbero essere di disatro ambientale, falso ideologico e omissioni in atti d’ufficio
Via | Il Mattino
Grazie per il video a Fabio A.
Mentre scrivevo il post sotto sulle dichiarazioni del Premier sull”emergenza rifiuti in Campania, che nonostante proclami è tutta li, la Dia e la Guardia di Finanza hanno arrestato stamane 15 persone tra cui Aniello Cimitile, Presidente della Provincia di Benevento perché coinvolte, secondo le indagini condotte dai Pm Giuseppe Noviello e Paolo Firleo, che hanno anche firmato i mandati d’arresto, in diversi illeciti relativi alla gestione e smaltimento del CDR, meglio conosciute come ecoballe (nella foto il sito di stoccaggio di Taverna del Re).
Infatti, l’operazione “Green” ha portato alla luce diversi illeciti effettuati a vario titolo, l’accusa è di falso ideologico, relativi all’ idoneità degli impianti ex Cdr, oggi riconvertiti in impianti per la tritovagliatura, di Giugliano e Caivano e di Casalduni mentre erano ancora sotto sequestro. In pratica, docenti e amministratori avevano garantito con le loro firme che il CDR rispondeva agli standard di conformità.
Per Aniello Cimitile, come riferisce èCostiera, i capi d’accusa sono i seguenti:
Avrebbe attestato il falso, alcuni anni fa, in qualità di docente universitario di ingegneria, sull’idoneità degli impianti di Cdr (combustibile da rifiuti) e la conformità del prodotto rispetto a quanto stabilito nel contratto che ne regolava il funzionamento. Cimitile, originario di Pomigliano d’Arco, prima di essere eletto nel Partito Democratico, nel 2008, presidente della Rocca dei Rettori, è stato a lungo rettore dell’Università del Sannio.
Riferisce Agi che sono finiti agli arresti domiciliari anche i docenti Oreste Greco, Vincenzo Naso, Rita Mastrullo e Filippo De Rossi, Vittorio Vacca attuale direttore del termovalorizzatore di Acerra e direttore, nel periodo relativo alle indagini, dei lavori CDR , Claudio De Biasio ex-subcommissario di Guido Bertolaso già indagato in precedenza e attulamente in Protezione Civile, Luigi Travaglione, Giuseppe Sica; Vittorio Colavita; Alfredo Nappo; Vitale Cardamone; Mario Cini e Francesco Scalingia.
Foto | rifiutizerocampania

Due giorni fa sono stati diffusi i dati registrati dalle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria nella zona di Acerra dove sono stati rilevati da questo marzo al 28 maggio17 sforamenti di PM10 e ne sono consentiti al massimo 35 in un anno.
Il Comunicato ARPAC chiarisce che:
Con riferimento alle notizie di stampa relative al superamento dei limiti di concentrazione media giornaliera di PM10, si ritiene opportuno precisare che i dati, registrati nel periodo marzo/maggio 2009 dalle tre centraline ARPAC dell’area acerrana, non si discostano da quelli misurati nel corso delle campagne di monitoraggio ex-ante della qualità dell’aria, effettuate negli anni 2006/2007 in ottemperanza alle prescrizioni della competente Commissione Ministeriale di Valutazione Impatto Ambientale.
Si rileva, altresì, che alcuni dei superamenti dei limiti di PM10, riscontrati nello stesso periodo marzo/maggio 2009 dalle centraline ARPAC, sono stati registrati anche durante i periodi di fermo dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra.
ARPAC ha, comunque, programmato per le prossime settimane una specifica attività di controllo e monitoraggio finalizzata all’individuazione della incidenza percentuale delle molteplici fonti di emissione presenti in zona, anche attraverso la speciazione del particolato.
Dubbi relativi al binomio attività inceneritore Acerra-sforamento polveri sottili sono sollevati anche nel Meet-up dei Grilli napoletani che si chiedono se le emissioni registrate non siano direttamete legate alla loro dislocazione sul territorio. A scagionare le colpe dell’inceneritore sarebbe la sua scarsa attività: di fatto l’impianto funziona pochissimo sarebbe dotato, secnd quanto ha sempre sostenuto Guido Bertolaso, di un sistema di bloccaggio qualora i fumi emessi dovessero superare le soglie imposte.
Via |Fiacot
Foto | Meetup-Grilli napoletani
Con 24 ore di anticipo il Premier Berlusconi è dalle 15,00 all’inceneritore di Acerra, accompagnato dal sottosegretario Guido Bertolaso.
La cerimonia di inaugurazione resta però prevista per domani quando tutte le autorità saranno presenti tranne, il Vescovo di Acerra Don Giovanni Rinaldi che si è rifiutato di benedire l’inceneritore.
Fa sapere il Vescovo, che la decisione è stata presa in accordo con il Consiglio episcopale. Ha detto il Vescovo:
In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi. Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no.
Si terrà a Napoli dal 18 al 21 febbraio il quinto incontro internazionale Zero Waste Day, ospitato per la prima volta nella città partenopea e voluto dai comitati cittadini di Rifiuti zero Campania a cui prendono parte anche il meetup Beppe Grillo Napoli e Chiaiano discarica.
Insomma un appuntamento internazionale che vedrà la presenza dei migliori esperti in campo per la gestione dei rifiuti che da Napoli lanceranno il loro appello: incentivare la raccolta differenziata, non avviare l’inceneritore di Acerra e portare la città e la Regione verso i rifiuti zero.
La sfida è possibile e gli esperti interpellati porteranno le esperienze di diverse città che sono riuscite ad arrivare ad una raccolta differenziata e al recupero dei materiali vicina al 100% (come ad esempio accade già a Capannori) rendendo nuovamente così materie prime quelli che erano scarti e rifiuti.
Scrivono i comitati:
Una grande occasione per un confronto sullo stato del Movimento Rifiuti Zero mondiale, sulle buone pratiche e le proposte alternative dal basso, sulle lotte contro l’ incenerimento e l’ attuale ciclo economico dei rifiuti, la distruzione di beni fondamentali : materiali e fonti energetiche non riproducibili; contro la combustione e per la difesa dei beni comuni collettivi e della biodiversità.
Per le comunità resistenti, per l’ insieme dei comitati, per le migliaia di attiviste e attivisti delle diverse regioni italiane, si tratta di un importante crocevia per il rilancio della battaglia per rifiuti zero, per il no all’ incenerimento, contro le nocività e la “pandemia silenziosa”, contro la mercificazione dei beni e dei servizi locali, per la difesa della salute e dei territori.
Via | Comunicato stampa
A poche ore dall’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra che avverrà venerdì prossimo, lascia perplessi la richiesta (attraverso un intervista rilasciata a La Repubblica il 20 gennaio 2008) fatta dal Primo cittadino Espedito Marletta al Premier Berlusconi: chiede, come una sorta di risarcimento, la realizzazione di un Polo pediatrico, una nuova ferrovia ad Alta Velocità e controlli strettissimi sui fumi che usciranno dalle tre torri del “mostro”.
Il Polo pediatrico è un progetto che sta in piedi da almeno 20 anni (ne hanno parlato prima i vecchi della democrazia cristiana e i socialisti e poi a seguire comunisti, pidiessini ecc. ecc.), ma che ha visto l’approvazione solo nel 2004 i cui finanziamenti, 130milioni di euro, però sono stati congelati proprio a causa della presenza dell’inceneritore che ovviamente non risulta compatibile con un ambiente salubre da destinare ad un ospedale per bambini.
Chiede il Sindaco Marletta di scongelare il progetto e di dare qualcosa alla città, ma il Polo Pediatrico secondo il Puc il Piano Urbanistico presentato nel maggio 2008 dovrebbe sorgere in località Pezzalunga- Gaudiello, cioè a 2,5km in linea d’aria dall’inceneritore, quindi presumibilmente proprio sotto il cono di interesse delle nanopolveri.