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Tutti gli articoli con tag incentivi statali

In UK vendite di auto elettriche giù, nonostante gli incentivi

pubblicato da Nestor Carnevali

La auto elettriche non decollano. Un altro segnale arriva dalla Gran Bretagna, dove i dati di vendita fanno segnare un allarmante calo. Secondo Will Nicholls del The Guardian fra aprile e giugno di quest’anno sono stati venduti appena 215 veicoli contro i 465 del primo trimestre 2011. Meno di 500 vetture in tre mesi non indicavano certamente un grande successo commerciale, ma il calo di oltre il 50% nonostante permangano i forti incentivi statali in vigore lascia basiti.

Per ogni EV venduta il governo britannico riconosce un bonus di 5000 sterline, uno dei più alti incentivi “green” di sempre, ma i consumatori continuano a non essere convinti e a non voler considerare, nemmeno con un atteggiamento “pionieristico”, l’acquisto delle vetture che utilizzano l’energia elettrica al posto della benzina o del diesel.

I problemi sono i soliti: autonomia ritenuta ancora scarsa, difficoltà per il rifornimento, prestazioni che non esaltano quanti vedono ancora nell’automobile uno strumento d’espressione della propria virilità piuttosto che un semplice mezzo di trasporto (nemmeno di quelli più pratici ed economici). La diffidenza nei confronti delle auto elettriche potrebbe però avere anche motivi inconsciamente fondati. Forse la soluzione sarebbe piuttosto quella di investire in sistemi di mobilità pubblici integrati che disincentivino l’uso dell’automobile, a prescindere dal tipo di combustibile. Che i consumatori siano arrivati da soli a questa conclusione? Sarebbe una spiegazione confortante.

[Via | Businessgreen]

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Approvato il IV Conto Energia. Come cambiano gli incentivi al fotovoltaico, come fanno ricorso le associazioni

pubblicato da Peppe Croce

Il IV Conto Energia �¨ legge. Come cambiano gli incentivi al fotovoltaico, come fanno ricorso le associazioni

Dopo lunga attesa e infinite polemiche, dopo i litigi infiniti tra Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, ha visto la luce questa mattina il IV Conto Energia. Ne danno il triste annuncio molte associazioni di categoria dell’industria dell’energia fotovoltaica italiana che si vedono cambiare, per l’ennesima volta, gli incentivi statali all’energia rinnovabile.

Le novità principali del decreto (l’integrale lo trovate a fonfo pagina): differenziazione tra piccoli e grandi impianti, in base a dove sono posizionati. Gli impianti a terra diventano “grandi” oltre i 200 KW, gli impianti sui tetti restano “piccoli” fino al MegaWatt. Più incentivi per i piccoli, meno per i grandi con la lodevole eccezione del bonus di 5 centesimi di euro se i pannelli fotovoltaici sostituiscono le coperture in eternit.

Per quanto riguarda lo scontro tra titani sulla data di inizio del percepimento degli incentivi statali: ha vinto Romani, accogliendo solo in parte l’ultima delibera pubblicata dall’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas, e gli incentivi partono all’effettivo allacciamento dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica. Se Enel o Terna ritardano troppo, però, si beccano la sanzione.

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IV Conto Energia: il Gifi fa dietro front. Ora gli piace...

pubblicato da Peppe Croce

IV Conto Energia: il Gifi fa dietro front. Ora gli piace

In pieno stile “il bastone e la carota” il Gifi-Anie, cioè le imprese dell’energia fotovoltaica che aderiscono a Confindustria, torna a lodare il decreto “ammazza rinnovabili” di Paolo Romani. Dopo una blanda critica dei primi di aprile in merito ai tempi dell’entrata in vigore dei nuovi incentivi statali al fotovoltaico, ora arriva il plauso. Aveva detto il Gifi il 12 aprile:

La proposta circolata, così come strutturata, non garantirebbe l’adeguato sviluppo del mercato né la salvaguardia dei diritti acquisiti e degli investimenti in corso, perché se si confermassero le indiscrezioni di stampa ci sarebbero nuove tariffe ridotte già dal 1° giugno e cap rigidi di potenza incentivabile per tutto il 2011 e 2012

Ha detto, invece, il giorno dopo l’inconcludente riunione della Conferenza Stato-Regioni:

La bozza del IV Conto Energia portata oggi all’attenzione della Conferenza Stato–Regioni presenta significativi miglioramenti rispetto alla versione della scorsa settimana introducendo alcune importanti novità, peraltro fortemente richieste da GIFI. Qualora le indiscrezioni venissero confermate, si tratterebbe di elementi indubbiamente positivi e migliorativi rispetto alla bozza sino a oggi circolata

Dove sta la differenza? Da nessuna parte, tutta tattica. Ormai lo sanno tutti che il IV Conto Energia lo sta scrivendo Romani in collaborazione con il Gifi (e solo il Gifi, infatti gli altri si lamentano). Confindustria che finge di non sapere quale testo ha presentato Romani alle Regioni e quale testo le Regioni hanno rispedito a Romani è veramente segno dei tempi (bui) che stanno vivendo il settore delle energie rinnovabili da alcuni mesi a questa parte.

Via | Gifi

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Decreto fotovoltaico: le regioni, il sottosegretario Saglia e il ministro Prestigiacomo

pubblicato da Peppe Croce

Decreto fotovoltaico: le regioni, il sottosegretario Saglia e il ministro Prestigiacomo
Rinnovabili, fotovoltaico e quarto Conto energia: si naviga a vista. Dopo la bocciatura rimediata ieri in Conferenza Stato-Regioni dal ministro Paolo Romani per il suo decreto “ammazza rinnovabili” che stronca gli incentivi statali, seriamente non si capisce che fine farà il settore in Italia.

Lo stesso Romani aveva annunciato che il decreto lo firmava lo stesso, infischiandosene del parere dei governatori. A quanto pare ancora non ha avuto il coraggio di farlo. Forse perché, nel frattempo, si è espresso in maniera assai divergente il sottosegretario all’Energia, Stefano Saglia:

Il decreto ministeriale su fotovoltaico e solare si può modificare, oppure farne un altro ex novo

Tradotto: Paolino vacci piano che non decidi da solo. Poi si è espressa anche la governatrice del Lazio, Renata Polverini, che ha ipotizzato nuove “linee guida regionali”:

c’e’ stata una chiusura totale da parte del governo e dunque il parere delle Regioni non poteva che essere negativo. Le Regioni dovranno comunque attrezzarsi con delle linee guida. Credo che le linee guida siano necessarie e il Lazio, d’intesa con le Province, provera’ a definirle

Tradotto: vado avanti io che se aspetto voi facciamo notte. E Stefania Prestigiacomo? Prende tempo, ma non troppo:

Bisogna uscire con un accordo con le Regioni perché il decreto deve essere assolutamente ’sfornato’ entro la settimana. Le questioni di fondo sono state tutte risolte. Ora ci sono dei piccoli aspetti che bisogna approfondire

Tradotto: ho subito sto decreto fino a mo’, che fretta c’è adesso?

Via | Conferenza Stato-Regioni
Foto | Flickr

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Operatori esteri del fotovoltaico contro Paolo Romani e il suo decreto ammazza rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Operatori esteri del fotovoltaico contro Paolo Romani e il suo decreto ammazza rinnovabili

Questo decreto “ammazza rinnovabili” voluto dal ministro Paolo Romani non piace proprio a nessuno: associazioni di categoria dell’energia fotovoltaica (Gifi-Confindustria a parte), lavoratori industria e sindacati scioperanti e, adesso, anche agli investitori stranieri. Che fiasco…

Dettagli: Photovoltaic Operators Investors, cioè una sorta di associazione di investitori stranieri (soprattutto del fotovoltaico a terra), ha scritto alla presidenza del Consiglio dei ministri annunciando battaglia sui nuovi incentivi statali. Sotto quella sigla ci sono molti dei super big del fotovoltaico mondiale: Aes Solar Energy, Akuo Energy, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar, Siliken, Solarig N-Gage e Wurth Solar che si lamentano

di aver avviato in Italia importanti investimenti nel settore dell’energia solare, sulla base di un quadro normativo perfezionatosi nell’agosto del 2010 ma che a soli 3 mesi dalla data in cui ha iniziato a spiegare la sua efficacia è stato completamente disatteso dal Governo Italiano ed a breve potrebbe essere sostituito da un provvedimento quale il Quarto Conto Energia dai contenuti fortemente peggiorativi, retroattivi e discriminanti

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Decreto “ammazza rinnovabili”: il commissario europeo all’Energia Günther Oettinger è preoccupato e scrive a Paolo Romani

pubblicato da Peppe Croce

Decreto "ammazza rinnovabili": il commissario europeo all'Energia G�¼nther Oettinger �¨ preoccupato e scrive a Paolo Romani

Siamo proprio sicuri che il nuovo conto energia, il quarto, che il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani sta preparando in gran segreto con la collaborazione del solo Gifi-Confindustria sia realmente “sul modello tedesco”? A detta del commissario europeo all’Energia, il tedeschissimo Günther Oettinger, non è poi così vero.

Oettinger, venerdì scorso, ha inviato una lettera ufficiale a Romani per chiedere conto e ragione dei nuovi incentivi statali (quelli che dovevano arrivare “entro quindici giorni”):

Negli ultimi mesi i miei uffici sono stati contattati da un numero elevato di operatori a proposito delle riforme ai sistemi d’incentivazione per le fonti rinnovabili attuate in vari Stati membri. Più di recente, simili preoccupazioni sono state espresse sul decreto legge italiano attuativo della direttiva 2009/28/CE e, in particolar modo, con relazione alle modifiche degli incentivi per il solare fotovoltaico

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Decreto rinnovabili, Aper contro Romani: "non risponde alle nostre lettere"

pubblicato da Peppe Croce

Decreto rinnovabili, Aper contro Romani: "non risponde alle nostre lettere"

Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e l’associazione di categoria delle energie rinnovabili Aper (480 associati circa) si scambiano accuse reciproche. Sullo sfondo c’è l’ormai nota spaccatura all’interno delle associazioni degli industriali verdi con il Gifi-Confindustria da una parte e tutti gli altri dall’altra parte. Oggetto del contendere, ovviamente, i futuri incentivi statali del quarto conto energia previsto dal decreto “ammazza rinnovabili”.

Romani, in Parlamento, rispondendo ad una interrogazione parlamentare ha affermato che non è affatto vero che dialoga solo con il Gifi, come Asso Energie Future aveva affermato pochi giorni fa. Al contrario, Romani afferma di aver convocato più volte Aper che, però, non si è presentata.

Ma quando mai… Aper smentisce tutto:

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Incentivi fotovoltaico, il ministro Romani ascolta solo il Gifi. Asso Energie Future protesta

pubblicato da Peppe Croce

Incentivi fotovoltaico, il ministro Romani ascolta solo il Gifi. Asso Energie Future protesta

L’obbiettivo principale del recente decreto Romani “ammazza rinnovabili”, come il soprannome lascia intendere, era quello di disincentivare la produzione di energia rinnovabile da fonte fotovoltaica. Lo ha ammesso lo stesso ministro affermando che le proiezioni dello sviluppo di questa fonte incentivata dallo stato erano, a suo dire, insostenibili.

Il primo risultato, nell’attesa (infinita? i famosi quindici giorni sono passati da un pezzo…) che vengano resi noti i nuovi incentivi statali che dovrebbero bloccare il fotovoltaico a terra in favore di quello sui tetti, è stato quello di dividere le associazioni di categoria delle rinnovabili.

In questi giorni, infatti, Paolo Romani sta dialogando con il Gifi, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane. Ma non con gli altri attori del mercato. Asso Energie Future (ve ne ricordate? ne abbiamo già parlato in questo post) non l’ha presa molto bene ed è uscita con un attacco frontale al ministro. Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future, su Romani afferma senza mezzi termini:

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Risparmio energetico in casa: lavori di ristrutturazione per 1 italiano su 2

pubblicato da Marina

risparmio energetico, agli italiani piace risparmiare in casa

Secondo una ricerca condotta da Casa.it, a proposito del rapporto tra gli italiani e il risparmio energetico, 1 proprietario di immobile su 2 progetta lavori di riqualificazione energetica per la propria abitazione entro i 5000 euro. Gli interventi sono così ripartiti: al Nord, li farà il 47%, al Sud il 30,2% e al Centro il 21,8%. Per le spese il 37,25% pensa di restare entro i 2000 euro; il 29% entro i 5000 euro e il 13% entro i 10mila euro. Perciò agli italiani piace contenere i consumi energetici in casa, specie se sostenuti dagli incentivi statali (ossia la detrazione Irpef del 55% su 10 anni) conosciuti dal 57% degli intervistati, mentre per un 30% sono piuttosto complessi da ottenere.

Ma di fatto quali sono le ristrutturazioni che gli italiani pensano di fare in casa? Eccole:

infissi isolanti (30,7%), serramenti isolanti (11,2%) e tecniche di coibentazione (10,7%). Nonostante l’entrata in vigore del nuovo Conto Energia 2011 - che prevede una riduzione degli incentivi statali con abbassamenti quadrimestrali del 6% fino a un taglio del 30% previsto per il 2013 - l’8,4% degli intervistati ha dichiarato di prevedere nell’arco di quest’anno l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Forse però la tendenza al risparmio andrebbe ulteriormente sostenuta per quanto riguarda il riscaldamento dove appena il 22,9% ha installato una caldaia a condensazione.Maggiore attenzione è rivolta verso l’illuminazione per cui il 40% degli intervistati fa ricorso a lampade a basso consumo e il 25,7% usa lampadine alogene o fluoro-compatte o LED.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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La Francia dice addio al Conto Energia per il fotovoltaico

pubblicato da Peppe Croce

La Francia dice addio al Conto Energia per il fotovoltaicoSe non è un addio, poco ci manca. Di sicuro viene dopo una lunga “pausa di riflessione”. L’amore della politica francese per l’energia fotovoltaica è finito e, dopo lo stop di tre mesi agli incentivi statali per questa fonte di energia rinnovabile, ora arriva la mazzata finale.

Tariffe ridotte del 20%, limite di 100 KW per gli impianti e, soprattutto, niente Conto Energia per il fotovoltaico a terra: d’ora in poi solo sui tetti. La tariffa incentivante, poi, sarà rivista ogni tre mesi tenendo conto della quantità di progetti di nuovi impianti presentati dai privati e della diminuzione dei costi di produzione del settore fotovoltaico.

In ogni caso viene posto un limite di 500 MW annui per i nuovi impianti da costruire da zero. Una vera e propria rivoluzione che ha messo in allarme tutto il settore delle energie rinnovabili francese: secondo l’associazione di categoria Soler, infatti, “i produttori sono in stato di shock” mentre per Arnaud Mine, amministratore delegato di RES-SOLER

ci sono molti imprenditori e industriali che hanno investito e creato posti di lavoro nel settore. Nello stato del testo presentato dall’amministrazione, il progetto avrebbe conseguenze drammatiche

Si spera, a questo punto, che il governo francese torni sui suoi passi e modifichi il nuovo Conto Energia con parametri meno stringenti.

Via | Energie2007, Enviro2b
Foto | Flickr