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Tutti gli articoli con tag nucleare francia

Terremoti e alluvioni, le centrali nucleari francesi non sono sicure ma niente panico

pubblicato da AlterEco

centrale nucleare francese

Torniamo a parlare di nucleare in Francia, dal momento che la buona tenuta delle centrali nucleari francesi ci riguarda molto da vicino. Proprio sul fronte sicurezza ci sono novità. L’IRSN, agenzia francese che si occupa di radioprotezione e sicurezza nucleare, il 17 novembre scorso ha infatti rilasciato un rapporto di cinquecento pagine sull’esito degli stress test, chiesti sia dal Governo che dall’Europa, in seguito all’incidente nucleare di Fukushima.

Il dossier sostiene che nessuna delle centrali nucleari francesi attualmente in esercizio è insicura al punto da giustificarne la chiusura, altrimenti questa misura sarebbe già stata presa. Bisogna, però, aumentare la resistenza e la tenuta dei reattori in caso di terremoti, alluvioni ed altri eventi naturali di portata estrema. E bisogna farlo al più presto, trattandosi di fenomeni naturali imprevedibili.

Le centrali presentano infatti gravi lacune sul fronte della sicurezza, dal momento che non sono state progettate per resistere ad eventi estremi. Ed oggi, come abbiamo visto purtroppo in Giappone, devono invece essere pronte a qualsiasi eventualità. Ad esempio, sono state rilevate riserve d’acqua insufficienti ad alimentare i generatori di vapore in caso di emergenza. Inoltre non è stato calcolato in modo adeguato il rischio sismico per i sistemi di ventilazione dei gruppi elettrogeni d’emergenza e per i sistemi di ancoraggio di alcune tubazioni.

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Nucleare, in Francia il dibattito si fa atomico

pubblicato da AlterEco

centrale nucleare francese

Che la Francia abbandoni l’atomo è certamente confortante sul fronte sicurezza per noi italiani e per quel 60% di cittadini francesi favorevole, ma tra il dire e il fare ci sono dei costi da sostenere e delle riserve piuttosto ardue da vincere.

Noi di Ecoblog stiamo seguendo l’acceso dibattito che sta animando la politica energetica francese in queste settimane, a dir poco indecisa sul suo futuro. François Hollande, candidato alla presidenza per il Partito Socialista, vuole portare al 50% entro il 2030 l’approvvigionamento energetico proveniente dall’atomo. In queste ultime ore, però, ha svelato una vena di incoerenza ed ha avuto non poco filo da torcere con i Verdi, dopo aver dichiarato in tv che è favorevole alla costruzione di una centrale atomica EPR di ultima generazione.

Due giorni fa vi abbiamo presentato i tre diversi scenari energetici previsti dall’Union française de l’électricité (UFE) in caso di situazione invariata del bilancio energetico oppure di uscita totale o parziale dal nucleare verso un mix di rinnovabili, eolico in primis, e fossili.

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Nucleare, Sarkozy: accattatevillo! Scajola: vengo anch'io!

pubblicato da Peppe Croce

Sarkozy invita le banche a finanziare il nucleare

Aprendo la conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile di Parigi il Presidente della Regpubblica Francese, Nicolas Sarkozy, ha toccato uno degli argomenti più discussi nella grande questione nucleare: l’ostracismo da parte della grande finanza internazionale nei confronti dell’atomo. In particolare Sarkozy ha detto:

Non capisco e non accetto l’ostracismo ai progetti nucleari da parte delle istituzioni finanziarie

In realtà Sarkozy la cosa la capisce benissimo, anche se non lo dice: gli istituti finanziari preferiscono altre forme di investimento nel settore dell’energia, specialmente le rinnovabili. Anche perchè è noto a tutti che il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo. Si è sempre fatto così e così si continuerà a fare, vista anche la recente decisione di Obama di finanziare due nuove centrali negli Stati Uniti.

Alla stessa conferenza internazionale ha parlato anche il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare. Scajola ha persino fornito una data:

Il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013

Fretta, frettissima. Prima che gli italiani abbiano il tempo per farsi un’idea ben informata sul nucleare e, soprattutto, a dispetto di qualunque opposizione delle Regioni sui possibili siti.

Via | Agi, Libero
Foto | Flickr

Rinnovabili e nucleare sono in competizione?

pubblicato da Peppe Croce

Secondo l'Ad di Enel Fulvio Conti il nucleare e le rinnovabili non si escludono a vicenda

Non tutti sono convinti che sviluppare le rinnovabili e tornare al nucleare siano due direzioni opposte e in conflitto tra loro. C’è, infatti, chi crede proprio l’opposto e ritiene che entrambe le tecnologie siano indispensabili per la sicurezza energetica del paese e la tutela dell’ambiente. La pensa proprio così, ad esempio, l’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti che ha affermato:

Nucleare e rinnovabili sono compatibili. Tutti i paesi intelligenti usano il nucleare, noi ancora lo importiamo. Se lo importiamo, perche’ non farlo direttamente noi? Mi sembra dunque naturale pensare che sia corretto usare anche il nucleare per la generazione di elettricita’. Una fonte non esclude l’altra, tutte sono necessarie

E’ quasi superfluo ricordare che Enel ha enormi interessi economici tanto nelle rinnovabili, già oggi tramite Enel Green Power, che nel nucleare, in futuro tramite l’accordo con Edf. La pensa nello stesso modo anche la Aie, l’Agenzia internazionale dell’energia che fa capo all’Ocse, cioè l’organizzazione tra i paesi più industrializzati per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il direttore esecutivo dell’Aie, Nobuo Tanaka, presentando il Rapporto 2009 sulla politica energetica italiana, ha lodato sia gli sforzi dell’Italia nello sviluppo delle fonti rinnovabili sia l’inizio di una nuova stagione nucleare. Tanaka ha affermato che la nuova stagione nucleare italiana:

consentirà di diversificare il mix energetico, di ridurre la dipendenza dall’importazione di combustibili fossili, e di limitare, almeno su un orizzonte temporale di lungo termine, i livelli di emissione di CO2.

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Francia, in un documentario le contaminazioni da scorie nucleari

pubblicato da Marina

Grazie alla pazienza e alle segnalazioni di hesperius vengo a conoscenza di una serie di documentari, “Uranium : le scandale de la France contaminée” girati in Francia a proposito delle contaminazioni nucleari. I video sono stati trasmessi nella passata stagione televisiva su France3.

Scarti, o meglio i detriti sterili, in pratica ciò che restava delle scorie nucleari, risulta delle attività delle centrali nucleari, a basso contenuto di uranio, non ritenuto dalle industrie interessante, è stato usato come materiale inerte per la costruzione di strade e edifici. Risultato? Contaminazione dell’ambiente e delle persone che hanno iniziato ad ammalarsi e morire di tumore.

In alto il primo video della serie, seguono: parte seconda, parte terza, parte quarta, parte quinta.

Nucleare, corriamo il rischio di essere colonizzati dalla Francia?

pubblicato da Marina

Nucleare: colonizzazione francese energetica? Il dibattito sul nucleare è apertissimo anche in ambito industriale e interviene, in proposito, l’Ansaldo a mettere in guardia i nuclearisti più convinti non tanto per la scelta in sè quanto per il rischio colonizzazione energetica.

E in proposito c’è stato un botta e risposta tra Zampini che è a.d di Ansaldo Energia e Livio Vido, Direttore Divisione Ingegneria e Innovazione della Enel durante la conferenza “Innovazione energetica e rilancio del nucleare. Lo scenario italiano” che si è tenuta ieri a Roma e organizzata dall’OICE. >Il primo ha chiesto più spazio per le aziende italiane, l’altro ha risposto che ci sarà spazio per le imprese nazionali solo se saranno all’altezza delle tecnologie necessarie.

Ha detto Vido:

Le aziende italiane devono recuperare il gap con quelle francesi. L’industria italiana si deve formare, altrimenti saremo costretti a guardare all’estero.

Dice Giuseppe Zampini, a.d. di Ansaldo Energia:

Ci troveremmo di fronte ad una situazione in cui l’80% delle attività di realizzazione e ingegneristica delle nuove centrali sarebbero in mano a società e aziende francesi. Una colonizzazione insomma. Chiedo che Enel apra un tavolo con le imprese fin da ora non solo per la produzione dell’energia, ma anche di accesso alle tecnologie e di manutenzione.

E conclude Zampini:

Altrimenti perchè fare il nucleare?

Via | Borsa italiana , Virgilio
Foto | Flickr