
La notizia è arrivata da pochissimo: sigilli all’inceneritore di Parma, in costruzione a Ugozzolo. Il reato paventato è abuso edilizio. La riporta Parma Oggi che scrive:
La notizia dei sigilli era stata anticipata martedì scorso, dopo che gli avvocati Allegri e De Angelis avevano la settimana scorsa depositato in procura un esposto, “segnalando la micidiale lacuna riguardante il titolo edilizio.
A Parma, terra di eccellenze gastronomiche del Made in Italy fu deciso nel 2006 di far sorgere un inceneritore. Tra l’altro l’impianto si trova accanto a colossi della trasformazione agroalimentare. I comitati cittadini riuniti sotto le associazioni Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma hanno da subito contrastato il progetto.
Iren, titolare del progetto ha avuto 48h di tempo per presentare la documentazione richiesta da Francesco Manfredi assessore all’Urbanistica al Comune di Parma. Risveglio improvviso dell’amministrazione? No, ma semplicemente l’ondata di arresti risultato dell’operazione Green Money 2, ha probabilmente rimesso tutto in discussione.
Grazie a Giulia Loglio per la segnalazione.
Foto | Ambiente Parma

L’associazione Gestione Corretta dei Rifiuti, che si batte contro il progetto dell’inceneritore di Ugozzolo, frazione di Parma, proposto dalla Iren, ha rilasciato una nota molto interessante in cui, mappa alla mano, analizza la posizione scelta dall’azienda per l’impianto.
Una posizione poco felice: in piena zona artigianale, a due passi dall’area prevista per il termovalorizzatore di Parma ci sono l’Ikea, un grosso centro commerciale, numerosi capannoni e persino lo stabilimento della Barilla e tre caseifici che producono il pregiato Parmigiano Reggiano.
La zona viene definita nello studio di impatto ambientale “a bassa densità abitativa” e, probabilmente, dal punto di vista burocratico è anche vero: poche case, molti capannoni. Solo che nei capannoni c’è qualcuno che lavora otto ore al giorno, e l’Ikea genera un bel via vai di clienti…
Si è conclusa oggi la V Conferenza Ministeriale ambiente e salute a Parma, con la firma della Declaration e del Commitment to Act da parte di tutti i 53 paesi della Regione Europea dell’ Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Presto, si legge nel documento, i singoli governi dovranno approntare piani nazionali tali da minimizzare i rischi e l’impatto sulla salute pubblica dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento, con particolare riferimento all’infanzia. Si dovrà garantire, di conseguenza, l’accesso in tutta sicurezza all’acqua e una dieta depauperata di tutti quegli agenti tossici o che possanno indurre allergie. Le autorità presenti, pertanto, dovranno impegnarsi a fare in modo che entro 5 anni gli ambienti frequentati dai bambini siano liberi dal fumo e che si moltiplichi il numero delle iniziative volte a ridurre l’obesità incentivando le attività all’aria aperta (in un contesto salubre!). Non è da meno, poi, l’impegno promesso al fine di ridurre le disuguaglianze sociali e di genere nell’esposizione al rischio ambientale.
Nuovo slancio, quindi, alla sanità quale centro propulsore dello sviluppo socio-economico unitamente al progresso della green economy e dello sviluppo delle tecnologie verdi. A sottolineare l’importanza della Dichiarazione firmata quest’oggi, poi, gli stati membri hanno concordato l’adozione di una risoluzione, prevista nel corso della sessantesima sessione del Comitato Regionale Oms a Mosca nel mese di settembre, che possa dare ulteriore slancio e valore giuridico ai documenti firmati nella giornata di oggi.
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