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Tutti gli articoli con tag pesticidi

L’aumento della domanda di quinoa distrugge l’ambiente in Bolivia. E’ ora di passare ai prodotti locali

pubblicato da alessandra

quinoa
La quinoa, piatto tipico della cucina andina e in particolare della Bolivia, è un vero toccasana per l’alimentazione umana. E’ quanto sostiene la FAO che ha persino dedicato a questo piccolo seme l’anno corrente, il 2013. L’enorme quantità di sostanze nutritive eccellenti, tra cui anche moltissime proteine, ha fatto della quinoa un prodotto richiestissimo da ogni parte del pianeta. Inoltre, pare sia naturalmente in grado di adattarsi alle condizioni ambientali e climatiche più estreme così da poter essere piantata con risultati soddisfacenti sui più svariati terreni, anche quelli più secchi. Tuttavia, l’aumentata richiesta di questo seme sta portando problemi ambientali e di sicurezza alimentare davvero seri in Bolivia, il Paese che, da sempre, ne è il maggiore produttore.

Stanno diventando sempre più frequenti, infatti, le grandi monocolture per la produzione della quinoa che non solo inaridiscono i suoli con l’uso estensivo di fertilizzanti e concimi chimici, ma richiedono anche grossi quantitativi d’acqua per “accelerare” il ciclo biologico delle piantine. Questa scelta produttiva, poi, sta mettendo in ginocchio intere produzioni alternative alla quinoa, che corrono il rischio concreto di sparire con conseguenze disastrose sull’equilibrio ecologico della Bolivia. A questo, poi, si aggiungono le sempre maggiori tensioni che derivano dalla corsa alla terra e che stanno sfrattando tantissimi piccoli coltivatori dai loro terreni. Come se non bastasse, poi, il prezzo di questo seme è addirittura triplicato nel corso degli ultimi anni. Il risultato è che sono moltissimi i boliviani che, oggi, non possono più permettersi un’alimentazione completa e bilanciata. Tutta una serie di ragioni che non fanno altro che spingerci verso il consumo responsabile di prodotti a provenienza locale. Almeno se non vogliamo che le nostre scelte alimentari gravino sul diritto al cibo di altri, lontani migliaia di chilometri, e sugli equilibri ecologici del pianeta.

Via | Terra Nuova
Foto | Flickr

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Pipistrelli in pericolo a causa dei pesticidi

pubblicato da Paola Pagliaro

Il 2012 è l’anno dedicato dall’UNEP al pipistrello, supereroe nella lotta biologica alle zanzare tanto da essere assoldato in diverse città italiane, tra cui Milano, per combattere l’infestazione estiva degli insetti e contenere la diffusione di malattie infettive.

Il pipistrello è cruciale non solo per il contenimento della popolazione di zanzare ma anche per il mantenimento degli equilibri ecosistemici ed ha un estremo bisogno di protezione dal suo nemico numero uno: la perdita di habitat causata dall’urbanizzazione delle campagne e dall’inquinamento. Per offrire un rifugio ad un pipistrello, provate a costruire una bat-box e piazzatela in giardino o sul terrazzo. Un recente studio dell’Università di Koblenz-Landau, pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology and Chemistry, ha accertato che ad insidiare i Chirotteri concorrono anche i pesticidi che stanno decimando le popolazioni di pipistrelli in tutta Europa.

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Europa, difendersi dai pesticidi in frutta e verdura

pubblicato da Marina Perotta

Secondo PAN Europe, Pesticide Action network, i consumatori europei si alimenterebbero con frutta e verdura anche di pesticidi. Stilano dunque una lista di 30 differenti ED ovvero Interferenti endocrini o perturbatori endocrini presenti, ad esempio in lattuga, cetrioli, pomodori e mele che risultano essere tra i più aggrediti. I dati peraltro sono stati ricavati da tabelle ufficiali pubblicate dall’EFSA (la lista dell’ortofrutta) e poi verificati con analisi proprie.

Il consiglio è evidentemete di consumare frutta e verdura provieniente da agricoltura biologica e nel caso si usino alimenti dall’agricoltura convenzionale lavarli bene con bicarbonato o acqua e aceto eliminado quando possibile la buccia.

La questione, è da evidenziare, desta sempre molte repliche e perplessità: da un lato l’industria chimica e sanitaria li difende (Agrofarma smentisce Pesticidi nel piatto), dall’altro coltivatori e consumatori li accusano. In mezzo gli enti statali preposti a verifiche e controlli, le Asl che assicurano che ogni limite fissato per legge viene scrupolosamente rispettato e tutto a vantaggio della salubrità dell’ortofrutta e del consumatore finale che ha sulla tavola frutta e verdura sani.

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Francia, il neo ministro per l'Agricoltura vieta il pesticida Cruiser

pubblicato da Marina Perotta

Il neo ministro per l’agricoltura Stéphane Le Foll (in alto nella foto) del governo Hollande non ha perso tempo e a poche settimane dalla sua nomina come primo atto mette al bando il pesticida Cruiser OSR usato per la colza. Appena un mese fa due ricerche indipendenti avevano individuato nei principi attivi del pesticida, alcuni tra i responsabili della strage di api. Ha dichiarato il ministro Le Foll:

Ho informato il gruppo che commercializza il Cruiser di avere l’intenzione di revocare l’autorizzazione della messa sul mercato.

L’annuncio è giunto dopo che il ministro ha ricevuto un rapporto dell’ANSES - Agence sanitaire de l’environnement et de l’alimentation che dimostra l’impatto di questo prodotto sull’elevato tasso di mortalità delle api.

Il rapporto all’ANSES era stato richiesto alla fine dello scorso marzo dall’ex ministro Bruno Le maire dopo la pubblicazione di uno studio francese sugli effetti sulle api del thiametoxam, che compare proprio nel Cruiser. E Le Folle a proposito del rapporto ANSES ha detto:

Apporta elementi nuovi e mostra chiaramente gli effetti nefasti sulla mortalità delle api. Terremo conto di quanto ci è stato detto.

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Syngenta contesta gli effetti sulle api del pesticida Cruiser

pubblicato da Marina Perotta

Dédé L'abeillaud Il gruppo svizzero Syngenta contesta le conclusioni a cui sono giunte due ricerche indipendenti che attestano gli effetti nocivi sulle api dei neonicotinoidi, presenti nei pesticidi. In Italia sono stati vietati solo quelli per la concia dei semi di mais per 4 anni e la prossima scadenza è prevista per giugno 2012.

Syngenta tiene a difendere il suo prodotto Cruiser OSR usato sulla colza, dalle evidenze riportate nei documenti scientifici di Inra e dell’Università di Stirling. La dose d’insetticida analizzata, spiega Syngenta:

è almeno 30 volte più elevato di quello utilizzato per proteggere il nettare di colza.

Secondo il gruppo svizzero, le api per consumare la quantità di thiamethoxam analizzata negli studi, avrebbero dovuto ingerire nettare pari a sette volte il loro peso; in più sono contestate le conseguenze del pesticida sul numero di api analizzate durante il periodo della fioritura.

Le ricerche sono state effettuate su su 653 api dotate di microchip e seguite nei loro movimenti. Si è verificato che le api che avevano ingerito polline contaminato da pesticidi hanno avuto difficoltà a trovare il loro alveare interferendo queste sostanze con il sistema di orientamento e geolocalizzazione. Sotto accusa anche l’imidacloprid l’insetticida più diffuso peraltro analizzato anche in Italia nell’ambito del progetto Apenet. Anche noi italiani abbiamo evidenziato che basta anche solo un volo nella zona contaminata e non solo l’ingestione di polline.

Da parte sua, Syngenta continua a sottolineare che il Cruiser OSR è già stato utilizzato su più di tre milioni di ettari di colza in Europa senza incidenti e dice che si è rivelato utile per gli agricoltori che l’hanno scelto. Eppure, la settimana scorsa, il ministero dell’Agricoltura ha chiesto un parere all’ Inra entro la fine di maggio (ovvero prima della semina di luglio). Se i risultati dello studio saranno confermati il Ministero revocherà l’autorizzazione di immissione sul mercato del Cruiser OSR.

Via | maxisciences
Foto | Dédé L’abeillaud su Maxisceinces

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Pesticidi killer di api, neonicotinoidi ghigliottina per le regine

pubblicato da Paola Pagliaro

api morte pesticidi

Pesticidi e moria di api: una relazione pericolosa a lungo discussa che trova conferma in due recenti studi pubblicati su Science. Il primo, a firma di Penelope Whitehorn della University of Stirlin, in Scozia, il secondo condotto da Mickael Henry del National Institute for Agricultural Research (Francia). Nel primo studio si evidenzia che le colonie di api esposte ai pesticidi producono un numero inferiore di api regine. Nel secondo studio si afferma che i neonicotinoidi possono causare la morte delle api, inibendone le funzionalità.

Sotto accusa, nello specifico, l’imidacloprid, un neonicotinoide usato comunemente in agricoltura. Le api esposte all’imidacloprid producevano l’85% in meno di api regine rispetto alle colonie non esposte.

Lo studio di Mickael Henry si è concentrato invece sull’impatto del thiamethoxam, un altro neonicotinoide. Le api che lo ingerivano avevano un tasso di mortalità doppio. Questo neonicotinoide infatti interferisce con il senso dell’orientamento delle api e impedisce agli insetti di ritrovare la strada dell’alveare.

L’imidacloprid è usato in 120 Paesi su oltre 140 colture. L’impiego su larga scala potrebbe dunque giustificare la moria di api registrata negli ultimi anni in tutto il mondo. Secondo la US Environmental Protection Agency, altri fattori potrebbero essere la causa determinante del collasso delle colonie: nuove malattie come quella causata dal virus israeliano della paralisi acuta (APV), la cattiva alimentazione e l’incapacità delle api di gestire lo stress. Tempo fa vi parlammo anche della combinazione fatale di un iridovirus e di un fungo, additata come responsabile della moria delle api.

Via | Bloomberg
Foto | Flickr

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A Parigi la protesta degli agricoltori vittime dei pesticidi

pubblicato da Marina Perotta

Phyto-Victimes, agricoltori ammalati per l'uso di pesticidi irrompono al Salone dell'Agricoltura a Parigi

La protesta degli agricoltori ammalati per i pesticidi irrompe al Salone dell’Agricoltura che si tiene a Parigi fino al prossimo 4 marzo. I coltivatori, tutti con malattia professionale riconosciuta, appartengono all’associazione Phyto-Victimes che si batte affinché:

Cessi l’ipocrisia e l’omertà sulla responsabilità dei prodotti fitosanitari utilizzati in agricoltura.

Alla protesta si sono presentati con una T-shirt su cui era stampato il loro nome e il nome della malattia contratta a causa della manipolazione di pesticidi. C’erano, ad esempio Paul François, agricoltore e presidente dell’associazione Phyto-Victimes che ha vinto una causa contro Monsanto o la vedova dell’agricoltore Yannick Chénet deceduto ma che ha fatto in tempo a testimoniare la sua storia nel film Severn di Jean-Paul Jaud sui pericoli dei pesticidi.

Ha detto Paul François:

Ci siamo presentati oggi a viso scoperto per mostrare al mondo dell’agricoltura che i pesticidi fanno ancora oggi danni tra la popolazione agricola francese. Siamo qui per i morti e per le generazioni future. Questa situazione è conseguenza della volontà di produrre a ogni costo senza tener conto delle conseguenze. Abbiamo bisogno che si dica che ci hanno riconosciuto come vittime e che non possiamo più dipendere da questi prodotti pericolosi per produrre.

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Festa della mamma: dal Kenya le rose equosolidali

pubblicato da Marina Perotta

rose equosolidali fairtrade dal kenya

Il claim recita: “rose equosolidali, un regalo per tutte le mamme del mondo” e Fairtrade si riferisce ala vendita di rose provenienti dal Kenya. E’ possibile acquistarle in occasione della Festa della mamma domenica 8 maggio. L’idea è di creare una catena di solidarietà tra acquirenti e produttori che passi attraverso le donne. I fiori dal commercio equolisidale e certificati Fairtrade saranno in vendita nei supermercati Coop, Nordiconad e Pam.

Cosa vuol dire che le rose hanno ricevuto la certificazione Faitrade? I fiori sono un grande business mondiale e il Kenya è uno dei maggiori produttori di rose. Solo che a fronte di questa enorme produzione i lavoratori subiscono condizioni pessime e nessuna tutela neanche per la salute. Per coltivare le rose si arriva a 80 passaggi chimici mentre i lavoratori usano i pesticidi senza protezioni e per 20 ore al giorno. Insomma siamo ben lontani dallo sviluppo sostenibile e da un trattamento equo solidale per i lavoratori.

Spiega il comunicato Fairtrade:

Le piantagioni in cui lavorano le organizzazioni che operano nel circuito Fairtrade (Oserian e Ravine) invece sono state scelte sia per le tecniche colturali utilizzate che per il rispetto degli standard SA 8000. I fiori vengono coltivati infatti impiegando la coltura idroponica, in substrati a circolo chiuso che consentono la razionalizzazione dell’acqua e dei fertilizzanti impiegati. I lavoratori sono pagati il doppio rispetto al minimo legale e hanno la garanzia di contratti di lavoro a tempo indeterminato, un contributo per la casa e la possibilità di organizzarsi in sindacati. Sono inoltre a disposizione un ambulatorio e scuole gratuite per i bambini.

Via| Comunicato stampa
Foto | Comunicato stampa

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Moria di tortore a Faenza causata forse da un mix di virus e pesticidi

pubblicato da Marina Perotta

Tortore morte a civitanova marche: foto cronache maceratesi E’ l’Istituto zooprofilattico sperimentale Bruno Ubertini, a rilasciare le prime indicazioni sulle cause che potrebbero aver causato la morte di 400 tortore a Faenza. Ma le morie sono state segnalate anche a Modena, Caserta e Civitanova Marche.

Nel comunicato stampa si legge:

Dai primi risultati emersi dalla analisi è possibile escludere il coinvolgimento di forme batteriche in particolare di Salmonellosi (frequente in tale specie) e di altre forme setticemiche acute. Gli esami virologici eseguiti su circa 70 campioni hanno previsto sia l’isolamento con metodi tradizionali, mediante l’inoculo di uova embrionate di pollo SPF come previsto dalle Normative in vigore, che analisi di tipo biomolecolare (PCR) direttamente sulle matrici prelevate. Le PCR al momento già eseguite su singoli animali (40 campioni) hanno permesso di verificare la positività in ogni animale campionato di Paramyxovirus aviare di tipo 1 confermata poi con l’isolamento nelle uova inoculate. I ceppi isolati di Paramyxovirus aviare di tipo 1 sono già stati inviati al Centro di Referenza Nazionale di Padova per la tipizzazione e la verifica dell’indice di patogenicità. Tramite esami virologici tradizionali e PCR Realtime inoltre, è stata esclusa la presenza di virus dell’influenza aviaria.

Insomma il solo virus conosciuto anche come morbo di Newcastle sembra non essere una causa sufficiente a giustificare la morte degli uccelli. All’Istituto ora indagano sulla presenza di pesticidi:

Gli esami tossicologici e chimici volti ad escludere la presenza di pesticidi, neonicotinoidi e micotossine, sono attualmente in corso e nei prossimi giorni si avranno i risultati che permetteranno di avere un quadro più completo della situazione. Le ipotesi diagnostiche che riguardano la compartecipazione di più concause sono ancora in fase di approfondimento, così come la potenziale associazione di elementi, anche di natura alimentare, che potrebbero essere responsabili di particolari problemi tossico/metabolici e/o di immunodepressione predisponenti la comparsa di questo quadro particolarmente acuto in tale specie aviare.

Foto | Cronache maceratesi

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Uova tedesche alla diossina: ora si cercano i mangimi contaminati

pubblicato da Marina Perotta

Uova alla diossina, la germania cerca la filiera di contaminazione Qualche post più sotto la storia della uova alla diossina, ma anche della carne di maiale e tacchino, proveniente dalla Germania. Il Ministro Galan rassicura i consumatori italiani. A noi basta la diossina che già abbiamo.

Ora però i consumatori tedeschi, che notoriamente non sono come qui tranquilloni degli italiani, si chiedono come mai nelle loro uova ci sia finita la diossina. Ebbene secondo l’associazione tedesca Foodwatch i mangimi sarebbero stati contaminati da prodotti fitosanitari, pesticidi insomma. Individuano nel pentaclorofenolo, utilizzato come fungicida il responsabile della presenza di diossina nei mangimi della società Harles & Jentzsch.

Per Ilse Aigner (Csu) ministro federale del consumo non è stata ancora del tutto chiarita la filiera di contaminazione e per questo attende le analisi commissionate dal ministero. E precisa che non non vuole partecipare a speculazioni di “esperti autoproclamati,” . Intanto oggi è in atto un incontro a Berlino tra vari esperti, politici e associazioni di consumatori.

Via | Focus, rp-online, Bild
Foto| Flickr

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