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Tutti gli articoli con tag pet

La pittura fatta con bottiglie di plastica

pubblicato da Barbara Arlati

Pittura da bottiglie di plastica

Sherwin-Williams ha ricevuto un premio dall’EPA per la formulazione della sua pittura che contiene bottiglie di plastica riciclate e produce meno inquinamento rispetto una normale pittura a base d’olio.

La nuova pittura combina le performance di pitture a olio con l’acrilico e un basso di composto organico volatile che causa irritazione alle vie respiratorie.

Questa nuova pittura è fatta con bottiglie in PET riciclate aggiunte ad acrilici e olio di soia.

Sherwin-Williams è stato insignito dall’EPA con il Presidential Green Chemistry Challenge Award nella categoria ”progettare prodotti chimici verdi” alla cerimonia che si è tenuta a Washington, D.C., il 20 giugno.

Via | earth911

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Legambiente: le Regioni regalano le acque minerali alle multinazionali della bottiglia (di plastica)

pubblicato da Marina

acqua in bottiglia, legambiente denuncia le regioni apllicano tasse di concessione troppo basse

Nella giornata mondiale dell’acqua Legambiente con Altrocunsumo diffonde il suo dossier Acque minerali: la privatizzazione in Italia in cui emerge un quadro piuttosto sconfortante del business della minerale in bottiglia.

Innanzitutto l’Italia resta il Paese che di più in Europa consuma acqua in bottiglia e più spesso queste sono bottiglie di plastica: ne consumiamo 192 litri pro-capite e nel 2009 sono state imbottigliati 12,4miliardi di litri e l’80% è andato all’estero. Il doppio che nel resto della Ue. Il business è di 2,3 miliardi di euro, invariato rispetto al 2009 ma con tendenza alla crescita. Le tariffe di concessione pagate dalle aziende imbottigliatrici alle Regioni sono rimaste sostanzialmente le stesse. Infatti, le linee guida nazionali del 2006 prevedevano un adeguamento delle tariffe di concessione per tre fasce come ricorda il dossier:

da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa.

Ma le amministrazioni regionali sono restie agli aumenti alle società di estrazione e imbottigliamento e spesso non arrivano neanche a coprire le spese di gestione per controlli e smaltimento delle bottiglie di plastica. Il business dell’acqua minerale in bottiglia è pesante anche dal puno di vista dell’impatto ambientale e non solo per lo sfruttamento delle fonti ma per l’utilizzo di 350mila tonnellate di PET, plastica per le bottiglie, ogni anno, ossia 700mila tonnellate di petrolio per 1 milione di tonnellate di CO2. E’ stato calcolato che solo il 78% delle bottiglie di plastica viene poi riciclato mentre il resto finisce negli inceneritori. Vogliamo parlare dell’impatto dei trasporti? Solo il 15% delle bottiglie viaggia su treno il resto viaggia su gomma. Ma alle Regioni evidentemente non interessa aumentare il canone neanche per ripagare i cittadini dell’inquinamento costante che subiscono mentre le aziende fanno affari d’oro. So che in molti stanno pensando che sarebbe più facile smettere di consumare acqua in bottiglia. Se ne siete capaci: tirate fuori delle buone idee su come convincere gli italiani.

La classifica delle Regioni più virtuose (dopo il salto), ossia che hanno adeguato quantomeno le tariffe dei canoni di concessione vede in testa Abruzzo e Lombardia, in coda Veneto e Puglia dove la normativa è addirittura peggiorata.

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Il calendario ecologico

pubblicato da Simone Muscas

Calendario ecologicoLa risoluzione dei problemi ambientali passa anche attraverso piccole inziative pilota che in futuro chissà potrebbero avere anche una diffusione su grande scala. A tal proposito, in virtù dell’ormai imminente fine dell’anno, è interessante segnalare un’iniziativa di sostenibilità ambientale portata avanti dall’impresa lombarda Poligrafica Srl.

L’azienda infatti regalerà ai suoi clienti un calendario 2009 in poliestere (comunemente conosciuto come PET e riciclabile al 100%) stampato con tecnologia offset UV. Questo tipo di stampa è un processo planografico indiretto che si basa sul fenomeno di repulsione tra acqua e inchiostri.

Si tratta di una tecnica basata principalmente sullo stesso principio della litografia in cui il foglio, anziché essere stampato a contatto diretto con la pietra o la lastra di alluminio microgranito, lo fa attraverso l’impiego di tre cilindri a contatto tra loro. La stampa avviene mediante un materiale esterno che permette di trasferire l’inchiostro non soltanto sul supporto cartaceo, ma anche su materiali di altro tipo, rendendo la qualità della stampa molto più nitida.

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I Riciclato Circo Musicale, ovvero come si può fare musica e riciclaggio

pubblicato da Roberto Bosio

Loro sono i “Riciclato Circo Musicale”, un gruppo formato da tre musicisti - loro si definiscono piuttosto “musicanti” - più un fonico che ogni volta deve amplificare un gran quantità di strumenti: chitarra, mandolino elettrico, basso, percussioni, tromba e altre stravaganze ancora.
Sono stati tutti costruiti a partire da rottami ed oggetti di uso comune. Così come Mocho Caronte, il pupazzo che li accompagna in ogni esibizione.

Sono i musicisti stessi a costruirli, e per chi vuole sapere come hanno fatto organizzano anche dei laboratori di costruzione e uso di strumenti musicali. Il loro repertorio è costituito da brani originali che sono un mix di tanti generi musicali, dalla World Music al Rock ed alla Techno.

Un’altra caratteristica costante di ogni loro esibizione è un sacco della spazzatura pieno di bottiglie di plastica, bacchette ed altri oggetti che possano servire come percussioni. Le distribuiscono al pubblico perché li accompagni nelle loro esibizioni. Se volete vedere altre esibizioni del gruppo potete trovarle qui.

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Batteri per riciclare la plastica

pubblicato da Roberto Bosio

plastica rifiutiI batteri potrebbero aiutarci nello smaltimento quotidiano delle tonnellate di rifiuti plastici che produciamo ogni giorno.

Un gruppo di scienziati irlandesi ha infatti scoperto che la plastica PET (quella per intendenderci con cui vengono fatte gran parte delle bottiglie che beviamo ogni giorno) se riscaldata a 450 gradi centigradi in assenza di ossigeno si divide in una parte solida, una liquida e una gassosa.

Le frazioni liquida e gassosa finiscono per ora solo in un termovalorizzatore (ovvero in un inceneritore), mentre la parte solida (la metà circa del rifiuto iniziale), rappresentata dall’acido tereftalico, una volta attaccata dai batteri viene decomposta in PHA, una plastica biodegrabile, già utilizzata in applicazioni mediche (ad esempio per costruire tubi in supporto alle arterie), che finora era stata poco sfruttata perché mancava un metodo per produrla in grandi quantità.

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Aprire il rubinetto per chiudere con la plastica

pubblicato da harlock

logo della campagna più acqua e meno plasticaLa plastica delle bottiglie, il famoso PET è sicuramente riciclabile e se ne possono ricavare molti nuovi oggetti ma credo di poter affermare senza essere smentito che la miglior soluzione al problema dei rifiuti sia la riduzione della loro produzione.
A questo deve aver pensato l’amministrazione provinciale del Trentino nell’ideare la campagna ”Apri il rubinetto e chiudi con la plastica” i cui cartelloni campeggiano nelle vie cittadine con lo scopo dichiarato di puntare ad un maggiore consumo di “acqua del popolo” a fronte di un atteso risultato di riduzione della percentuale di plastica gettata e quindi, di un minor costo di gestione della raccolta, naturalmente differenziata.

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Erreplast: una bottiglia, mille usi

pubblicato da Matteo Razzanelli

Ricclare bottiglie: scaglie di Pet Ripet di ErreplastA volte Campania non fa rima con emergenza rifiuti.

Ogni anno 11′000 tonnellate di bottiglie in plastica PET vengono riciclate da un’azienda casertana. Ne vengono ricavate scaglie di plastica (denominate RiPet), con le quali si fabbrica di tutto: tappeti; fibra-fiocco per mobili, automobili e capi d’abbigliamento; imbottiture e moquettes; prodotti per l’edilizia; foglia poliestere per contenitori e vaschette da imballaggio; cinghie industriali; pellicole radiografiche e fotografiche e molto altro.
Sto parlando di Erreplast: una realtà che fattura 6 milioni di euro e dà lavoro a 30 persone.

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Vetro, Tetrapak o plastica? L'imballaggio più sostenibile per il latte

pubblicato da eugenio

Certo, la soluzione è il (buonissimo) latte crudo alla spina, ma nella realtà di tutti i giorni il supermercato ci pone sempre di fronte a tre confezioni diverse per il latte: il Tetrapak, la bottiglia di vetro e quella di plastica in PET.

Tutti e tre gli imballaggi sono riciclabili (qui alcuni dettagli sul riciclaggio del Tetrapak) ma chi fra questi è più sostenibile? I pro e contro sono diversi: il vetro è pesante e ingombrante, ma sicuramente ha una filiera di riciclaggio più stabile e affidabile di quella del Tetrapak, che a sua volta però è molto leggero e supercompatto. La bottiglia in PET è riciclabile e leggera, ma come tutte le plastiche può essere riciclata solo una volta. Secondo i vostri calcoli (ci sono moltissimi fattori che non ho esposto) qual’è la soluzione vincente?

Purificare l’acqua con l’energia solare

pubblicato da silvia

Sodis, bottiglie esposte al sole - Lions clubPurificare l’acqua da germi e batteri con l’aiuto dell’energia solare senza più usare sostanze chimiche o dover sprecare energia per far bollire l’acqua. Tutto questo si può grazie a un metodo di disinfezione dell’acqua chiamato SODIS (SOlar water DISinfection) messo a punto dall’istituto svizzero Eawag (The Swiss Federal Institute for Environmental Science and Technology).

SODIS consiste in una bottiglia in materiale plastico trasparente. Usarla è veramente semplice. Dopo aver pulito il recipiente, ci si versa dell’acqua priva di residui solidi. Si chiude la bottiglia e la si espone al sole, su un piano di metallo o anche sul tetto di una casa, per un tempo di 6 ore. E se è nuvoloso? Sarebbe bello rispondere: “Nessun problema, SODIS funziona ugualmente”. Ma non è così. Infatti se ci troviamo vittime di giornate grigie e uggiose, l’esposizione necessaria potrebbe arrivare anche a due giorni!

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Ecoresine per architetti verdi

pubblicato da lumachina

ecoresina - plastica riciclata per arredamentoLe ecoresine che vedete nella foto sono un materiale da costruzione composto al 40% di PET postindustriale. Il materiale è certificato come basso emettitore di gas indoor. Se lo sono inventato alla 3form.

E’ trasparente, può essere riciclato e ha una piccola impronta ecologica (dicono i produttori mostrando fieri il loro certificato, che si limita a dire che il 40% è veramente materiale riciclato, senza accennare al ciclo di vita del prodotto, o alle politiche ambientali aziendali).

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