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Tutti gli articoli con tag piante

Più legno grazie ad un ormone

pubblicato da Gabriele Capasso


Il lavoro di alcuni ricercatori finlandesi dimostra come sia possibile, almeno nella Arabidopsis thaliana, aumentare la quantità delle “cellule del legno” in una pianta grazie ad un ormone. Regolando a livello genetico questo elemento è possibile determinare la produzione della corteccia vegetale. La scoperta è uno sviluppo dei risultati ottenuti nel 2008 da un’equipe italiana.

Aumentando la quantità di citochinina, l’ormone vegetale in oggetto, è fondamentale per regola la presenza delle cellule che consentono alla pianta di colonizzare il terreno favorendo il trasporto dell’acqua dalle radici al fusto. La scoperta dei ricercatori dell’Università di Helsinki potrebbe permettere all’uomo di influenzare la produzione di legno, ma anche di migliorare la resistenza delle piante a condizioni climatiche estreme: un’arma fondamentale contro la desertificazione.

Dopo l’Arabidopsis il tentativo sarà quello di fare la stessa cosa con vegetali come il riso, l’obiettivo è favorire una crescita economica sostenibile.

Via | Prometeus Magazine

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Chelsea flower show, il festival di orti e giardini a Londra

pubblicato da Marina Perotta

Chelsea Flower show

Si apre a Londra lo spettacolare Chelsea Flower Show, la rassegna di piante, giardini e orti organizzata dalla Royal Horticultural Society. Da domani e fino al 28 maggio sarà possibile ammirare piante e fiori di ogni specie; carpire ai più rinomati giardinieri segreti importantissimi o semplicemente ammirare il passeggio della bella gente dell’aristocrazia britannica ma con il pollice verde.

Chelsea Flower show

Chelsea Flower show Chelsea Flower show Chelsea Flower show

Per i giardinieri più tecnologici è disponibile la guida su iPhone. A seguire l’evento con numerose dirette tv anche la BBC. Qui trovate l’elenco dei giardini a tema per quest’anno.

Espone anche l’italiano Luciano Giubbilei per il giardino Laurent-Perrier.

Foto | BBC

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Fotogallery: Gli animali impollinatori che non ti aspetti

pubblicato da Luca M.

gli animali impollinatori

Chiudete gli occhi e pensate al primo animale impollinatore che vi viene in mente. Con molta probabilità i primi sono l’ape e il colibrì. Sono i primi più che altro perchè sono i primi che impariamo a conoscere (basti pensare che l’ape e il fiore sono per antonomasia i punti di riferimento per un’argomento ben più spinoso per molti genitori). Ovviamente la Natura fa il suo corso e non in tutto il mondo ci sono api e colibrì. Ecco che appaiono altri animali in soccorso delle piante che devono diffondere il proprio seme per continuare a vivere.

Foto| National Geographic

gli animali impollinatorigli animali impollinatorigli animali impollinatorigli animali impollinatori

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Lombardia: si piantumeranno 300.000 alberi

pubblicato da Barbara Arlati

Nuovi alberi in Lombardia

Il progetto è finanziato per il 50% dall’Unione Europea. I 300.000 nuovi alberi andranno a coprire 1030 ettari.

Sulla maggior parte della superficie saranno piantumati pioppi (alberi a crescita veloce) mentre la parte restante sara’ suddivisa tra piante da legno a ciclo medio-lungo (ciliegio, noce, frassino e rovere) e piantumazione di cedui a turno breve da biomassa (salice, robinia e platani).

Via | RegioneLombardia
Foto | Flickr

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JellyFish Farm, ipotesi per orti galleggianti e colture idroponiche

pubblicato da Marina Perotta

Jellyfish farm colture idroponiche

Ho visto l’installazione della Jellyfish farm un mese fa a Treviso. Dopo molte vicissitudini riesco a pubblicarne le foto. Il progetto, anzi il concept è davvero interessante e funzionante. Almeno nella scala proposta. Dunque si tratta di usare acqua salata per alimentare orti galleggianti. Nel caso dell’installazione c’è insalatina. Tutti i materiali usati sono di riciclo. Il piccolo modello riproduce l’ecosistema e le lampade funzionano al posto del sole. Dunque le installazioni sono immaginabili su distese marine.

Jellyfish farm colture idroponiche
Jellyfish farm colture idroponiche Jellyfish farm colture idroponiche Jellyfish farm colture idroponiche

L’idea è di Cristiana Favretto e Antonio Girardi architetti geniali e visionari di Studiomobile. All’attivo hanno anche il Sea Water Vertical Farm, pensato per Food City, quartiere di Dubai che si autoproduce il cibo. L’idea è stata giudicata dal Times uno dei progetti verdi più influenti.

Dunque, ora Jellyfish farm che:

sfrutta il processo di desalinizzazione dell’acqua marina per la coltivazione di orti galleggianti. L’acqua all’interno della vasca è salata. Due isole galleggianti a forma di medusa e costruite con materiali di riciclo, ospitano due orti idroponici. I tentacoli, in fibra di cotone naturale, assorbono acqua per capillarità fino a portarla al nucleo centrale della medusa. Una volta inumidita la massa in cotone all’interno della cupola in plexiglass, il calore proveniente dalle lampade evapora l’acqua. Il vapore, condensa a contatto con la superficie in plexiglass. L’acqua prodotta alimenta i piccoli orti galleggianti. L’installazione si propone come una sorta di neo-natura, dove oggetti provenienti dal riciclo quotidiano diventano un organismo vivente autonomo. Alla base del tavolo in ferro naturale si trova una piccola cassetta in legno contenente sale. Le persone vengono invitate ad interagire salando ulteriormente l’acqua. La cassetta porta la dicitura impressa: “ 5.5 billion of people will face water shortage by 2025. Unequal distribution of water will lead to conflict. 98% of the world’s water resources is in the oceans.”

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Il giardino mobile, per mettere le radici dove vuoi

pubblicato da missunderstanding

bacsac giardino mobile

Se non avete a disposizione uno spazio verde nel quale far crescere piante, frutta ed ortaggi coltivati con le vostre mani seguendo i consigli di Ecoblog, potete comunque lasciare che il vostro pollice verde si possa esprimere. Oltre ai vasi, ci sono diverse alternative: tetti verdi aiuole a muro realizzate con quadrati componibili,
ed infine i contenitori BACSAC.

I sacchi Basacs sono realizzati con un materiale riciclabile al 100%, che resiste alla trazione, al caldo e al freddo ed è traspirante, così da permettere al terreno di prendere aria e di seccare in maniera equilibrata, mentre le radici sono al sicuro. I sacchi permettono gli spostamenti delle piante e degli ortaggi dall’interno all’esterno o da una casa all’altra, nel caso vi dobbiate spostare e non vogliate abbandonare le vostre piante.

Dei designer francesi Godefroy de Virieu, Louis de Fleurieu e Virgile Desurmont, i sacchi per il giardinaggio nomade sono in vendita qui su Aplusrstore.

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Minì, piante tascabili

pubblicato da missunderstanding

minì piante

Una Minì è una piccola pianta grassa tascabile che vive in una capsula di plexiglass studiata apposta per farla crescere in un microclima adatto.

La capsula, grazie alla facilità d’uso e alla poca manutenzione di cui necessita, permette alla pianta di crescere in modo ottimale per i primi tempi. Quando la capsula diventa troppo piccola per contenere la pianta, la Minì deve essere trapiantata in un vaso, dove continuerà la sua crescita come una normale pianta grassa.

Le Minì nascono da un progetto italo-olandese, tra l’Università di Chieti e la Pentaflor, volto a sviluppare e diffondere un messaggio di sensibilità nei confronti della natura, a partire da una piccola pianta grassa che può essere un gadget per personalizzare il proprio cellulare, la propria penna Usb, la propria scrivania, prima di diventare una pianta in vaso. E, visto che la festa della mamma si avvicina, una Minì potrebbe essere un piccolo pensiero verde adatto all’occasione.

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Come tenere i piccioni alla larga dalla finestra?

pubblicato da missunderstanding

piccioni Se a Roma sono arrivati i gabbiani a bussare alle finestre, figuriamoci cosa succede con i piccioni, e non solo nella capitale. Come fare a difendere le proprie finestre dall’arrivo di questi scomodi volatili?

L’autore del libro e del blog Tokyomango consiglia il rimedio che vedete nell’illustrazione, ovvero sistemare delle matite ben appuntite nei vasi e nelle fioriere sul davanzale.

Non avete vasi sul davanzale per poterci sistemare le matite? Non è mai tardi per decorare le vostre finestre con piante e fiori: non solo serviranno a tenere alla larga i piccioni, ma porteranno il buonumore e faranno bene all’ambiente. Se non sapete da dove cominciare, consultate qui il nostro come progettare lo spazio verde domestico. E se conoscete altri rimedi per tenere alla larga i piccioni da finestre e davanzali, non esistate a condividerli con noi.

via | Tokyomango

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La cenere del vulcano Eyjafjallajokull è un buon fertilizzante per i giardini

pubblicato da missunderstanding

fiori vulcano

Lo spazio aereo sui cieli d’Europa è stato aperto, ma ciò non vuol dire che le ceneri del vulcano di Eyjafjallajokull, con la loro piccola percentuale di particolato, siano scomparse. Secondo alcuni, potrebbero addirittura fare bene, se non alle compagnie aeree, almeno all’atmosfera e ai giardini d’Europa.

Per Colin Dale, orticultore del Notcutt Garden in Inghilterra, le ceneri del vulcano potrebbero essere dei buoni fertilizzanti naturali. In più, secondo quanto l’esperto ha riferito al Telegraph, la cenere del vulcano servirebbe a proteggere la terra dagli sbalzi di temperatura e manterrebbe più a lungo l’acqua, favorendo la crescita di batteri e semi, entrambi buoni per la crescita di piante e fiori.

Sebbene la quantità di ceneri che riesce a depositarsi al suolo sia talmente bassa da essere irrilevante per la rigenerazione dei terreni, la tesi di Colin Dale è confermata da Jon Davidson, professore all’Università di Durham, che afferma come già altri stati, come l’Indonesia, abbiano beneficiato in passato della fertilizzazione naturale dovuta a ceneri vulcaniche.

Tuttavia, se tra qualche mese vi dovesse capitare di vedere dei vasetti con le ceneri di Eyjafjallajokull spacciate per fertilizzante, controllate bene che non ci sia la British Airways come sponsor.

Foto | Flickr

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Fioriture premature a causa dell'aumento della temperatura

pubblicato da missunderstanding

fiorire
A causa delle calde temperature questa primavera assistiamo ad una fioritura prematura della maggior parte delle piante, fenomeno che non si vedeva da quasi 250 anni.

Il che vale soprattutto per il Regno Unito, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista di biologia Proceedings of the Rocial Society, riportata dalla BBC: dal 1659 ad oggi, il 2010 è l’anno in cui i fiori sono sbocciati prima.

La ricerca ha analizzato le fioriture di 405 specie nei secoli, rilevando un trend in evidenza già negli scorsi 25 anni. Sebbene negli scorsi 250 anni ci siano stati altri periodi con temperature più elevate rispetto alla media, negli scorsi 25 anni l’aumento è stato costante, e di conseguenza il periodo delle fioriture è stato anticipato. Oggi la primavera arriva in Inghilterra 11 giorni prima rispetto a 30 anni fa, con tutte le conseguenze del caso per la tutela della biodiversità.

Foto | Flickr

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