L’Europa mette al bando sei additivi chimici usati tra cui tre ftalatiche rendono la plastica più soffice, una fragranza muschiata, un ritardante di fiamma e un indurente per resina epossidica perché considerati pericolosi per salute e ambiente.
Polimerica riferisce i loro nomi che sono:
5-ter-butyl-2,4,6-trinitro-m-xylene (musk xylene), 4,4′-diamminodifenilmetano (MDA), esabromociclododecano (HBCDD), di(2-etilesil) ftalato (DEHP), ftalato benzilico butilico (BBP) e ftalato dibutilico (DBP) prodotti che figurano in questo elenco non possono essere immessi sul mercato o usati a meno che non sia stata rilasciata un’autorizzazione per un uso specifico.
Ha detto il Commissario europeo all’ambiente Janez Potočnik:
Oggigiorno le sostanze chimiche sono ovunque. La decisione presa è un importante passo compiuto nmella direzione della difesa della salute e dell’ambiente.
Motivo della soddisfazione è che i composti chimici messi al bando si accumulano nell’ambiente e negli organismi viventi e costituiscono un reale rischio. Sebbene gli ftalati più tossici siano stati banditi nei giocattoli per bambini dal 1999, un sondaggio lo scorso ottobre ha mostrato che alcuni si trovano ancora nei prodotti sugli scaffali dei supermercati, inclusi negli oggetti regolarmente utilizzati dai bambini, come astucci e gomme.
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Elio Lannutti (Idv) ha presentato un’interrogazione parlamentare ripresa dai Senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante (PD) che chiedono un chiarimento al Ministro Fazio per capire chi ci guadagna con la tessera AmicoPets.
La tessera a cui si riferiscono è quella relativa al progetto “Amico Pets” presentato il 4 dicembre scorso in collaborazione con l’AMNVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), col patrocinio del Ministero della Salute e della FNOVI, dalla società EDERA srl. La tessera ha un costo annuale di 28 euro e permette di accedere on-line alla cartella clinica del proprio animale da compagnia.
I due Senatori spiegano:
La tessera presentata da Amico Pets in collaborazione con Anmvi e col patrocinio del Ministero della Salute e Fnovi, consiste nella creazione di una banca dati sanitari degli animali domestici italiani, per consentire al veterinario e al proprietario di accedere in modo rapido alla cartella clinica del proprio cane o gatto. Questa tessera ha un costo di 28 euro l’anno, e il servizio e’ fornito da una società privata, la Edera srl, i cui soci hanno in comune un’altra società, la Multicred, avente sede nello stesso luogo. E’ da evidenziare che nel momento in cui i soci di Multicred hanno dato vita a Edera srl il solo socio che non ha preso parte alla nuova società, cedendo le sue quote ad un altro componente, e’ Romano Marabelli, ovvero il Capo Dipartimento del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. Considerando le potenzialità enormi della carta in termini di ritorno economico, perché ricordiamo che il bacino di utenti e’ di circa 14 milioni animali domestici, ci pare che la simultaneità tra il passaggio di quote in Multicred e la costituzione della società Edera Srl operante in un settore dove Romano Marabelli ha un ruolo di responsabilità pubblica di primissimo piano, sia quantomeno sospetto. Non vorremmo che un’iniziativa privata, col patrocinio del ministero della Salute, possa aver goduto di un sostegno improprio da parte di funzionari dello stesso ministero, e che i cittadini paghino un servizio che non sia realmente valido ed efficiente.
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Le acque potabili di 91 comuni del Lazio sono inquinate da arsenico. La vicenda è nota da anni e le amministrazioni hanno saputo dare come risposta le deroghe. Ossia, se si innalza per legge il contenuto limite dell’arsenico nelle acque, queste da che erano imbevibili ritornano a essere potabili.
Ovviamente i cittadini sono preoccupati per la qualità delle loro acque domestiche si chiedono se l’acqua legalmente potabile per deroga regionale sia buona o meno.
Questa volta, però, alla ennesima richiesta di deroga è intervenuta la Ue che stoppa il circolo vizioso delle richieste e richiama la Repubblica italiana a garantire ai suoi cittadini acque potabili entro i limiti previsti dalle stesse leggi europee. Perciò la palla passa ora al Ministero della Salute che dovrà intervenire a ristabilire i corretti parametri della potabilità dell’acqua. Intanto ai 91 comuni della Regione Lazio si aggiungono altri 36 comuni che soffrono dello stesso genere di deroghe nel resto della penisola.
Commenta così il Movimento difesa del cittadino:
Siamo ovviamente contenti che l’Europa abbia finalmente posto la parola fine ad un rischio per la salute che si trascinava da anni, ma non vorremmo che i comuni interessati si limitassero ad emettere ordinanze di non potabilità che, inevitabilmente, finirebbero per gravare sulle tasche dei cittadini, costretti a spendere per acquistare l’acqua da bere.
Via | Comunicato Stampa
Foto | Flickr
Parliamoci chiaro: chi crede e propone la sostenibilità ambientale generalmente ripone l’attenzione sui temi classici e programma azioni volte al cambio di abitudini delle persone. Le persone appunto; e questo perché se ad essere coinvolte nelle azioni di sviluppo green non sono più le persone attive delle nostra società, ma diventano i defunti ecco che il discorso cambia. Tranquilli, non siete entrati per sbaglio in “horrorblog”, stiamo infatti parlando di un’iniziativa che riguarda i cari estinti e che, stando a quanto si apprende, potrebbe ben presto essere attivata nel Comune di Ravenna.
L’amministrazione locale starebbe infatti valutando l’ipotesi di introdurre regole più severe per le cremazioni (riducendo quindi il rilascio nell’aria dei fumi inquinanti) ed utilizzare delle bare con vernici e materiali più ecologici. A proporre queste soluzioni è il consigliere di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, che cita come esempio i Comuni di Bologna e Padova dove le “eco bare”, fatte di cartone e legno riciclati e biodegradabili, sono da qualche anno realtà.
Eccesso di zelo verso l’ambiente o qualcosa di più? Racconta Ancisi che alla base di questa necessità di agire subito vi è un problema di fondo che è emerso da quando è stato aperto il nuovo impianto di cremazione di proprietà del Comune di Ravenna e di altre amministrazioni della Provincia. Poiché Ravenna, continua Ancisi, non ha disposto alcuna norma restrittiva per la cremazione dei feretri vogliamo proporre un regolamento per rendere più selettiva l’accettazione delle richieste di cremazione e puntare sulla sepoltura facendo ricorso a bare ambientalmente sostenibili.
Continua a leggere: Ravenna: sepolture e cremazioni dei defunti più green?

Assosementi, organizzazione di categoria delle aziende produttrici e di quelle distributrici in Italia di sementi, prende posizione in merito alla questione delle semine illegali di ogm in provincia di Pordenone. In un comunicato stampa l’associazione ribadisce il suo appoggio alla posizione presa dal ministro dell’Agricoltura Galan: ok alla sperimentazione in campo aperto ma senza “fai da te “:
Sulla vicenda delle presunte semine di mais modificato geneticamente in provincia di Pordenone siamo assolutamente in sintonia con la posizione del Ministro Giancarlo Galan e del Presidente regionale Renzo Tondo sul rispetto innanzitutto della legalità. Lo sviluppo e l’introduzione dell’innovazione non possono passare attraverso scorciatoie, ma debbono basarsi sul reciproco riconoscimento delle indicazioni provenienti dalla ricerca e dalla sperimentazione, abbandonando pericolose contrapposizioni di sapore ideologico
Legalità da una parte, ma fermissimo appoggio agli ogm dall’altra. Assosementi, in fatti, chiede che la sperimentazione sia favorita e accelerata:
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Coldiretti lancia l’allarme: in Italia potrebbe essere importato latte prodotto da vacche clonate in Inghilterra. A suscitare le preoccupazioni è un recente articolo del New York Times che riporta le parole di un allevatore britannico che, candidamente, ha ammesso di produrre latte anche da vacche figlie di genitori clonati.
Sempre secondo il NYT anche in Svizzera e in altri paesi europei ci sarebbero allevatori che hanno rimpinguato i propri allevamenti con animali clonati di origine statunitense. Si tratterebbe, però, di quantità ancora limitate.
L’Agenzia britannica della sicurezza alimentare, però, ha già aperto un’indagine e sta cercando di capire la reale consistenza del fenomeno e gli eventuali rischi per la salute. Coldiretti, nel frattempo, ha già le idee chiarissime:
La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi. Dopo oltre 13 anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, oggi è possibile clonare un animale con una spesa attorno i 10 mila euro e la tecnica riguarda già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli, con sperimentazioni effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico
Via | Agricoltura on web , New York Times
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Al quartiere Tamburi di Taranto i valori di benzo(a)pirene, idrocarburo policiclico aromatico (Ipa) ritenuto dannoso per la salute umana, sono pari al triplo della soglia prevista dalla legge.
Lo dice l’Arpa, che ha comunicato alla Provincia di Taranto i dati dei primi cinque mesi del 2010: a fronte di una soglia di 1 nanogrammo per metro cubo nello sfortunato quartiere che ospita l’acciaieria Ilva si registrano 3 nanogrammi.
Il benzo(a)pirene, tra le altre cose, è solo una delle infinite sostanze chimiche nocive (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, IARC, lo classifica come “probabile cancerogeno per l’uomo”) presenti nell’aria tarantina.
Un mix di diossina, Ipa, polveri sottili, e altri inquinanti che stanno rendendo impossibile la vita ai residenti del quartiere Tamburi che, adesso, iniziano anche a fare le prime denunce: in 110, infatti, hanno messo in mezzo l’avvocato contro le polveri che l’Ilva immette continuamente in atmosfera.
Per il momento i residenti hanno scelto una via legale “soft” ma astuta: essendo sempre difficile e lungo dimostrare in tribunale la correlazione tra inquinamento e problemi alla salute, in molti hanno denunciato la caduta del valore commerciale degli immobili. Al quartiere Tamburi di Taranto, una casa con vista acciaieria ormai non la vuole più nessuno…
Via | Altamarea, Uniti per la salute
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Ultimamente, complice il caldo, la mia pigrizia è aumentata facendomi prediligere la lavastoviglie alle canoniche mani, spugnetta e olio di gomito… Eppure, benché il mio elettrodomestico sia di classe A, impostato sul programma a risparmio idrico ed energetico, qualcosa continuava ad impensierirmi: il “malefico” detersivo comprato al supermercato! Era lui, infatti, a inasprire il mio senso di colpa nei confronti dell’ambiente ma anche ad accrescere il timore della involontaria ingestione dei suoi residui sulle mie stoviglie. Così, ho cercato un’alternativa valida e semplice… e sono finita a produrre il sapone per i piatti in completa autonomia e con estrema facilità, grazie ai consigli rintracciati sulla Rete. Bastano 200 gr sale grosso, 100 gr aceto bianco, 400 ml acqua e 3 limoni con buccia (meglio se molto maturi), tagliati a pezzetti. Dopo aver tritato nel frullatore i limoni e il sale (è importante che il composto finale sia molto fine, così da non lasciare grumi su pentole o bicchieri…), ho fatto bollire il composto insieme agli altri ingredienti (aceto e acqua) per 15 minuti sbattendo il tutto, di quando in quando, con una frusta. Incredibilmente, il mio nuovo detersivo era già pronto! Ho constato, inoltre, che per avere risultati incoraggianti ne bastano appena due cucchiai nella vaschetta del sapone avendo cura di aggiungere, però, nel contenitore del brillantante previamente graduato sul numero più alto, una soluzione al 15 - 20% di acqua e aceto. Se i cattivi odori, poi, dovessero essere persistenti, un cucchiaino di bicarbonato aggiunto al “detersivo” sarà sufficiente… I risultati non sono affatto male, l’ambiente ringrazia e anche la nostra salute… Per quanto, devo ammettere che dopo l’entusiasmo iniziale, la mia proverbiale pigrizia ha ricominciato a farsi sentire facendomi correre al supermercato bio per comprare il normale detersivo ecologico… Al brillantante, però, ho completamente rinunciato a tutto vantaggio dell’aceto bianco….
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Il ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, torna a benedire gli ogm. E lo fa di fronte i colleghi europei, durante il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura e della Pesca.
Agli altri ministri europei, e alla stampa, Galan ha ribadito di voler favorire la ricerca (in laboratorio) e la sperimentazione (sul campo) per le coltivazioni ogm:
Per l’avvenire, per lo meno per quanto riguarderà le mie competenze di ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ho intenzione di far valere un punto di vista più aperto. Incoraggerò la ricerca e la sperimentazione anche in questo campo. Non permetterò che l’Italia si ritrovi a pagare gap difficilmente recuperabili in un terreno strategico come la conoscenza
Galan, addirittura, la pone sul filosofico:
Il mio è il Paese di Guglielmo Marconi e di Enrico Fermi e anche per questo non può imporre stop ingiustificati a chi spende la propria intelligenza e la propria vita nella ricerca del sapere e della conoscenza
Unico limite che si pone il neo ministro dell’Agricoltura è quello delle sue competenze: ammette, infatti, che ogni decisione dovrà passare anche dal Ministero della Salute.
Via | Agricoltura on web
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Emily Deschanel, l’attrice portagonista della serie tv Bones è vegan da 16 anni e da sempre è schierata nella lotta per la tutela del benessere animale.
Qui, intervistata dai microfoni di Night at the Round Table, Emily Deschanel parla del movimento vegan, dei maltrattamenti sugli animali d’allevamento e delle conseguenze che gli allevamenti intensivi hanno anche sulla salute degli esseri umani. In più, l’attrice cita Farm Sanctuary, un’associazione nata per tutelare i diritti degli animali e per educare gli umani a rispettarli. E voi, approvate il movimento Vegan?