
Dopo tre anni di studio su carote di ghiaccio prelevate dalle vette del Medaccio sullo Stelvio l’incredibile e casuale scoperta: esiste un microrganismo capace in condizioni estreme di nutrirsi di idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifenili, ossia sostanze derivate dalla combustione e presenti nello smog. Già sconcertante scoprire che l’inquinamento è arrivato sui ghiacci a oltre 3mila metri di altezza, ma altrettanto sconcertante è stato scoprire che ci sono microrganismi estremofili che ci vivono benissimo.
La ricerca è stata condotta dai microbiologi della facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza coordinati da Fabrizio Cappa e Pier Sandro Cocconcelli che dichiara:
I risultati che si stanno ottenendo sono sorprendenti. L`acqua che si ottiene dalla fusione delle carote di ghiaccio, prelevate a 3.150 metri di quota, contiene una ricca comunità batterica caratterizzata da una elevata biodiversità.
E aggiunge Cappa:
In questi campioni di ghiaccio è stato isolato un microrganismo che è in grado, anche a basse temperature, di nutrirsi e degradare questi composti organici inquinanti. Ora bisognerà capire, con le adeguate prove di laboratorio, quali siano le potenzialità di questo microrganismo nel risanamento (bioremediation) di ambienti inquinati.
Via | Parks, Cattolica News
Foto | Cattolica News

L’American Lung Association (ALA) ha rilasciato il suo rapporto annuale , lo stato dell’aria (SOTA) 2011, questo sottolinea quali città hanno un’aria meno inquinata per ozono e smog. Ecco lo classifica delle città che si sono distinte per avere l’aria più pulita.
10. Salinas, CA
9. Redding, CA
8. Amarillo, TX e Albuquerque, NM
6. Anchorage, AK
5. Honolulu, HI e Great Falls, MT
3. Tucson, AZ
2. Santa Fe-Espanola, NM
1. Cheyenne, WY
Via | Huffington Post
Ecco i primi dati raccolti dal Treno Verde di Legambiente, partito un mese e mezzo fa. Non siamo neanche al quinto mese del 2011 e già 29 città capoluogo italiane sono fuori dai limiti di legge per le PM10 (35 giorni al massimo in un anno di sforamento, abbondantemente superati). Molte altre entreranno presto nell’elenco.
Torino è la peggiore: altro che 35 giorni in un anno, stiamo già a 74 giorni. Seguono Milano e Verona con 67 giorni di sforamento a testa e Brescia con 63 giorni. Ma se vediamo i dettagli dei dati la situazione è ancora più preoccupante: il livello delle polveri sottili inquinanti registrato ad altezza uomo è completamente fuori controllo. Non si dovrebbe superare la soglia di 50 mg/m3 prevista dal D.lgs 155 del 2010 ma a Siracusa si arriva a 220 mg/m3, a Vicenza e a Rimini a 107 mg/m3 e 106 mg/m3.
Infine il livello di inquinamento acustico: caso limite a Rimini dove di notte di sentono 63,7 decibel, in una zona dove i limiti sono di 40 decibel. Il problema è sempre lo stesso: l’Italia non ha capito che bisogna spendere molto, e bene, per i trasporti di massa e limitare l’accesso in centro ai mezzi privati. E, magari, incentivare l’uso delle biciclette.
Via | Comunicato stampa Legambiente
Foto | Flickr
Tra i provvedimenti per controllare i livelli di PM10 nell’aria della Lombardia spicca quello del Comune di Saronno che ha imposto il limite di 30 km/h per il traffico urbano. Nel Canton Ticino, ma come amministrazione siamo in Svizzera, il PM10 non conosce confini e il limite è stato abbassato a 80 Km/h per il traffico extraurbano. A Brescia, invece sulla tangenziale, il limite è stato abbassato a 90 Km/h.
E in queste ore si sono accese le polemiche: da un lato i cittadini di Saronno sono inferociti perché contestano l’abbassamento dei limiti di velocità considerandolo inutile; dall’altro gli amministratori sono sotto torchio perché a causa dello smog l’Italia rischia una multa pesante dall’Europa.
Se la soluzione adottata porterà ai risultati sperati, ossia, l’abbassamento dei livelli di PM10 è ancora tutto da dimostrare, o meglio da sperimentare, come dichiara Giorgio Martini ricercatore CCR Ispra:
Per ciascuno di questi contributi ridurre la velocità può far scendere i livelli, ma per altri aumentare. È stato dimostrato che i veicoli Euro 5 ad esempio, andando a 30 all’ora, hanno emissioni di ossido di azoto come gli Euro 1 o 2. È anche vero che in un centro urbano, ridurre la velocità, passando da 50 a 30, la differenza non è poi così ampia. Parlare di benefici o meno, è molto complesso: andrebbe fatta un’analisi ma è difficile anche dare una risposta definitiva, anche perché siamo in un campo di ricerca di frontiera. È comunque un tentativo che andrebbe studiato.
Continua a leggere: Smog, contro il PM10 a Saronno il limite di velocità scende a 30 km/h

Nonostante la domenica a piedi, i valori di smog nell’aria di Milano e Torino non sono calati. Nei due comuni, infatti, nei giorni scorsi si era reso necessario, almeno secondo le amministrazioni locali, vietare l’uso delle auto (con numerose deroghe però) per provare a ridurre i valori di PM10. Tutto inutile: le centraline continuano a dare valori sballati oltre le soglie. I valori per comune li trovate, aggiornati in tempo reale, sul sito la mia aria.
A Milano oggi sono scattati i divieti di circolazione anche nella zona ecopass (i colleghi di 02blog vi forniscono il calendario degli stop) il che sta scatenando un’ondata di proteste immani. Ora l’appello ai cittadini da parte delle associazioni ambientaliste: abbassare la temperatura dei riscaldamenti privati, degli uffici e condominiali e riportare tra i 16 e i 19 gradi piuttosto che agli attuali 23-24 gradi.
Riccardo De Corato vicesindaco di Milano a Life su La7 annuncia che anche domenica prossima è previsto lo stop alle auto considerate le attuali previsione meteorologiche.
Foto | Flickr

La Regione Toscana ha approvato le nuove regole anti-smog adeguandosi alla direttiva Ue 2008/50/CE recepita dall’Italia nel 2010. La novità più importante è la modalità di calcolo dei limiti del Pm10. Da ora il superamento delle polveri sottili diventa significativo solo se misurato dalle stazioni di rilevamento installate nei cosiddetti “siti di fondo urbano” cioè all’interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell’esposizione della popolazione urbana generale.
L’altra novità sono le giornate di superamento di Pm10 oltre le quali è necessario intervenire con provvedimenti antismog. La delibera regionale ha deciso che superato il quindicesimo giorno di sforamento, i comuni toscani devono intervenire. Con la nuova normativa vengono inoltre individuati dei comuni “sentinella” in cui esiste il rischio di superamento dei valori limite di Pm10 e delle soglie di allarme che forniscono informazioni per gestire l’emergenza : Bagno a Ripoli, Firenze, Scandicci, Lastra a Signa, Signa, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano, Montale, Capannori, Lucca, Porcari, Montecatini terme e Viareggio.
Rete No Smog Firenze (Città Ciclabile, Fare Verde, Fiab FirenzeInBici, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, sTraffichiamo Firenze, Terra!) ha diffuso un comunicato stampa in cui si manifesta dissenso al provvedimento che riguarda le centraline “urbane-fondo”:
Se le centraline di riferimento per il monitoraggio dello smog - sostengono le associazioni - non saranno più quelle di viale Gramsci e via Ponte alle Mosse (”urbane-traffico”) ma dei giardini di Boboli e di viale Bassi (”urbane-fondo”), il Pm10 non sarà più un problema a Firenze!
Via| Ecodallecittà
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Dal 7 dicembre cinque aerei stanno lanciando acqua sui quartieri più inquinati di Teheran per tentare di abbassare i livelli di smog. Questo è il secondo provvedimento ”anti-inquinamento” del Ministero della Salute che già i primi di dicembre aveva fatto circolare le auto a targhe alterne e chiudere per due giorni banche, uffici pubblici e università.
Nonostante questi provvedimenti sembra che al momento il livello di inquinamento di Teheran sia ancora troppo alto tanto che il governo ha incaricato un gruppo di ricercatori di trovare un modo per aumentare le precipitazioni oppure per cambiare le rotte dei venti.
Causa principale dell’inquinamento nella capitale della Repubblica Islamica è l’altissimo numero di auto che ogni giorni vi circolano aggiunto ai gas prodotti dalle fabbriche in periferia.
Via | Ecodallecittà
Foto | PressTv

Presentato a Roma il Global Mercury Observation System, l’osservatorio che monitorerà l’inquinamento atmosferico da mercurio rilevando i dati da più di 40 postazioni in tutto il mondo.
L’osservatorio avrà un costo di circa dieci milioni di euro e coinvolgerà 34 istituti di ricerca e atenei. Tutti i dati saranno raccolti dalla Sezione di Rende dell’Iia-Cnr che riferirà direttamente alla Commissione europea e alle maggiori istituzioni nazionali. Qui le slides in cui il professor Pirrone presenta il progetto.
Via | Alpha Galileo
Foto|Flickr
Altro che mobilità sostenibile! Il quadro dei centri urbani nel nostro Paese è davvero sconfortante! Infatti, sono dati agghiaccianti quelli presentati nella giornata di ieri dalla Nomisma sulla concentrazione di polveri pesanti nelle nostre maggiori città e sui riflessi che essa produce inevitabilmente sulla nostra salute. Così, stando ai valori registrati nel triennio di osservazione 2006-2008, 5.876 sarebbero i decessi legati, ogni anno, all’inquinamento atmosferico. Di questi, 534 sono dovuti a tumori alla laringe, ai bronchi, ai polmoni o alla trachea.
Delle città prese in esame, la maggior parte delle “maglie nere” - con concentrazioni medie di Pm10 di gran lunga superiori ai valori limite - si concentra al nord Italia con Torino (56,5), Milano (49,5), Bologna (41,3),Verona (47) e Padova (46,7). Il tetro primato di morte maggiormente legate allo smog spetta però a Roma (40,4) con 1.508 decessi registrati come collegati a vario titolo, a patologie afferenti l’inquinamento atmosferico. A Milano sono 906 e a Torino 813. Chiudono la lista nera: (130), Messina (124) e Catania (110). Inevitabile, ma terribilmente riduttivo, inutile e scontato, è arrivato l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo:
Occorre al più presto un decreto che limiti la circolazione dei mezzi pesanti
Arrivano dal Cnr una serie di preziose indicazioni sulla mitigazione ambientale e contrasto degli incendi boschivi, almeno per il bacino del Mediterraneo. Sarebbero biancospini e tigli gli alberi più indicati a contrastare smog e emissioni di CO2. Mentre i cipressi si sarebbero rivelati delle perfette barriere anti-incendio Ma procediamo con ordine. La ricerca sulle alberature in gradi di contrastare l’inquinamento atmosferico sono partite nel 2007.
Spiega Rita Baraldi dell’Ibimet- Cnr di Bologna:
Durante la fotosintesi, le piante non solo accumulano CO2 dall’atmosfera e liberano ossigeno in modo direttamente proporzionale alla superficie fogliare ma rilasciano anche nell’aria i Voc (Volatile Organic Compounds), che impartiscono il caratteristico profumo alla pianta e l’aiutano a sopravvivere, attraendo gli insetti impollinatori e proteggendola da condizioni ambientali sfavorevoli, quali temperature e intensità luminose eccessive. I Voc hanno un ruolo determinante nella chimica dell’atmosfera, contribuendo alla formazione e/o alla rimozione di ozono troposferico, presente negli strati più bassi dell’atmosfera in funzione della concentrazione di sostanze inquinanti antropogeniche (traffico veicolare, processi industriali, riscaldamento degli edifici), in particolare degli ossidi di azoto (NOx). Una corretta progettazione delle coperture verdi in città richiede dunque un’opportuna scelta delle essenze vegetali da impiantare.
Tra le specie maggiormente adatte a contrastare le emissioni di CO2 appunto il biancospino (Crataegus monogyna), il tiglio selvatico (Tilia cordata) e l’orno (Fraxinus ornus).
Continua a leggere: Biancospini e tigli per contrastare lo smog e cipressi come barriere antincendio