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Tutti gli articoli con tag tartarughe

Tartarughe al JFK, i piloti aspettano per non schiacciarle

pubblicato da Nestor Carnevali

Aerei in ritardo all’aeroporto internazionale JFK di New York. La colpa però non è della congestione del traffico o delle avverse condizioni meteorologiche bensì di alcune decine di tartarughe che in questo periodo dell’anno attraversano una delle vie di fuga dell’immenso scalo per andare a depositare le loro uova in un luogo sicuro e consono alla riproduzione. Il fenomeno non è nuovo, ma da qualche anno la sensibilità ambientale dei piloti deve essere cresciuta perché preferiscono aspettare che gli addetti spostino le tartarughe prima di far avanzare i loro aerei rischiando di schiacciarle.

Nel video che vedete potete ascoltare come siano gli stessi piloti a chiedere alla torre di controllo di far arrivare qualcuno per mettere in salvo la vita delle povere ed ignare tartarughe nonostante questo possa significare anche decollare con trenta minuti di ritardo. La decisione dei piloti è completamente dettata dalla loro sensibilità visto che per i bestioni dell’aria investire una tartaruga non comporta alcun danno o rischio per la sicurezza.

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Tartarughe Marine: è vero che in Costa Rica ne rubano le uova?

pubblicato da Nestor Carnevali


In Costa Rica le uova delle Tartarughe Marine vengono raccolte dagli abitanti del luogo allo scopo di rivenderle sul mercato nero. Una email, con tanto di foto della raccolta sulle spiagge del paese del Centro America, ha ripreso a girare nella classica forma della Catena di Sant’Antonio già sfruttata dal marketing piramidale e da decine di bufale che impestano le nostre caselle di posta elettronica. Naturale che scatti l’indignazione guardando le immagini con le donne che raccolgono le uova e gli uomini che ne portano via sacchi pieni, specialmente in questo periodo con la Turtle Week organizzata dal WWF in pieno svolgimento.

Il problema è che si tratta del solito appello che ha il difetto di suscitare emozioni senza il dovuto approfondimento e senza contestualizzare. La stessa email aveva preso a girare nella sua versione in inglese alla fine del 2010 e qualcuno aveva anche spiegato la reale natura di quelle immagini. Fatti salvi i fenomeni della raccolta di frodo delle preziose uova di Tartaruga ciò che viene mostrato nelle foto è la raccolta legale autorizzata dalle autorità del Costa Rica. Per un periodo limitato di tempo e in luoghi circoscritti gli abitanti sono autorizzati a raccogliere le uova che sarebbero comunque gravemente danneggiate nei giorni successivi dalle stesse tartarughe che tornano sulle spiagge per deporne altre. Non c’è dunque da scandalizzarsi né da lanciare strali contro i costaricani, almeno non a priori.


Le immagini dell’email bufala

Le immagini delle email bufalaLe immagini delle email bufalaLe immagini delle email bufalaLe immagini delle email bufala

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Centinaia di tartarughe e animali a rischio, provenienti dal Madagascar, sequestrate all'aeroporto di Kuala Lumpur

pubblicato da alessandra

Gli aeroporti, nonostante i controlli, costituiscono il viatico principale per il contrabbando di specie protette o di parti di esse che in questo modo, stipati in borse o bagagli più o meno ingombranti, finiscono facilmente sul “mercato”. All’inizio di giugno, i funzionari della dogana del Kuala Lumpur International Airport hanno scoperto all’interno di due valigie, 285 Astrochelys radiata, 14 tartarughe Pyxis aracnoidi e una Astrochelys yniphora - tutte considerate a rschio - per fortuna, immediatamente condotte al Perhilitan, il dipartimento malese per la vita selvatica e i parchi nazionali allo scop. L’altro ieri, un evento similare e all’interno della stessa cornice si è verificato con i funzionari del Malaysian Customs Department che nelle borse di due donne malgasce hanno sventato l’ennesimo tentativo di contrabbandare centinaia di tartarughe a rischio di estinzione provenienti dal Madagascar. Si trattava di ben 369 tartarughe Astrochelys radiata e 5 Astrochelys yniphora e 47 rane pomodoro (Dyscophus antongilii) e diversi camaleonti.

Secondo il Malaysia’s International Trade in Endangered Species Act 2008, entrato in vigore proprio in questi giorni, le arrestate rischiano una multa totale per un massimo di un milione di myr e il carcere fino 7 anni. Traffic ( la rete per il monitoraggio del commercio di specie protette), alla luce degli ulteriori casi registrati a Kuala Lumpur in questi giorni - con il rinvenimento, il 13 luglio,di oltre 600 uccelli rari (tra cui ara blu e gialli, cacatua e uccelli del paradiso) in un’autofficina - così commenta:

Questi casi confermano i collegamenti tra elementi criminali nel Sudest asiatico e in Madagascar. Sollecitiamo le forze all’interno dell’Asean- Wen a collaborare per farla finita con queste mafie, specialmente negli aeroporti internazionali, che sono i veri i nodi di questo commercio. Devono essere avviate subito le indagini per trovare i mandanti che stanno dietro il commercio di tartarughe del Madagascar verso il sud-est asiatico . Sono queste persone e quelle che continuano a comprare illegalmente questi animali che stanno portando a fauna selvatica del Madagascar verso l’estinzione.

Via | traffic
Foto | Flickr

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Buone notizie per le tartarughe delle Galapagos

pubblicato da Peppe Croce

Buone notizie per le tartarughe delle Galapagos

Dopo trent’anni di lavoro, si cominciano a vedere i frutti: le tartarughe della specie Geochelone, diffuse con varie sottospecie nell’arcipelago delle Galapagos, sono un po’ più lontane dall’estinzione.

L’ultimo censimento, infatti, riporta un numero di esemplari pari a circa 1.500, contro i 15 animali degli anni settanta. Decisamente un bel traguardo, anche se limitato al momento alla sola isola di Espanola. Il risultato è stato ottenuto prelevando i 15 esemplari superstiti e iniziando un programma di riproduzioni controllate in cattività.

Le tartarughe, infatti, come molti rettili hanno un grande pregio: incubando le uova a temperatura fissa si può determinare il sesso del nascituro. Ciò permette di immettere in natura, in pochi anni, un gran numero di femmine riproduttive.

Ma questo trucchetto non sarebbe bastato se non fosse stato accompagnato anche da un programma di riduzione delle capre, animale portato dai conquistatori che si è rivelato un concorrente biologico micidiale per le tartarughe: entrambi mangiano erba. Per non parlare, poi, della strage compiuta dai marinai nel corso dei secoli a fini alimentari.

Prossimo obbiettivo: ristabilire l’equilibrio biologico anche nelle altre isole e introdurvi nuovi esemplari di tartaruga gigante per riportare l’ambiente allo stato pre-coloniale.

Via | Modus Vivendi, The Guardian
Foto | Flickr

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I lemuri del Madagascar rischiano l'estinzione per colpa della crudeltà umana

pubblicato da missunderstanding

lemuri madagascar

I lemuri del Madagascar, i mammiferi con gli occhi grandi che abbiamo amato in Madagascar della Dream Works, rischiano l’estinzione a causa della situazione politica del paese e dei gusti bizzarri di alcuni ingordi consumatori di carne.

Il Madagascar è un paese provato da 9 mesi di guerra civile, i cui effetti sono devastanti non solo per le persone, ma anche per il territorio, per la flora e la fauna malgasce che fanno dell’isola un paradiso naturale tra i più rari al mondo. Il Madagascar, in virtù del suo isolamento dal continente africano, è un patrimonio per la biodiversità, perché, come i lemuri, ci sono altre specie animali che vivono solo qui.

A causa della guerra civile che divide il paese le agenzie internazionali erogano meno fondi, certe che gli investimenti per i parchi vadano a finire nelle mani dei signori della guerra e non per la conservazioni di parchi ed aree naturali, abbandonando pian piano il Madagascar ed il suo patrimonio naturale al proprio destino. D’altra parte, sciacalli e bande organizzate distruggono qualsiasi cosa incontrino, assaltando i parchi e depredando le foreste di legnami pregiati.

Al traffico del legname si aggiunge anche quello degli animali esotici: le tartarughe Ploughshare vengono catturate e vendute nei mercati internazionali, mentre altre specie di anfibi e rettili rischiano l’estinzione a causa dei cambiamenti climatici. Una fine ancora più triste aspetta i lemuri del Madagascar, esemplari unici al mondo, oggi purtroppo preda di spietati cacciatori al servizio di ristoratori senza scrupoli: i lemuri del Madagascar vengono catturati e uccisi perché la loro carne è tra le prelibatezze servite nei ristoranti asiatici.

Via | IlVenerdì
Foto | Flickr

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Chi l'avvisto: concorso fotografico per gli amanti del mare

pubblicato da alessandra


Per tutti i fotografi di ecoblog,aspiranti tali o anche solo per chi abbia avuto la fortuna e la prontezza di riflessi necessari a documentare incontri ravvicinati con delfini, cetacei di vario tipo e tartarughe marine lungo le spiagge del Mediterraneo, questo concorso è per voi! E sta per chiudere i battenti! E’ il 15 ottobre, infatti, la data ultima entro cui inviare tutti i lavori e poter, così, partecipare al concorso “Chi l’avvisto 2009”, promosso dal CTS in collaborazione con lastampa.it.

Ma c’è di più: chiunque si sia scontrato, durante le vacanze estive, con le brutture di fattura umana sulle nostre spiagge e non, invece, con le bellezze idilliache della natura può improvvisarsi paladino della stessa documentando il tutto. Ecomostri, discariche a cielo aperto e inquinamento sono, infatti, i soggetti della seconda traccia del concorso fotografico promosso da CTS : “Mare mostrum”, ovvero il mare e i suoi incubi. Il tutto per ricordare che affinché delfini e tartarughe possano sopravvivere - meravigliosi indicatori biologici prima ancora che esempi di fantasiosa bellezza - occorre tutelare il nostro mare imparando ad ascoltarlo.

Foto | Flickr

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L'omosessualità è un fenomeno universale nel regno animale

pubblicato da missunderstanding

animali gay
Alcuni scienziati dell’Università della California, guidati da Nathan Bailey, hanno osservato i comportamenti tra coppie di animali dello stesso sesso per più di mille specie, inclusi i pinguini, i delfini e i primati. Dallo studio deriva la certezza che non solo il fenomeno dell’omosessualità animale esista e sia diffuso in natura, ma anche che sia necessario alla sopravvivenza delle specie.

Tra i casi osservati ci sono una coppia di pinguini gay che ha allevato un uovo rigettato dai genitori naturali e un fenomeno che riguarda la specie dell’Albatro di Laysan sull’isola di Oahu nelle Hawaii, dove un terzo degli esemplari sono cresciuti da coppie di albatro femmine.

Il Dr. Bailey, che ha firmato l‘articolo per la rivista Trends in Ecology & Evolution, scrive che il comportamento sessuale nel mondo animale è stato spesso una conseguenza dell’adattarsi delle specie per la sopravvivenza e che l’omosessualità è diffusa in tutto il regno animale.

Vi è mai capitato di osservare un comportamento omosessuale in un animale? A me si, in un esemplare di tartaruga Testudo Hermanni che ha un comportamento bisex.

Foto | Flickr

Pescato nelle acque del Gargano un raro esemplare di Tartaruga Verde

pubblicato da missunderstanding

chelonia mydas tartaruga verde

Un esemplare di Chelonia Mydas, o Tartaruga Verde, è stato pescato accidentalmente ieri al largo di Mattinata in una battuta di pesca con rete a strascico, nel Gargano, ed è ora affidato al Centro di Recupero Tartarughe marine di Legambiente nell’oasi di Lago Salso, nel parco nazionale del Gargano.

La Tartaruga pesa 4,5 Kg, è lunga 33,5 cm e larga 31,3 cm e si trova al centro di recupero per essere sottoposta a tutte le indagini necessarie a valutarne le condizioni di salute e per le attività di ricerca. Il ritrovamento di esemplari di Chelonia Mydas è un evento piuttosto raro nel Mediterraneo. Secondo dati pubblicati dalla Regione Puglia nel decennio 1996-2006 sono stati segnalati solo 12 esemplari appartenenti a questa specie lungo le coste pugliesi. I Centri di Recupero della rete Tartanet hanno censito soltanto due esemplari di Chelonia Mydas nel periodo 1999-2009: uno a Gallipoli (Le) nel 2008 e uno a Loano (Savona) nel 1999.

La Tartaruga Verde vive negli oceani e raramente è stata osservata nel Mediterraneo, se non lungo le coste africane: la Chelonia Mydas sembra infatti preferire le acque più fredde del nordeuropa. Può raggiungere 300 Kg e 1,5 m di lunghezza del carapace che solitamente presenta un colore verde-bruno con disegni e marmorizzazioni, mentre il piastrone è molto chiaro. Vive nella fascia litoranea, ma in occasione della migrazione periodica verso le zone di deposizione può spingersi in mare aperto compiendo spostamenti anche di 2000 Km.

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Nasce il centro recupero animali marini dell'Adriatico

pubblicato da missunderstanding

cetacei tartarughe adriatico

Mentre nel mar Ionio si scoprono banchi di coralli bianchi, nell’Adriatico ci si occupa della salvaguardia e della tutela degli animali marini, dando vita ad un centro di recupero e divulgazione specializzato. Ad opera della Fondazione Cetacea nasce a Rimini Adria, uno spazio dedicato al mare Adriatico ed ai suoi abitanti, aperto al pubblico.

Il centro Adria ospita al suo interno l’Ospedale delle Tartarughe, un’area del centro di recupero con una vasca di riabilitazione da 15.000 litri e sviluppa progetti di monitoraggio sui cetacei già avviati dalla fondazione Cetacea in collaborazione con Università italiane e straniere. L’Adriatico e i suoi abitanti sono in mostra nell’esposizione “Vita in Adriatico”, dedicata alle diverse specie e nel percorso fotografico “I Colori dell’Adriatico”.

Interessante è anche l’allestimento “Un mare da salvare” che espone coralli, affidati al centro Adria a scopo didattico, dopo essere stati sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato.

Foto | Flickr

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Tartarughe estinte delle Galapagos potrebbero essere recuperate

pubblicato da Luca

Selezione artificiale per salvare le specie dall'estinzione. Foto di bensonkuaNon stiamo parlando di estrarre DNA da zanzare o di manipolazioni genetiche, ma di semplice selezione. Da uno studio della Yale University, sembra infatti che, incrociando delle popolazioni di tartarughe tutt’oggi presenti alle Galapagos, sia possibile recuperare delle specie estinte diversi anni fa. Una tecnica che potrebbe servire anche per altre specie e razze animali.

Successivamente agli studi di Darwin, le tartarughe giganti subirono un brusco colpo: vennero uccise per essere consumate come alimento dai pirati o per la produzione di olio usato per l’illuminazione stradale di Quito in Equador. Tuttavia il lavoro di Darwin è servito a qualcosa e, grazie allo studio del genoma delle diverse specie presenti nelle isole dell’arcipelago, i ricercatori sono riusciti a determinare le diverse parentele tra le tartarughe.

In questo modo, confrontando il DNA delle specie estinte si pensa di restituire alle Galapagos alcune delle tartarughe sterminate in breve tempo. Un lungo lavoro di confronto tra database guiderà i ricercatori verso questa nuova frontiera del recupero di specie estinte. In questi casi molti si chiedono se sia giusto o meno cercare di riparare ai propri errori, specialmente se l’ecosistema raggiunge un nuovo equilibrio. Voi come la pensate?

Via | Yale University
Foto | Bensonkua

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