
Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini lancia l’allarme ambientale in tutto l’Argentario. Infatti le coste della Toscana sono a rischio sia per la marea nera quale possibile perdita delle 2300 tonnellate di carburante stivate nei 17 compartimenti a doppio fondo della Costa Concordia sia per gli effetti di 198 bidoni tossici persi in mare dall’EuroCargo Venezia.
Il fattore meteo però sta rendendo difficili, nel caso della Costa Concordia arenata nelle acque dell’Isola del Giglio, sia le operazioni di soccorso sia le operazioni di studio per il recupero di carburante, entrambe sospese a causa del maltempo.
Invece non si hanno notizie del carico velenoso contenente catalizzatori cobalto/molibdeno (Co/Mo) e trasportao dall’Eurocargo Venezia che sarebbe stato disperso nella notte tra il 12 e 13 dicembre scorso tra Gorgona e le Secche di Santa Lucia. Non si conosce ancora il punto preciso in cui sono finiti i fusti e le autorità sono alla loro ricerca.
Continua a leggere: Costacrociere Concordia, Clini: "E' allarme inquinamento nell'Argentario"

La Regione Toscana ha approvato le nuove regole anti-smog adeguandosi alla direttiva Ue 2008/50/CE recepita dall’Italia nel 2010. La novità più importante è la modalità di calcolo dei limiti del Pm10. Da ora il superamento delle polveri sottili diventa significativo solo se misurato dalle stazioni di rilevamento installate nei cosiddetti “siti di fondo urbano” cioè all’interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell’esposizione della popolazione urbana generale.
L’altra novità sono le giornate di superamento di Pm10 oltre le quali è necessario intervenire con provvedimenti antismog. La delibera regionale ha deciso che superato il quindicesimo giorno di sforamento, i comuni toscani devono intervenire. Con la nuova normativa vengono inoltre individuati dei comuni “sentinella” in cui esiste il rischio di superamento dei valori limite di Pm10 e delle soglie di allarme che forniscono informazioni per gestire l’emergenza : Bagno a Ripoli, Firenze, Scandicci, Lastra a Signa, Signa, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano, Montale, Capannori, Lucca, Porcari, Montecatini terme e Viareggio.
Rete No Smog Firenze (Città Ciclabile, Fare Verde, Fiab FirenzeInBici, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, sTraffichiamo Firenze, Terra!) ha diffuso un comunicato stampa in cui si manifesta dissenso al provvedimento che riguarda le centraline “urbane-fondo”:
Se le centraline di riferimento per il monitoraggio dello smog - sostengono le associazioni - non saranno più quelle di viale Gramsci e via Ponte alle Mosse (”urbane-traffico”) ma dei giardini di Boboli e di viale Bassi (”urbane-fondo”), il Pm10 non sarà più un problema a Firenze!
Via| Ecodallecittà
Foto | Flickr

Il 50% della plastica proveniente dalla raccolta diffenziata della Toscana si trasformerà in pezzi di scooter e pannelli fonoassorbenti da installare sulle autostrade.
Il progetto si chiama ”Ri-prodotti” è frutto della collaborazione tra Corepla (Consorzio Nazionale di riciclaggio della plastica) e Ravet punta non solo al riciclo della plastica ma anche a creare nuovi posti di lavoro e favorire il risparmio energetico.
Nello specifico la plastica (anche quella eterogenea spesso non riutilizzata) sarà ”ri-prodotta” quindi trasformata in bauletti e porta caschi della Vespa (la Piaggio avvierà a breve la produzione di scooter con parti ”ri-prodotte”) e dell’MP3 della Piaggio o in pannelli fonoassorbenti da utilizzare nelle autostrade toscane gestite dalla Sat.

Dopo il “disastro di Natale”, l’alluvione che ha affogato mezza Toscana, con un’ondata di maltempo pronta a ingrossare nuovamente i fiumi, Lucca e Pistoia hanno chiesto lo stato di calamità.
Il disastro di Natale ha evidenziato l’ altissimo rischio idrogeologico del territorio, colpito in meno di 24 ore da 108 frane su strade comunali, 24 frane su strade provinciali; l’alluvione ha costretto 53 famiglie ad abbandonare le proprie case, mentre 13 frazioni sono isolate a causa del maltempo e della pioggia.
Alle città e ai cittadini colpiti non resta che avere fiducia nelle parole di Bertolaso, responsabile del Dipartimento di Protezione Civile, che ha assicurato che le città colpite non saranno abbandonate. Il che significa fondi per interventi urgenti, per arginare le condizioni di rischio e fondi per la messa in sicurezza del territorio per il ripristino delle condizioni di viabilità e della rete idraulica distrutta.
Lo stato di allerta è altissimo, perché si attendono nuove ondate di precipitazioni e maltempo, mentre si cerca di mettere in sicurezza le zone più colpite. Bertolaso tornerà in Toscana dopo il 6 gennaio, e forse nominerà un commissario straordinario, così come fece in occasione del disastro ferroviario di Viareggio.
Foto | Flickr
Si è appena conclusa la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, tenutasi dal 21 al 29 novembre 2009 che ha condotto l’Italia a fregiarsi della medaglia d’argento tra tutti i 27 paesi dell’UE partecipanti all’iniziativa. Seconda solo alla Francia - con ben 1.100 progetti riportati, su un totale di oltre 2.150 in tutta Europa - il nostro Paese si è distinto con 420 azioni ufficiali patrocinate, fra gli altri, anche dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
L’iniziativa è da collocarsi nell’ambito del Programma LIFE+ della Commissione Europea e aveva la finalità principale di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholders e i consumatori sul tema dei rifiuti. La situazione nel vecchio continente, a tal proposito, non è infatti delle più rosee: ad oggi, si stima che il volume complessivo di immondizia urbana prodotta dai paesi dell’Ue ammonti a circa 2,7 miliardi di tonnellate l’anno.
Per 7 giorni, dunque, l’Italia è stata attraversata dalle più svariate modalità di sensibilizzazione e di riduzione dei rifiuti passando agilmente fra mostre d’arte, concorsi, proposte patrocinate dalle scuole (per lo più materne, elementari e medie), ed eventi di piazza. C’è stato posto per tutti, insomma, dalle catene di negozi alle istituzioni pubbliche e private, ai singoli cittadini. La regione che ha fatto registrare il maggior numero di iniziative è stata l’Emilia Romagna, seguita dalla Toscana, prima, e dall’Umbria, poi, mentre sono state soprattutto le amministrazioni pubbliche a promuovere le attività di sensibilizzazione e di recupero, per quasi il 45% del totale delle azioni registrate sul territorio italiano seguite da imprese private e ONG. Meno attive, rispetto forse alle previsioni, sono risultate invece essere le scuole con appena il 7,5% delle attività totali.
Foto | Celva

Come ogni anni si tiene a Rispescia, nel cuore della Maremma Toscana, Festambiente, la grande festa di Legambiente, che vede alternarsi sul palco tutti i big della musica italiana.
Sul palco a pannelli solari, composto da pannelli fotovoltaici che producono energia pulita e alimentano il palco durante la festa, saliranno quest’anno Finardi, The Bluebeaters, gli Africa Unite, gli Afterhours, i Nomadi, Vecchioni e tanti altri artisti, uniti insieme per riflettere sui cambiamentei climatici e manifestare un fermo “No” contro il nucleare.
Il parco di Festambiente sarà inaugurato il 7 agosto e la festa sarà aperta ai visitatori fino al 16 agosto. Negli stand sono bandite le stoviglie di palstica, si effettua rigorosamente la raccolta differenziata ed un monitor comunica in tempo reale il numero delle emissioni prodotte, che saranno compensate tramite l’acquisto di crediti da fonti rinnovabili in Italia.
È stato inaugurato pochi giorni fa il Santuario per le Farfalle nel Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano, realizzato da Legambiente, con il contributo di Enel e la collaborazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano e del Ministero dell’Ambiente.
Il santuario si snoda per circa 2 km intorno al Monte Capanne e offre ai visitatori la possibilità di osservare oltre 50 specie di farfalle, alcune esclusive di quest’area, grazie alla sua favorevole posizione “a ponte “ tra la Toscana e la Corsica. In quest’area, infatti, i ricercatori di Legambiente hanno confermato la presenza sull’Isola di due specie (Zerynthia polyxena e Glauchopsyche alexis) riapparse dopo più di 70 anni.
Dopo la recente notizia che ci arriva dall’Inghilterra, sull’allarmante declino di 12 specie di farfalle, ormai a rischio di estinzione, il Santuario elbano rappresenta un’opportunità unica per monitorare l’area e poter intervenire laddove alcune specie appaiano in declino, nonché per avere informazioni specifiche sulla loro biologia e il loro valore nell’ambito della conservazione della biodiversità.
Foto | Ornella Casnati
Non sono sempre oggetto di scontri e caccia, più o meno indiscriminata. A volte, per fortuna, le balene sono anche oggetto di ricerche e studi scientifici, spesso suggestivi come questo. Sta infatti per prendere il via il progetto Blu, al largo della costa dell’Argentario e del Parco Naturale della Maremma, una zona che etruschi e romani credevano popolata di strane creature e mitiche sirene.
I ricercatori hanno realizzato degli innovativi sensori capaci di registrare simultaneamente sia i parametri ambientali del mare che i suoni dei cetacei, senza però emettere onde, così da non interferire sulla vita della fauna marina. Questi dati saranno poi inviati, tramite un sistema wireless, ad una workstation che li elaborerà per renderli disponibili ai ricercatori. L’obiettivo è quello di creare un database che custodirà i canti delle balene e di altri cetacei.
Le registrazioni digitali potranno, inoltre, servire per comprendere i motivi che spingono balene ad attraversare questa parte di mare e aiutare a capire se inquinamento chimico o acustico possono danneggiare questi cetacei e modificarne i comportamenti.
Foto | Seamus Murray

Zoes, nelle intenzioni dei suoi creatori, dovrebbe diventare il social network di riferimento per persone, gruppi, associazioni, enti ed imprese che hanno a cuore l’economia solidale, l’ambiente e la sostenibilità. Detto più semplicemente, le persone che cercano sul loro territorio aziende biologiche, gruppi di acquisto, così come eventi, campagne, organizzazioni su ambiente ed altro, oltre ad esempi di buone pratiche potranno trovarli facilmente grazie a ZOES. E ci sarà pure una piattaforma di e-commerce, che permetterà di avvicinare produttori e consumatori.
I soggetti economici potranno partecipare al profetto ZOES solo se segnalati da altri membri e dalle organizzazioni di riferimento nei vari settori, ed in seguito presentare il proprio lavoro indicando elementi come la relazione con il loro territorio e l’impatto ambientale. Una volta inseriti, dovranno sostenere il giudizio degli utenti registrati al sito che hanno utilizzato i loro servizi e prodotti. Un sistema complesso che dovrebbe rappresentare una garanzia per ZOES ed i suoi finanziatori: la Fondazione culturale responsabilità etica e Fondazione sistema toscana.
Via | Intoscana.it

Come pubblicato dal National Geographic ecco la foto dell’unicorno, in realtà un capriolo dall’unico corno, avvistato nel Centro di scienze naturali di Prato.
Secondo Gilberto Tozzi direttore del centro, l’attuale capriolo dal corno unico dimostra che il mito dell’unicorno probabilmente non è legato solo a leggende, ma che affonda le sue radici in qualche animale come cervo, caprioli o altre specie che presentavano la medesima anomalia morfologica.
Sul sito del Centro di scienze naturali di Prato (CSN) è spiegato a quanti intendano visitarlo che:
Il nostro capriolo, forse consapevole della diversità non si lascia vedere facilmente. E’ utile munirsi di binocolo e con tranquillità si può vedere comparire fra l’erba della pineta con il suo corno nel centro della testa e per chi ama la fotografia anche con teleobiettivo sperando in un immagine più unica che rara.