Al CES di Las Vegas, oltre alle novità tecnologiche recensite su Gadgetblog, abbiamo raccolto qualche spunto interessante dal punto di vista ambientale. Urban Green Energy è una società specializzata in piccoli impianti per la produzione di energia elettrica, già operativa in 50 Paesi.
Abbiamo parlato con David Droz che ci ha illustrato la piccola turbina eolica ad asse verticale ospitata nello stand. Si tratta di una turbina capace, secondo David, di captare il movimento dell’aria in qualsiasi direzione sia diretto il vento; particolarità sono la silenziosità e la bassa velocità di esercizio. Nel filmato si vede la turbina da 600 W, ma l’azienda produce anche turbine da 1 kW e 4 kW. L’energia elettrica che si può ricavare è mediamente pari a 10.000 kWh per anno.
Parlando di costi, il costo del pacchetto completo che comprende turbina, batteria, stazione meteo, pannello di controllo e installazione si aggira sui 70.000 dollari. A questo possono essere sottratti eventuali incentivi che variano a seconda della nazione. Il progetto prevede un rientro in 5/7 anni, ma anche questo deve essere ovviamente calcolato tenendo presente il costo dell’energia in loco.
Se vi abbiamo incuriosito, potete trovare tutte le informazioni in dettaglio sul sito di Urban Green Energy.
Fra le nuove tecnologie ve n’è una che mi ha particolarmente incuriosito e che vorrei segnalarvi. Si tratta di un prototipo di turbina eolica dalla forma un po’ bizzarra (come si può vedere dalla foto somiglia ad una ruota da luna park), ma con un meccanismo tutto particolare. Con questo sistema, si apprende, si riuscirà a migliorare l’efficienza di resa degli aerogeneratori sino ad un valore di cinque volte. La particolarità (messa a punto dal professor Yuji Ohya del Research Institute for Applied Mechanics (RIAM) dell’Università di Kyushu) consiste in una sorta di lente che si applica alle tradizionali turbine eoliche: tale apporto ne migliorerebbe oltre che le prestazioni, anche la quantità di rumore prodotto.
Il segreto di questo meccanismo è da ricercarsi sul comportamento che la lente avrebbe nei confronti della turbina, un sistema che non sembra comunque particolarmente complesso. La lente infatti sarebbe capace di creare un’area di bassa pressione nella parte posteriore dell’aerogeneratore captando prima una gran quantità di vento all’interno di essa e aumentando di conseguenza la velocità di giri del rotore.
Secondo gli stessi ricercatori l’applicazione di questa miglioria potrebbe essere applicata a qualsiasi tipo di pala eolica, preferibilmente però ad asse orizzontale ed ovviamente di grandi dimensioni; tuttavia il miglior utilizzo potrebbe derivare dall’associazione con l’eolico offshore. Per il momento però si tratta soltanto di una sfida per il futuro o poco più, insomma ancora nessuna, seppur minima, indicazione sui presunti costi.
Continua a leggere: Con l'eolico sotto la lente aumenta l'efficienza

Eole Water è una start-up con base a Sainte Tulle nel sud della Francia che ha messo a punto un sistema eolico per produrre sia energia sia 2000 litri di acqua potabile al giorno.
Il concetto è semplice: acqua e vento provengono dall’aria. Leggo dal loro sito:
L’atmosfera terrestre è carica di umidità. E’ un’immensa riserva di acqua dolce: circa 13.000 Km3. Eola Water usa l’energia del vento per rendere liquido il vapore acqueo. Viene aspirata l’umidità dell’aria e poi condensata per estrarre l’acqua.
Spiega Thibault Janin direttore marketing e logistica di Eole Water:
La pala eolica pesa 11 tonnellate ed è alta 30 metri e non ha bisogno di essere collegata a una rete. Sfruttiamo la condensazione dell’aria e il sistema può essere installato ovunque. Abbiamo formato contratti con Abu Dhabi e le prime turbine eoliche sarà consegnate a settembre. Siamo anche in contatto con la Polinesia francese, Cile, Benin e Zambia.
Via | NeoPlanete
Foto | Neo Planete
Leggo della realizzazione del condominio che risparmia energia Cro building a Miami su “Energia solare e rinnovabili” (pag. 18, nr. 2-tecniche nuove). Trovo le belle foto della torre sulla pagina fb del suo progettista, l’architetto Chad Oppenheim che la definisce “eco machine”. La struttura sarà completata alla fine di quest’anno.
La torre è alta 122 metri e ha 25 piani, ospiterà centri commerciali al pian terreno, mentre i piani bassi sono riservati agli uffici, gli appartamenti sono 113. Se fate caso, nella foto in basso a destra riuscite a vedere nei fori alti delle turbine eoliche. L’edificio è in grado di generare energia e la progettazione è stata affidata a Buro Happold, consulente energetico e a Ysreal Seinuk ingegnere strutturale. Oltre alle pale eoliche sono stati integrati pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. Tutto l’edificio è stato strutturato per essere isolato termicamente e per fornire ombra.
Le unità possono costare dai 400mila dollari ai 2 milioni di dollari però ogni unità residenziale comprende elettrodomestici Energy Star, pavimenti con piastrelle di vetro riciclato e rivestimenti in bambù.
Se vi piacciono le energie rinnovabili ma non sapete scegliere tra una turbina eolica e un pannello fotovoltaico forse è nato il prodotto ideale per voi: si chiama Greenerator, è stato inventato dal designer americano Jonathan Globerson, ed è in pratica un pannello solare unito ad una piccola pala eolica verticale.
L’oggetto, che vedete in funzione nel video, nasce per essere istallato sul balcone di casa, specialmente negli appartamenti dei condomini dove se ne possono piazzare molti come se fossero un elemento di design. Il funzionamento è banalissimo: quando c’è sole il pannello produce energia elettrica rinnovabile, quando c’è vento ci pensa la turbina.
Piccole quantità, ovviamente, anche se l’inventore ipotizza un risparmio sulla bolletta elettrica della casa del 6%, che non è affatto poco considerando il fatto che si riferisce ad una bolletta americana. Probabilmente, però, mettendone un paio per ogni balcone di un grande condominio gli effetti positivi si cominciano a sentire.
Si sentono già, invece, gli effetti positivi che hanno le rinnovabili sulla creatività dei designer che continuano a sfornare idee verdi: a volte fantasiose e difficilmente realizzabili, come in questo caso, a volte assai più concrete come nel caso della turbina eolica disegnata da Starck, la turbina eolica specifica per i ripetitori dei cellulari, ilcaricabatteria a pannelli solari di Vivien Muller, o le lampade ad energia solare dell’Ikea.
Via | Green Diary
Video | YouTube
Il parco eolico off shore tedesco Alpha Ventus, inaugurato pochi mesi fa, ha già dei grossi problemi. Alcune turbine eoliche, infatti, non hanno neanche finito il rodaggio e sono già ko. I tecnici, per questo, sono stati costretti a programmare una manutenzione straordinaria, da eseguire a terra, probabilmente ad agosto.
Le turbine in questione, due su un totale di sei da 5 MW a testa, le ha costruite la francese Areva utilizzando un motore prodotto dalla tedesca Renk. Areva, in realtà, è azienda nota nel mondo soprattutto per gli impianti nucleari, e partecipa al grande accordo italo-francese che dovrebbe riportare il nucleare anche in Italia.
Sempre Areva, di recente, è finita sui giornali per i problemi al cantiere della centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia.
Il problema all’impianto Alpha Ventus, tra l’altro, sarebbe anche abbastanza banale: secondo Wind Power Monthly, infatti, a funzionare male sarebbero i cuscinetti a sfera della scatola motore che soffrirebbero di surriscaldamento. In mezzo al mare, si sa, il vento tira e le pale girano quindi se non si fanno le cose per bene si rischia di “bruciare” tutto.
E, a quanto pare, è quello che sta succedendo all’impianto Alpha Ventus che, adesso, potrà contare solo sulle altre sei pale (sono dodici in totale) che non sono state costruite dai francesi.
Via | Wind Power Monthly
Video | YouTube

Oggi è la Giornata mondiale del vento. Gli italiani, in un recente sondaggio si sono espressi a favore dell’energia eolica preferendola nettamente all’energia nucleare. Ecco dunque, una buona occasione per mostrare concretamente il proprio interesse: adottare una turbina eolica.
Sul sito Freshair voluto da EWEA - The european wind energy association, la mappa delle turbine eoliche adottabili per la campagna Give Europe breath of fresh air. Si sceglie quella libera, in Italia ce ne sono disponibili oltre 7000 e contrassegnata dal colore verde (quelle rosse sono già adottate e quelle gialle sono in prenotazione) e si hanno 72 ore per confermare il proprio interesse. L’adozione consente di partecipare al concorso Tell a Friend anche esprimendo il proprio voto alla turbina preferita.. In palio un viaggio in Danimarca per visitare dal vivo un parco eolico.

Giusto oggi l’European Wind Energy Association (Ewea) ha diffuso le sue previsioni per il 2010 sulle vendite di turbine eoliche nel vecchio continente. Dati positivi, che vedono una crescita complessiva per l’Europa di circa 10 GW di potenza installata entro la fine dell’anno.
Alcuni paesi salgono e altri scendono: Francia e Italia, in particolare, dovrebbero crescere di circa un GW ciascuna; buona la performance anche per Romania e Bulgaria e, infine, per l’Inghilterra anche se più off shore che on shore. Come era facile prevedere, la Germania sarà il mercato migliore per l’industria eolica nel 2010.
Diminuisce il trend, invece, la Spagna. Ma non è poi così strano pensando che negli anni passati tutta la penisola iberica è stata caratterizzata da uno sviluppo dell’eolico fin troppo repentino, culminato nel famoso black out dovuto ad un imprevisto (anche se prevedibilissimo) eccesso di produzione.

Cosa unisce Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, Lucio Schembari sindaco di Santa Croce Camerina comune dell’altopiano ragusano, i parchi eolici e il parco fotovoltaico di Santa Croce? Il puzzle è complesso e merita pazienza e tempo per essere raccontato. Partiamo da Vittorio Sgarbi noto alle cronache per essere uno dei personaggi più rissosi della nostra Tv. Ma è anche un uomo colto e impegnato politicamente, tanto che è stato deputato, assessore al Comune di Milano nella Giunta Moratti e recentemente è stato eletto a furor di popolo sindaco del Comune di Salemi nel trapanese. Sgarbi come prima mossa per il suo comune ha iniziato a chiedere lo smantellamento delle turbine eoliche installate perché ha dichiarato:
Violentano il paesaggio.
Di sindaci che si sono schierati contro l’eolico e più spesso off shore ve ne sono tanti, inclusi Rosario Crocetta primo cittadino di Gela e Vincenzo Greco di Termoli, che hanno manifestato con i loro concittadini contro, appunto, le pale eoliche. La motivazione addotta è relativa al fatto che il paesaggio, specie se a vocazione turistica ne risentirebbe. In più si sono aggiunte le recenti azioni dei Carabinieri che dopo l’operazione Eolo,condotta nella zona tra Mazara del Vallo e Trapani, hanno smascherato gli intrecci tra imprenditori, politici e criminalità organizzata nell’affare dell’energia eolica.
Eppure nel caso di Vittorio Sgarbi e di Salemi sembra che l’avversione del primo cittadino verso l’energia eolica sia sostenuta, nella realtà, da motivazioni poco ambientaliste e molto, ma molto, economiche. Dopo il salto le rivelazioni di Giuseppe Croce giornalista siciliano.
La diffusione dei beni verdi nei Paesi in via di sviluppo è frenata anche dal fatto che i loro prezzi di importazione siano decisamente fuori portata. In riferimento a ciò mi è sembrato interessante quanto suggerito dal ministro britannico per il Commercio e lo Sviluppo, Gareth Thomas, in occasione di una riunione dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (Wto) a Ginevra.
In sostanza Thomas ha proposto come i “beni sostenibili”, per esempio docce a flusso ridotto, cucine solari, pannelli fotovoltaici e piccole turbine eoliche, dovrebbero avere tasse di importazione agevolate per i Paesi in via di sviluppo; oggi infatti, le imposte su questi beni si aggirano intorno al 27 %, una cifra particolarmente alta.
Per il ministro un provvedimento di questo tipo incoraggerebbe un uso più ampio di prodotti a bassa emissione di carbonio e se da una parte si potrebbe permettere una produzione sostenibile di energia che aiuterebbe a ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo dall’altra si crerebbero le condizioni per vivere in maniera più sostenibile.