Il parco eolico off shore tedesco Alpha Ventus, inaugurato pochi mesi fa, ha già dei grossi problemi. Alcune turbine eoliche, infatti, non hanno neanche finito il rodaggio e sono già ko. I tecnici, per questo, sono stati costretti a programmare una manutenzione straordinaria, da eseguire a terra, probabilmente ad agosto.
Le turbine in questione, due su un totale di sei da 5 MW a testa, le ha costruite la francese Areva utilizzando un motore prodotto dalla tedesca Renk. Areva, in realtà, è azienda nota nel mondo soprattutto per gli impianti nucleari, e partecipa al grande accordo italo-francese che dovrebbe riportare il nucleare anche in Italia.
Sempre Areva, di recente, è finita sui giornali per i problemi al cantiere della centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia.
Il problema all’impianto Alpha Ventus, tra l’altro, sarebbe anche abbastanza banale: secondo Wind Power Monthly, infatti, a funzionare male sarebbero i cuscinetti a sfera della scatola motore che soffrirebbero di surriscaldamento. In mezzo al mare, si sa, il vento tira e le pale girano quindi se non si fanno le cose per bene si rischia di “bruciare” tutto.
E, a quanto pare, è quello che sta succedendo all’impianto Alpha Ventus che, adesso, potrà contare solo sulle altre sei pale (sono dodici in totale) che non sono state costruite dai francesi.
Via | Wind Power Monthly
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L’Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento) ha recentemente pubblicato la prima mappa eolica italiana. Si tratta di una novità assoluta nel panorama del Paese. I contenuti riguardano tutte le informazioni sui parchi eolici presenti sul territorio.
Il documento, che ha come obiettivo quello di promuovere una corretta informazione sull’eolico, contiene altre ai dati delle società titolari di impianti, anche numerose altre informazioni: il numero degli aerogeneratori presenti, la potenza installata di ogni parco eolico e l’indicazione georeferenziata dei medesimi.
Per chi vuole avere informazioni sulla mappa è sufficiente cliccare qui. Dopo averla visionata personalmente, ritengo si tratti di un ottimo strumento informativo per gli amanti del settore, anche se è probabile che, visti i numerosi impianti che stanno continuamente nascendo sul territorio, necessiterà a breve di un aggiornamento.
Di questi tempi, dopo la marea nera, parlare di piattaforme off shore vuol dire parlare di inquinamento e altri problemi legati allo sfruttamento del petrolio o del gas.
Non tutte le piattaforme, però, “vengono per nuocere”. Dopo il progetto delle pale eoliche galleggianti Hynwind anche altre aziende si stanno orientando verso le rinnovabili in alto mare.
FPP, azienda danese attiva nelle rinnovabili che non teme le sfide tecnologiche, sta mettendo a punto una piattaforma galleggiante che produce energia sia dal vento che dalle onde.
Sulla piattaforma, chiamata Poseidon, vengono installate in numero ridotto delle pale eoliche mentre sotto il livello del mare le onde producono energia muovendo delle turbine. I modelli commerciali del Poseidon dovrebbero avere una potenza di circa 10 MW, quasi equamente divisa tra eolico e onde.
Sui prezzi degli impianti ancora non si sa nulla ma si suppone siano abbastanza cari. C’è da dire, però, che l’impianto, essendo galleggiante, può essere costruito e montato quasi interamente a terra e non necessita di scavi sul fondo marino. Un vantaggio per l’ambiente e per il portafogli.
Si chiama Alpha Ventus, si trova in Germania, e per costruirlo E.ON, Vattenfall e Doti hanno abbattuto più di un record.
Innanzitutto è il parco off shore più distante dalle coste: ben 45 chilometri dall’isola di Borkum. Ciò dovrebbe mettere l’animo in pace a coloro che non gradiscono l’impatto visivo delle pale eoliche viste dalla spiaggia.
Poi è il più produttivo in Germania, con le sue dodici torri da 5 Mw l’una, distanziate tra loro di 800 metri e di altezza compresa tra i 148 e i 155 metri sul livello del mare (ai quali si devono aggiungere altri trenta metri, visto che la base di ogni torre è sul fondo del mare).
Continua a leggere: Alpha Ventus, il parco eolico off shore dei record
Passatemi il titolo e anche la foto, ma la tentazione di fare il verso alla martellante campagna pubblicitaria della Apple era troppo forte. La notizia, invece, ha a che fare con un software sviluppato dall’Enea. L’applicazione in questione serve, stando a quanto afferma l’Enea, ad azzerare o quasi i rischi di sbagliare investimento quando si progetta un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il software, infatti, analizza il microclima di un’area a scelta dell’operatore e calcola, con una approssimazione dell’1%, il rendimento di ogni impianto installato in quella zona. Inseriti i dati sull’irraggiamento solare, sul vento, la temperatura, l’umidità etc. etc. il programma svela quanto dovrebbe rendere il pannello, o la pala, in un determinato luogo. A detta dell’Enea
I comuni tools commerciali di valutazione dell’efficienza energetica possono presentare errori compresi tra il 4 e il 5%, mentre il sistema messo a punto dall’equipe ENEA presenta un margine del solo 1%. È evidente che questo dato può avere un’importante ricaduta economica e indirizzare in campo eolico, microvoltaico, solare fotovoltaico e biomasse, scelte sempre più efficaci e sostenibili sul territorio
Continua a leggere: Fotovoltaico o eolico? Rinnovabili o agricoltura? Per saperlo c'è un'App...

L’eolico cinese? Una gigantesca bufala. O, al massimo, un “progetto di immagine” e non di sostanza. A pochi giorni dalla diffusione dei dati di EurObserv’ER, che incoronano la Cina reginetta dell’eolico, si diffonde una notizia che potrebbe rimettere tutto in discussione. China Daily, infatti, riporta le parole del vice ministro dell’Industria cinese, Miao Wei, che avrebbe affermato che l’eolico in Cina avrà vita breve.
Il problema starebbe nella sabbia, a quanto pare assai abbondante nel vento cinese, che accorcerebbe notevolmente la vita media delle torri eoliche a causa dell’erosione. Difficile, a quanto pare, che tali impianti possano raggiungere i 20 anni progettati. Ma, allora, per quale motivo tanti investimenti su questa fonte rinnovabile in Cina?
Greenwashing di Stato, niente di più e niente di meno. Gli immensi sforzi economici cinesi nel settore eolico altro non sarebbero se non un’operazione di immagine da spendere, principalmente, all’estero. Le torri eoliche, quindi, non rientrerebbero in una precisa e coerente strategia energetica cinese. La cosa, tra l’altro, è assolutamente plausibile visti gli investimenti, ancora più incredibili, della Cina nelle centrali a carbone. Il vice ministro, però, avrebbe anche detto che in altri paesi meno “sabbiosi” la situazione è differente.
Via | China Daily
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Le Hawaii sono uno dei paesi che più dipendono dal combustibile fossile e dagli Stati Uniti, ed è per questo che il Dipartimento per l’Energia americano e la Hawaiian Electric hanno deciso di testare il sistema di Smart Grid, ovvero la rete elettrica intelligente, in un centro di resort di lusso a Maui.
La Smart Grid, rete intelligente, consente a più dispositivi diversi di funzionare su una rete comune, condivisa, e flessibile e di inviare il surplus di energia di alcune aree ad altre che accusano un deficit. Si sperà così di ridurre i consumi delle Hawaii del 15% entro il 2012.
La Smart Grid delle Hawaii può contare sull’energia prodotta da sole e vento, risorse che non mancano alle isole, e conservare e convogliare l’energia per i giorni nuvolosi, quando la richiesta di energia di resort e strutture turistiche è maggiore.
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Già dalla fine di quest’anno si potrebbe vedere in qualche parco eolico questa nuova versione di aerogeneratore. Si chiama Tornado Like ed è il primo vero esempio di “eolico senza pale” capace di poter funzionare perfettamente, stando alle parole dei responsabili del suo progetto, anche in zone dove il vento è di appena due metri al secondo.
In questo modo, oltre che aumentare la possibilità di captazione dell’energia, si potrebbe sensibilmente migliorare quello che è considerato il cruccio degli oppositori all’eolico ovvero l’impatto visivo che creano gli “aerogeneratori classici”. La tecnologia è stata progettata da un gruppo di ingegneri russi e curata nella messa a punto dalla Western co., società italiana specializzata nel campo delle nuove tecnologie.
L’aerogeneratore ha una forma conica, non ha le pale ed è quindi capace di occupare molto meno spazio. Ricordiamo inoltre che una normale torre raggiunge in media i trenta metri, mentre l’altezza di Tornado Like non supererebbe i tre ed in futuro, rivelano i responsabili della Western co., potrebbe essere ancor più miniaturizzato.
Terra!, associazione Onlus dedicata all’ambiente, lancia il suo nuovo sito dedicato all’energia eolica e lo fa con questo video promozionale. Loro terrebbero accesi 20 milioni di Phon, voi come impieghereste i 31GW di energia prodotti se sfruttassimo le 1850 ore di vento annue?
I difensori del nucleare e i sostenitori dell’eolico troveranno pane per i propri denti in questo dibattito che infiamma l’Inghilterra: la centrale eolica di Haverigg, in funzione da 17 anni, potrebbe essere smantellata a breve per far posto ad una centrale nucleare.
La centrale di Haverigg si trova nella contea di Cumbria, sulla costa dell’energia britannica, in uno degli 11 siti individuati per il nucleare, elencati dal ministero inglese circa 10 giorni fa. Al posto di 8 delle turbine di Haverigg il gigante tedesco RWE vorrebbe costruire 3 reattori e dar vita alla stazione nucleare di Kirksanton.
Contro lo sviluppo della centrale si sono sollevate le proteste degli ambientalisti e degli oppositori del nucleare che non vogliono vedere “una tra le centrali eoliche più attive dell’Inghilterra sacrificate all’altare del nucleare”. A favore, la RWE fa notare che “La centrale eolica attualmente produce 3,5 megawatt di energia, mentre quella nucleare ne produrrà 3600, abbastanza per portare energia a 5 milioni di case”.
C’è chi difende l’atomo, chi la forza del vento del nord. Qui si tratta anche di smantellare una centrale eolica esistente per costruirne un’altra, nucleare, dando vita ad un precedente. Voi da che parte state?
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