Parigi città modello per il bike sharing: oltre 20mila biciclette in 1450 postazioni

Anche nel mondo della bicicletta la grandeur francese lascia il segno. E proprio a Parigi, nella città dove nel 1864 il giovane Ernest Michaux compì la prima brevissima pedalata di appena 300 metri e dove quattro anni dopo, nel parco di Saint Cloud, l’inglese James Moore vinse la prima corsa ciclistica mai organizzata, il bike sharing è diventato un’abitudine consolidata, un contributo tangibile a una mobilità ecologica, sostenibile e salutare.

A cinque anni e mezzo dal giorno dell’inaugurazione (15 luglio 2007) il servizio Vélib’ conta ormai 20.500 biciclette messe a disposizione di cittadini e turisti in 1450 stazioni distribuite sull’area metropolitana. Inizialmente il progetto (finanziato dalla JCDecaux, multinazionale delle affissioni pubbliche) prevedeva 10mila biciclette distribuite in 750 stazioni automatiche che sono gradualmente cresciute sino alle oltre 20mila di oggi. L’obiettivo finale dell’ambizioso progetto parigino è quello di riuscire a raggiungere 50mila biciclette con una equilibrata distribuzione su tutto il territorio metropolitano.

A dare un forte contributo allo sviluppo del progetto è stata, sicuramente, l’entusiastica risposta degli utenti che hanno utilizzato le biciclette con una media di 110mila trasferimenti giornalieri e punte massime nell’ordine di 135mila transfer. Il tempo medio di utilizzo è di 18 minuti e la maggior parte degli utilizzatori occasionali (55%) usufruisce del servizio durante il week end.

Attualmente il modello parigino sembra inarrivabile ma altre grandi metropoli si stanno attrezzano: a Londra il Barclays Cycle Hire mette a disposizione 8300 biciclette ripartite su 570 stazioni,  a Barcellona Bicing conta 6mila bici in 400 stazioni, a Montréal il servizio si chiama Bixi e dispone di 5050 bici ripartite in 405 stazioni. In Italia il servizio più articolato è il milanese BikeMi che conta attualmente 2800 biciclette distribuite in 164 stazioni.

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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