Tutti a casa. È questo l’invito delle autorità di Pechino agli abitanti della capitale cinese dove il PM2,5 ha toccato quota 700 microgrammi per metro cubo un valore 14 volte superiore a quello di 50 μg/m³ sotto il quale l’aria è considerata buona e respirabile. Il valore di 700 μg/m³ è considerato pericolosissimo per la salute ed è talmente al di sopra dei limiti consentiti che in molte stazioni di controllo la strumentazione misura e certifica il particolato fine sino a 500 microgrammi per metro cubo.
Secondo i monitor presenti all’interno dell’ambasciata statunitense – spesso contestati dalle autorità di Pechino – l’inquinamento atmosferico sarebbe superiore di addirittura 145 μg/m³ toccando quota 845 μg/m³. La densità dello smog è tale da rendere problematico il traffico veicolare della capitale. Vista la nebbia e la totale assenza di vento la situazione dovrebbe rimanere tale sino a martedì.
In Cina, nell’ultimo anno, quasi 8600 persone sono morte a causa dell’inquinamento. Secondo uno studio condotto dall’Università di Pechino in collaborazione con Greenpeace, Shangai è la città che ha contato il maggior numero di decessi correlati all’esposizione al particolato di diametro inferiore ai 2,5 micron, seguita da Pechino, Guangzjhou (Canton) e Xi’an.
Gli effetti collaterali dello sviluppo cinese, vengono scontati sulla pelle, anzi, nei polmoni dai propri cittadini. Prima e durante i Giochi Olimpici di Pechino 2008, il Governo cinese spese 20 miliardi di dollari per tentare di vietare l’ingrasso in città agli automezzi e per bloccare l’attività di cantieri e fabbriche. Pur riducendo di molto i tassi di inquinamento, l’inquinamento atmosferico di Pechino, nell’agosto 2008, fu 3,5 volte superiore a quello registrato nelle precedenti Olimpiadi di Sydney, Atene e Atlanta. Nulla, comunque, in confronto ai 700 microgrammi per metro cubo di ieri. Basti pensare che nel 2008 l’Unione Europea ha fissato in 25 microgrammi per metro cubo la quota limite di inquinamento massimo sotto la quale i paesi membri dovranno portare l’aria delle loro città entro il 2015.
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