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La rivoluzione del fotovoltaico senza sussidi cambierà il mondo, parola dei banchieri svizzeri

I banchieri svizzeri, che non sono propriamente dei fan dell’ambiente, scommettono alla grande sull’enorme diffusione del fotovoltaico senza incentivi da oggi al 2020, destinato soprattutto all’autoproduzione con il supporto di batterie.

Un recente rapporto della società di servizi finanziari UBS è infatti significativamente intitolato The unsubsidized solar revolution, la rivoluzione solare senza sussidi, che sfata la leggenda metropolitana secondo cui le rinnovabili avrebbero un futuro solo grazie agli incentivi. (1)

Gli incentivi sono serviti a fare partire una tecnologia innovativa, che ora può camminare sulle sue gambe (2). Il motivo è ben spiegato dai quattro grafici in alto, tutti tratti dal rapporto (i grafici ingranditi si trovano nella galley in fondo al post):

(a) Nel 2011 in Germania la produzione da FV ha permesso di ridurre la domanda di energia dalla rete dell’area indicata in rosso (grafico in alto a sinistra); se fossero state utilizzate batterie da accumulo, sarebbe stato possibile ridurre anche il picco serale dell’elettricità (e persino quello di prima mattina, perchè sarebbe stato possibile acquistare a minore costo l’energia durante la notte)

(b) Il costo al kW è diminuito di due volte e mezza nel giro di sei anni, da 5000 a 2000 €/kW (grafico in alto a destra)

(c) Accoppiando un impianto da 4 Kw con batterie da 3 kWh, sarebbe possibile ridurre la domanda di energia dalla rete del 50-60% (grafico in basso a sinistra). Le batterie al Litio hanno attualmente un costo di 1500-2500 €/kWh ed hanno lunga durata rispetto a quelle al piombo

(d) Con il sole del sud della Germania la grid parity tra rete tradizionale e FV con accumulo è prevista per il 2014. Che dire allora dell’Italia e del sud Italia?

Questa straordinaria rivoluzione, come sempre accade, farà naturalmente delle vittime; stiamo parlando degli impianti termoelettrici a fonti fossili che vedranno la domanda ridotta anche del 50% per cui molti dovranno chiudere.

Un’azienda elettrico tradizionale si troverà quindi di fronte ad un’alternativa: o abbracciare la rivoluzione, vendendo e installando pannelli e batterie, o combatterla, chiedendo aiuti al governo e alle banche e lanciando attività di lobbying e campagne di stampa contro le rinnovabili. Secondo voi, quale strada prenderanno in Italia?

(1) Un ringraziamento particolare a Qualenergia per avere reso disponibile il documento sul web

(2) Quando dico “sulle sue gambe” faccio riferimento alla mancanza di sussidi e non certo al laissez faire del mercato. Occorre infatti n grande lavoro di coordinamento dello Stato e di tutti gli enti pubblici per informare e favorire la diffusione del FV anche senza incentivi, e in qualche caso difenderlo dai disegni ottusi dei filo-fossili.


La rivoluzione del fotovoltaico senza incentivi secondo UBS

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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