I bambini vanno a scuola in auto e non a piedi: fa male alla salute e cala l’autonomia

Gli studiosi la chiamano mobilità infantile e quella dei bambini italiani non è sufficiente considerato che accompagniamo i nostri figli a scuola molto spesso in automobile.

Il tragitto da scuola a casa e viceversa è per i bambini italiani motorizzato, sin dalla primissima infanzia, il che oltre a non fare bene alla salute li porta a essere anche meno autonomi. La ricerca è stata effettuata attraverso un questionario a cui hanno risposto bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni e i loro genitori per un totale di circa 800 residenti tra Roma, Bari, Guidonia Montecelio (Roma), Desio e Misinto (Monza-Brianza).

Si è occupato della mobilità dei bambini italiani l’Istc–Cnr ovvero l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma che è l’unico partner italiano per la ricerca Children’s Independent Mobility, indagine voluta da Policy Studies Institute (Psi) di Londra e che ha visto un primo confronto tra Italia, Germania e Regno Unito ma che si è svolta anche in altri 15 Paesi.

I dati italiani sono online su La città dei bambini e lasciano interdetti nel leggerli poiché tracciano uno scenario di bambini e ragazzi trasportati in autovetture e non assecondati nella necessità di muoversi liberamente sia per la propria salute sia per l’autonomia che ne consegue.

Spiega Antonella Prisco, ricercatrice dell’Istc-Cnr:

La mobilità infantile è uno degli aspetti che ha maggiormente risentito della grande trasformazione dell’ambiente urbano, con ricadute negative sul benessere e sullo sviluppo psico-fisico. L’autonomia di spostamento dei bambini italiani nell’andare a scuola si è ridotta, passando dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010, mentre l’autonomia dei bambini inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40. Per il tragitto di ritorno, soltanto l’8% dei bambini italiani lo compie da solo, a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi. Il divario di autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi.

Ai nostri figli non insegniamo a prendere i mezzi pubblici, evidentemente considerati poco affidabili dai genitori. Ma sottolinea la ricercatrice Prisco:

La possibilità di muoversi in autonomia da parte dei bambini permette l’esperienza fondamentale del gioco, aiuta a prevenire sovrappeso e obesità, ad acquisire maggiore sicurezza, autostima e capacità di interagire, rafforza i legami con le persone che abitano nel proprio quartiere e a sviluppare un senso di identità e responsabilità, riducendo i sentimenti di solitudine durante l’adolescenza.

Perché privarli di queste importanti esperienze?

Marina Perotta

Sono giornalista professionista dal 1996 e ho iniziato a scrivere per Nuova Stagione. A 20 anni inizio la collaborazione con Il Mattino di Napoli (come si diceva una volta da abusiva) per circa 4 anni. Divento giornalista praticante a Cronache del Mezzogiorno nel 1994 sotto la direzione di Gigi Casciello e in seguito, nel 1998 lavoro come caposervzio a Napoli Sera progetto di un quotidiano del pomeriggio di Roberto Tumbarello. Continuo a lavorare per Il Mattino fino al 2001 dove mi hanno spesso chiamata come redattore di prima nomina per le coperture estive. Nel frattempo coltivo collaborazioni con varie testate tra cui Cosmopolitan con la direzione di Patrizia Pontremoli. Dal 1997 al 2001 collaboro con l'Università l'Orientale di Napoli presso cui mi sono laureata in lingua e letteratura Hindi e Cinese, come responsabile per le lingue orientali per il laboratorio linguistico, per l'insegnamento delle lingue orientali a distanza grazie all'ausilio del web.Nel 2003 approdo al CNR ITD di Palermo per seguire un corso finanziato dalla Ue sulla formazione a distanza destinata alle PMI. (la mia pubblicazione in collaborazione con il prof. Paolo Maresca) Mi occupo anche della progettazione di CD multimediali sempre destinati alla formazione sulle nuove tecnologie per l'Asmez. E' il 2004. Nel 2007 inizio la collaborazione con Blogo.it scrivendo per Ecoblog.it dove scrivo di agricoltura, energia, ambiente, rinnovabili, nucleare e di nuovi stili di vita sostenibili. Dal 2008 al 2012 lavoro in RCS come coordinatore della moderazione delle pagine di Gazzetta.it coprendo con due team sia le pagine del quotidiano on line sia la community e il forum.Coordino in telelavoro circa 80 moderatori e due distinte community. Coordino per Splinder sempre in telelavoro la comunicazione con gli utenti. Da febbraio 2012 lavoro per Blogo.it come community manager coordinando i blog dell'area lifestyle e Donna.

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