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Toto-ministri: Carlin Petrini non sarà Ministro dell’Agricoltura

Stamattina de La Stampa in un articolo a firma Carlo Bertini, si è fatto il nome del fondatore di Slow Food che già tre giorni fa, mercoledì 20 marzo, aveva pubblicato una irrevocabile smentita sul sito dell’organismo da lui presieduto a livello internazionale: 

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le notizie (su quotidiani e siti) circa un mio possibile ruolo come futuro Ministro dell’Agricoltura. Non so dirvi se sono solo ipotesi dei quotidiani o se corrispondono a effettive intenzioni di qualche soggetto politico, tuttavia poco importa. Quando anche questa ipotesi dovesse essere concreta, non è mia intenzione ricoprire in alcun caso un ruolo in qualsiasi futuro Governo. Penso semplicemente che non sia il mio mestiere e penso di poter servire l’agricoltura del nostro Paese molto di più e molto meglio se proseguo nel mio impegno con Slow Food e Terra Madre. A queste due realtà, e all’Università di Scienze Gastronomiche, ho dedicato tutta la mia vita e sento il bisogno di portare a termine questa missione. E’ lo stesso motivo per cui in passato ho declinato più volte la proposta di candidarmi a sedere in Parlamento. Non è spocchia o scarsa considerazione delle istituzioni, che anzi più che mai oggi hanno bisogno dell’impegno delle migliori forze del Paese. E’ coscienza del limite e senso di responsabilità verso ciò che mi sono già impegnato a fare. Quello che Slow Food propone, non solo al nuovo Governo ma al Parlamento tutto, l’abbiamo scritto durante la campagna elettorale chiunque può fare proprie le nostre proposte. Lasciamo a quelli che abbiamo delegato attraverso il nostro voto il compito di dare un Governo e delle buone leggi al nostro Paese. 

Una dimostrazione di coerenza quella di Carlin Petrini che pur rifiutando il dicastero, continua ad avere un grande peso politico grazie a una “creatura” che è ormai riconosciuta a livello internazionale come organismo di garanzia nel campo dell’agricoltura e della preservazione della tradizioni alimentari.

Agli analisti politici non era sfuggita la visita di Matteo Renzi a Pollenzo un paio di settimane fa, nel bel mezzo della bagarre elettorale. Nei nomi dei possibili ministri circola anche quello di Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly che ha notevoli punti di contatto con il corregionale. Farinetti che nel 2003 ha venduto l’azienda UniEuro per fondare Eataly, ha già fatto sapere anche lui che non sarà della partita, almeno per il momento.

 Politicamente vicino a Matteo Renzi, Farinetti ha però spiegato che potrebbe pensarci nel caso si dovesse formare, nel futuro prossimo, un Governo guidato dal “rottamatore” del PD. Sempre al quotidiano La Stampa, Farinetti ha spiegato che potrebbe correre anche alle regionali del 2015, quando terminerà il mandato di Roberto Cota.

In un caso o nell’altro, dunque, i nomi di Petrini e Farinetti sono solo sparate eclatanti per tenere “caldo” il toto-ministri. Un po’ come succede nel calciomercato.

Via | Slow Food 

Foto © Getty Images

 

 

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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