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In arrivo il drone anti-caccia

I droni, aerei teleguidati da grandi distanze,  si sono fatti la triste reputazione di macchine killer; nel loro ampio uso in operazioni anti-terrorismo si sono infatti lasciati dietro una lunga scia di sangue di vittime civili. Una commissione delle Nazioni Unite sta indagando se questo tipo di attacchi debba o meno considerarsi illegale.

Esistono tuttavia impieghi migliori per gli aerei robot, in particolare la sorveglianza aerea per scoprire attività illegali di caccia. Droni vengono usati in Asia sud-orientale per salvare gli oranghi minacciati dagli incendi illegali dei piantatori di palma da olio, oppure in Sudafrica per cercare di fermare lo sterminio dei rinoceronti.

Clide Viver, uno dei fondatori della riserva naturale nel KwaZulu Natal è particolarmente convinto della loro efficacia:  «Possono volare per 16 ore a 5000 metri. Il suo volo silenzioso e la dotazione di una telecamera IR sono fondamentali per individuare i bracconieri di notte. Ci può dire se un uomo sta portando una zappa o un fucile e se ha il dito sul grilletto. Possiamo vederli, mentre loro non ci vedono e così possiamo arrestarli. Altrimento è come cercare un ago in un pagliaio.»

L’organizzazione ShadowView sta cooperando con la League Against Cruel Sports, per  monitorare la caccia alla volpe in Inghilterra, tuttora praticata nonostante sia vietata per legge. Con una faccia tosta degna dei peggiori, i cacciatori inglesi si lamentano dell’invasione della privacy, ma questa nuova tecnologia sarà un efficace deterrente per proteggere la fauna selvatica.

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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