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Costa Concordia, decretate le misure relative al porto di Piombino

Ieri il Governo, senza nominare in alcun modo le parole “Costa Concordia”, ha emesso un decreto per sbloccare 90 milioni di euro per l’ammodernamento del porto di Piombino: un atto che invece c’entra eccome con la Costa, dato che il relitto dovrebbe essere trasportato proprio a Piombino, come sottolineato più volte anche dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per lo smantellamento e lo smaltimento.

Il provvedimento definisce “area di crisi industriale complessa” la cittadina toscana in provincia di Livorno, definendo le regole per l’ammodernamento e l’adeguamento del porto che ospiterà, a questo punto la scelta è obbligata visti i soldi sbloccati, il relitto della Costa Concordia.

Con questo atto il Governo sposa le ragioni del ministro Clini e del governatore toscano Enrico Rossi, che nei giorni scorsi aveva ironicamente provocato il suo collega del Lazio Nicola Zingaretti sulla proposta da quest’ultimo avanzata, di ospitare la Concordia a Civitavecchia (un porto “più moderno e adatto alle dimensioni della nave”).

Certamente i fondi non sono stati sbloccati solo per questo motivo, o almeno si spera (se ogni volta occorre una tragedia per vedersi sbloccati dei fondi che spettano di diritto siamo rovinati), ma fa strano non veder nominata nemmeno una volta la nave Costa Concordia, quasi a voler lasciare uno spiraglio aperto da qualche parte. Il Governo, è scritto nella nota stampa, intende in questo modo dare un’importante contributo al superamento della grave crisi industriale ed occupazionale della zona di Piombino:

Il piano di ammodernamento è già previsto dal Piano regolatore del porto ma, per accelerarne i lavori, il provvedimento dà al Presidente della Regione Toscana l’incarico di commissario straordinario, il quale si avvarrà come soggetti attuatori del Comune di Piombino e dell’Autorità portuale. Tra gli interventi più urgenti: il dragaggio dei fondali, il completamento dello svincolo fra la Tirrenica e il porto, il risanamento dei sedimenti contaminati del porto.

Le risorse per completare le opere saranno oggetto di un’intesa fra le istituzioni interessate da concludere entro un mese e mezzo. L’intesa interistituzionale consente di sbloccare 90 milioni di euro.

Un’operazione importante, che porta occupazione e che parrebbe non finalizzato a nient’altro che cercare di dare una spinta all’economia, visto che si prevede il forte ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture portuali e la realizzazione del collegamento viario tra l’area siderurgica e portuale e l’asse stradale Cecina-Civitavecchia costituiscono un intervento decisivo per il rilancio delle attività produttive dell’intera zona.

Certo è che il problema è politico: la riunione in cui sono state prese queste decisioni infatti è avvenuta contestualmente all’incarico ricevuto da Enrico Letta a formare un nuovo Governo; a questo inoltre occorre aggiungere che quello attuale è un governo tecnico, dimissionario e, cosa peggiore, non legittimato da alcun Parlamento: la scelta di governare a decreti è un’abitudine che non muore nemmeno agli ultimi rantoli, prima della fine.

Via | Governo.it

A.S.

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