Biciclette rubate: al via la campagna “Io non compro la tua bici”

 

Sabato 18 e domenica 19 maggio 2013, a Torino, nelle aree della città a maggiore densità ciclistica, sui manubri delle biciclette e ai pedalatori di passaggio verranno distribuiti centinaia di volantini della campagna Io non compro la tua bici che ha come obiettivo quello di sensibilizzare i ciclisti urbani a un acquisto consapevole e a disincentivare il mercato delle biciclette rubate.

Nell’infografica realizzata dagli organizzatori dell’Associazione Me.La in collaborazione con Tangerine Lab, vengono forniti alcuni consigli su come non farsi rubare la bicicletta e su come evitare di acquistarne una rubata.

Uno dei nodi cruciali della campagna è l’idea di scongiurare il fenomeno per il quale chi è stato derubato alimenta inconsapevolmente il mercato illegale andando ad acquistare un’altra bicicletta rubata. Uno dei modi migliori per non ritrovarsi con una bicicletta poco “pulita” in cantina è evitare gli acquisti per strada, ma affittarsi piuttosto a botteghe artigiane storiche e di provata affidabilità.

Per quanto riguarda la prevenzione le regole d’oro sono sei: 1) legare la bicicletta anche se la si abbandona per 30 secondi, 2) verificare la tenuta delle rastrelliere o dei pali a cui si lega la bici, 3) includere nella circonferenza dell’antifurto una parte del telaio, una ruota e il palo, 4) assicurarla il più possibile sollevata dal suolo in modo da rendere più difficoltoso l’utilizzo di cesoie, 5) parcheggiare in un luogo frequentato, dove la bici sia ben visibile ai passanti e, se possibile, a te stesso, 6) non comprare per strada o in luoghi sospetti.

Per quanto riguarda l’antifurto gli “esperti” consigliano l’acquisto di un antifurto ad archetto o quantomeno con lucchetto “camiciato”.

Via | Comunicato stampa

Infografica | Tangerine Lab | Associazione Me.La

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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