Promozione dello sviluppo, della competitività e della qualità nel settore agricolo e agroalimentare; tutela degli interessi nazionali in ambito comunitario e internazionale; nuova governance del territorio rurale e montano; riqualificazione e razionalizzazione della spesa: questi i 4 punti del programma del ministro Nunzia De Girolamo per sostenere l’agricoltura che rappresenta il 17% del Pil.
Il programma è stato presentato in audizione a entrambe le Camere e il ministro De Girolamo li ha definiti:
Priorità imprescindibili ai fini del rilancio dell’agricoltura e della pesca italiane, sulle quali devono essere impiegate in modo efficiente ed efficace le risorse economiche a disposizione.
Anche l’Agrioltura come altre attività produttive nel nostro Paese sta vivendo la recessione: nel primo trimestre del 2013 hanno chiuso 13 mila imprese accumulanto 32 mila disoccupati su un totale di 781 mila addetti. Reggono le esportazioni agroalimentari che fanno registrare il +5,4% e restano stabili le importazioni. Ma ciò che va a incidere pesantemente su settore è l’aumento del costo dell’energia che si riflette sull’innalzamento dei prezzi agricoli il che porta inevitabilmente a grosse perdite poiché i prezzi nominali non corrispondono ai prezzi reali di produzione.
Come ha detto il ministro De Girolamo:
L’assenza di politiche di aggiustamento rispetto all’andamento variabile dei mercati e la mancanza di investimenti sul mercato delle fonti energetiche alternative costituiscono due elementi di criticità, ai quali è necessario porre rimedio con azioni mirate.
Rispetto agli effetti devastanti dei cambimenti climatici in Agricoltura il ministro De Girolamo affronta l questione a latere e più connessa con il consumo del suolo, infatti dice:
Il suolo, quale bene comune e risorsa non rinnovabile, va tutelato anche in funzione della prevenzione e mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico. Pertanto, assume rilevanza strategica non solo l’obiettivo di contenimento del consumo di suolo, ma anche quello del “riuso” e della “rigenerazione edilizia” del suolo edificato, al fine di impedire che questo bene prezioso venga eccessivamente «eroso» e «consumato» dall’urbanizzazione.
Via | Politiche agricole
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