Embargo della Corea del Sud al pesce di Fukushima

La Corea del Sud vieta i prodotti provenienti dalla prefettura di Fukushima a causa della mancanza d’informazioni certe sull’acqua radioattiva fuoriuscita dalla centrale nucleare

Dopo le preoccupanti notizie degli scorsi giorni sugli altissimi livelli di radioattività delle acque marine nei pressi di Fukushima, la Corea del sud ha deciso quest’oggi, venerdì 6 settembre 2013, di vietare nel, proprio territorio, la produzione ittica proveniente dalla prefettura di Fukushima.

Dopo l’incidente dell’11 marzo 2011, la Corea del Sud aveva già diminuito il consumo di pesci e crostacei, dopo che il Governo di Seul aveva limitato l’importazione di prodotti alimentari marini provenienti da Fukushima e dalle sette prefetture più vicine al luogo dell’incidente. Ora la proibizione concerne praticamente tutti i prodotti di questa natura.

L’inquietudine della popolazione è cresciuta a causa del fatto che che centinaia di tonnellate di acqua contaminata dalle radiazioni stanno disperdendosi ogni giorno nel mare,

ha spiegato il Ministro degli Oceani e della Pesca coreano, Yoon Jinsook, che ha inoltre aggiunto che le informazioni fornite dal Giappone non permettono di sapere come la situazione andrà evolvendosi.

A Tokyo, il portavoce del governo, Yoshihide Suga, ha avuto parole di biasimo nei confronti del provvedimento sudcoreano:

Le nostre norme di sicurezza sono strette, compresi i prodotti del mare, e si fondano sulle norme internazionali. Noi ci augureremmo che il governo sudcoreano agisse partendo da elementi scientifici.

Dalla centrale di Fukushima sono già sfuggite circa 400mila tonnellate d’acqua ricca di cesio, stronzio, trizio e alter sostanze radioattive. Questo volume aumenta di circa 400 tonnellate al giorno a causa delle infiltrazioni nei depositi in cui è stoccata l’acqua che ha il compito di raffreddare i reattori.

 

Via | Le Monde

 

Foto © Getty Images

 

 

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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