Arriva il casco invisibile, un airbag per i ciclisti

Si chiama Hövding e potrebbe rivoluzionare il modo di andare in bicicletta. Il casco invisibile che si attiva in caso di caduta poteva sembrare fantascienza, ma è diventato realtà grazie al lavoro, durato diversi anni, di Anne Haupt e Terese Alstin, due ricercatrici che avevano iniziato a elaborare questo progetto nel 2005, come tesi del master di Industrial Design all’Università di Lund.

L’idea di sviluppare un nuovo tipo di casco è nata dopo l’introduzione della legge che rendeva obbligatorio l’utilizzo del casco per tutti i bambini sino ai 15 anni in Svezia. Dopo l’introduzione di questa legge si è innescato un dibattito sulla questione se i caschi da ciclismo fossero o no obbligatori per gli adulti. Nella loro tesi di master Anne e Terese videro un’opportunità per scoprire se fosse possibile sviluppare un casco da ciclismo che la gente fosse contenta di utilizzare, sia che questa abitudine fosse imposta o frutto di una scelta personale.

Dopo un lungo lavoro di progettazione è nato Hövding, un casco che imita in tutto e per tutto l’azione dell’airbag e che viene collocato sul collo del pedalatore. L’airbag del ciclista si integra nell’abbigliamento e assomiglia a una specie di grande collare che “esplode” quando il sensore in esso contenuto percepisce una brusca variazione dell’assetto del ciclista. Come mostra il video promozionale basta perdere contatto con il terreno e sbilanciarsi di lato oppure urtare contro un altro veicolo perché l’airbag si apra prima del contatto a terra, proteggendo il capo dell’incidentato sia lateralmente che nella parte anteriore e superiore del cranio.

Il progetto ha vinto numerosi premi riservati all’innovazione e oggi Hövding è una realtà di 16 persone, ognuna con il proprio background, impegnata nell’ulteriore sviluppo del prodotto.

Via | Hövding

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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