L’abbigliamento certificato è un prodotto che interessa molto i consumatori tedeschi. Secondo un recente sondaggio l’89% dei consumatori in Germania sceglie di acquistare abbigliamento certificato. La ricerca è stata condotta all’interno del progetto TF- Traceability & Fashion ossia un marchio proposto e promosso da Unionfiliere nato per certificare il prodotto tessile.
Ciò che conta per il cliente tedesco è apprezzato:
il rispetto dell’ambiente/responsabilità sociale d’impresa dal 91%
l’origine per l’83%
la salute del consumatore per il 64%
In generale ciò che interessa è la tracciabilità delle materie prime, il riconoscimenti di marchi relativi all’ecosostenibilità e i consumatori gradiscono che ciò avvenga attraverso internet e la trasparenza dei siti che producono abbigliamento. Percentuali decisamente elevate che evidenziano come la percezione della moda quale industria pesante sia valutata globalmente e non solo percepita. La Germania è terzo e quarto cliente dell’italia per il comparto femminile (per cui si registra una lieve flessione) e maschile (che tiene).
La Germania è anche il terzo esportatore al mondo di abbigliamento dopo Cina e Italia e leader mondiale nei tessuti tecnici per cui detiene il 45% della quota di mercato.
Proprio lo scorso dicembre un gruppo di buyer tedeschi visitò 24 aziende certificate italiane perché anche se il Made in Italy resta apprezzato il mercato tedesco richiede che maturi in quanto a certificazioni e le riconosciusce sono GOTS, Okotex, Ivn Best, Fair Trade, Trans Fair, Fair Wear, Blusign.
Via | Italia Germania
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