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Sicurezza in bicicletta: a Londra 5 ciclisti morti in 9 giorni

Sedici vittime nel 2011, quattordici nel 2012 e tredici nel 2013, di cui ben 5 negli ultimi nove giorni. È questo il triste bilancio dei ciclisti deceduti a Londra, città che sotto il sindaco Boris Johnson ha iniziato un percorso per diventare sempre più bike-friendly. Il bilancio è particolarmente inquietante specialmente alla luce di quanto avvenuto negli ultimi giorni e in rapporto a quanto accade in altre metropoli, a Parigi, per esempio, dove nel 2011 non c’è stata alcuna vittima in sella a una bici.

L’ultima vittima – una cittadina russa – è stata investita da un camion all’ora di punta in una rotonda nella parte est di Londra. Le associzioni come Cycling charity Ctc si sono dichiarate

disgustate dalla persistente incapacità di proteggere i ciclisti, in particolare dai pericoli rappresentati dai camion.

La faccenda ha preso risvolti politici dopo che il sindaco Boris Johnson ha dichiarato a una radio che

nessuna pianificazione della strada potrà salvare delle vite se i ciclisti non rispettano le regole e i pannelli segnaletici.

La dichiarazione non è piaciuta a Darren Johnson, consigliere municipale die verdi che ha ribattuto:

Continuare a dire che è colpa delle vittime significa insultarli, piuttosto che accettare quelle che sono le proprie responsabilità. Quattro delle cinque vittime di questi ultimi nove giorni sono state colpite sia dai bus rossi che sulle linee blu.

Le “linee blu” sono le “highway ciclabili” londinesi introdotte nel 2008 da Ken Livingstone, il predecessore di Boris Johnson, che decise di creare delle piste ciclabili destinate a proteggere i ciclisti.

Mentre in Italia le notizie sui decessi dei ciclisti finiscono nelle brevi di cronaca, a Londra si è mosso addirittura il vicepremier Nick Clegg che ha detto:

Bisogna incentivare le arterie viarie che isolino fisicamente i ciclisti dal traffico stradale.

Nel 2013 ben 69 pedoni hanno perso la vita a Londra a causa di incidenti stradali.

Uno dei paradossi della storia è che Boris Johnson è noto per essere il più famoso ciclista della politica britannica ed è quotidiano utilizzatore di una bici ibrida, anche piuttosto malandata, che è il suo mezzo di trasporto. E nel suo programma c’è un progetto a medio – lungo termine per la costruzione di una vera e propria rete di highway ciclabili che dovrebbe consentire ai ciclisti di percorrere Londra in tutta sicurezza. Costo dell’operazione? Un miliardo di sterline.

Via | The Guardian

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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Davide Mazzocco
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