Il patrimonio naturale scozzese in un anno vale 37, 3 miliardi di euro. Questo calcolo è stato effettuato per la prima volta da uno Stato il che ha portato gli ambientalisti a sollevarsi contro questa scelta. In effetti la preoccupazione è che stabilendo un valore sia poi più facile procedere verso la privatizzazione del patrimonio naturale.
Il progetto è stato presentato nel corso del World Forum on natural capital che si è concluso oggi a Edimburgo e dove è stato discusso proprio il capitale naturale, ossia l’insieme di acqua, aria, terra e suolo che noi definiamo beni comuni.
Il Primo ministro scozzese Alex Salmond però vorrebbe andare più a fondo e avere una serie di dati molto più precisi, dopo aver stabilito che l’incidenza sul bilancio economico pesa tra i 21,5 e 23 miliardi di sterline l’anno. Sostanzialmente Salmond vorrebbe avere il quadro completo di costi diretti e benefici stabilendo il valore diretto del patrimonio naturale (aria, suolo, acqua ecc.). Ciò per non trascurarlo.
Esempio: la stima di quanto valgono gli ecosistemi delle torbiere servirebbe a stabilire la loro importantissima funzione rispetto al ciclo dell’acqua. Altro esempio riportato da Jonathan Hughes direttore del Conservation at the Scottish Wildlife Trust riguarda il valore delle mangrovie pari a mille sterline per ettaro per la loro funzione all’interno degli habitat. Il che nel suo insieme darebbe a territori e comunità il senso del patrimonio che abitano e gestiscono. Ma che fisserebbe pure un prezzo per pezzi di natura e noi lo sappiamo bene con l‘Isola di Budelli finita miseramente all’asta.
Via | Valori
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