La promessa il ministro Andrea Orlando l’aveva fatta a Varsavia durante la COP19, proponendo di incontrare tutte le associazioni ambientaliste a Roma per mettere in atto una strategia condivisa per la lotta ai cambiamenti climatici. Perché come ha dichiarato lo stesso ministro da Varsavia:
Anche alla luce delle resistenze che si incontrano nei processi negoziali è essenziale coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma tutte le espressioni della società nell’ elaborazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici.
Qualche giorno dopo il Coordinamento nazionale No al carbone ha rilanciato la proposta: incontrare il ministro per l’Ambiente per essere parte attiva alla stesura di un documento che rappresenti un punto concreto per la decarbonizazione dell’Italia. Ebbene questo appuntamento è stato fissato per il prossimo 9 dicembre a Roma e come recita l’invito aperto del ministero dell’Ambiente vi possono prendere parte:
associazioni ambientaliste e di categoria che possono far pervenire la loro adesione entro il prossimo 4 dicembre.
L’incontro serve per discutere il documento Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici a cui le associazioni possono partecipare nella stesura e nella correzione.
Sostanzialmente saranno messi in atto tutti i meccanismi necessari al controllo dell’adattamento. Si va dalla gestione delle risorse idriche alla gestione del dissesto idrogeologico attraverso azioni di monitoraggio e controllo. Un capitolo a parte riguarda la gestione della produzione di energia messa in relazione ai cambiamenti climatici e non come causa dei cambiamenti climatici stessi se ottenuta da fonti fossili.
In ogni caso, il ministro Orlando darà un primo assaggio di questa nuova strategia lunedì 2 dicembre a La Spezia al Centro Allende per l’incontro organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo su “Energia e ambiente. Un New Deal ecologico contro la crisi”. Il che discusso all’indomani dell’aiutino dato alle centrali termoelettriche e alle lobby del petrolio e del carbone attraverso il capacity payment (pagare per l’energia che non si produce con fondi presi alle rinnovabili) lascia decisamente interdetti.
Foto | ministero dell’Ambiente
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