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Perché l’Antartide si sta riscaldando, nonostante la nave da crociera bloccata dai ghiacci

La vicenda della nave rompighiaccio russa Akademik Shokalskiy  bloccata tra i ghiacci durante l’estate australe, ha ridato voce a qualche scettico  del clima. Ecco perchè l’Antartide si sta scaldando nonostante il ghiaccio marino intorno al continente non sia diminuito negli ultimi trent’anni.

Polo nord e polo sud sono realtà geografiche molto diverse: il primo è un mare circondato dalla terra, il secondo è un continente circondato dal mare. Il riscaldamento di Canada, Siberia e Groenlandia contribuisce alla fusione della calotta artica, cosa che non avviene a sud, dove l’immensa massa di ghiaccio, spessa fino a 4 km, possiede al contrario un’inerzia termica incredibile.

Il ghiaccio continentale Antartico va diminuendo al ritmo di almeno 250 miliardi di tonnellate all’anno, mentre il ghiaccio marino è in leggero aumento probabilmente a causa dei venti che a bassa quota spingono il ghiaccio verso nord. I venti in alta quota invece portano neve sull’antartico, “rubando” la pioggia all’australia.

Il riscaldamento del continente riguarda soprattuto la sua parte occidentale, a sinistra nella mappa in alto, in particolare della penisola antartica, mentre la nave russa è rimasta incagliata nella zona orientale, più massiccia e più fredda. Il vascello non è stato congelato all’istante da ghiaccio cresciutogli intorno (è estate), ma si è bloccata in una parte di banchisa staccatasi dal ghiacciao di Mertz.

Il riscaldamento globale è un fatto complesso, perchè il clima è una realtà complessa; il mondo non si sta scaldando in modo uniforme, ma l’energia extra trattenuta nel pianeta dalla CO2 sta dando luogo sempre più a fenomeni meteorologici estremi.

Per questo, se volete festeggiare il capodanno in tranquillità, è meglio scegliere latitudini meno estreme…

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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