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Star Wars, il deserto tunisino copre Tatooine, dove “crebbe” Luke Skywalker

Tataouine, il caratteristico borgo della Tunisia celebre in tutto il mondo per essere stato il set del film La minaccia fantasma, primo capitolo della saga di Star Wars e quarta pellicola in ordine di tempo (1999) rischia di scomparire inghiottito dal deserto tunisino.

Per i “fedeli” – e i fan di Guerre Stellari sono parecchi in tutto il mondo – si tratta di un vero e proprio luogo di culto, poiché sul pianeta Tatooine (il nome del pianeta è simile a quello della località tunisina) è cresciuto Luke Skywalker e suo padre Anakin si è battuto prima di passare al lato oscuro della forza.

Come mostra il primo dei nostri video, a Tataouine vengono organizzati veri e propri tour sul set dell’Episodio I della saga più famosa della storia del cinema: un’importante risorsa per questa località del sud della Tunisia. Ora però il caratteristico borgo di case di sabbia rischia di scomparire: una duna larga 100 metri sta infatti per sommergere il set. Gran parte del Tatooine originale di Guerre Stellari è già stato cancellato dalla sabbia e dal vento.

Sotto il profilo geologico solamente le colate laviche o detritiche sono più veloci della sabbia. La barcana (ovverosia la duna a forma di ferro di cavallo in cui la forma convessa è nel punto in cui soffia il vento) è stata rallentata dal flusso d’aria intorno alle costruzioni del set, ma anche dai circa 100mila turisti che ogni anno raggiungono la località tunisina e che lì vi camminano. Secondo Ralph Lorenz, ricercatore della Johns Hopkins University, il fronte della duna avanza di circa 14 metri l’anno e nel giro di cinque anni sommergerà completamente il set cinematografico, una sorta di “Mecca” per i cultori della saga creata dal genio di George Lucas.

Via | National Geographic

Video | Youtube

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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