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Carne di delfino essiccata musciame sequestrata a Civitavecchia

Dopo il sequestro del musciame di delfino, ossia un salume a base di carne essicata di delfino e tenuta sotto vuoto presso un ristorante molto noto di Civitavecchia proseguono le indagini degli inquirenti per risalire alla catena di distribuzione e commercializzazione. Il delfino non può essere pescato così come stabilito dalla convenzione di Washington, dalla Direttiva 92/43/CEE e dal regolamento CE 338/97 che riprende gli accordi Cites (Convenzione Internazionale sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) con il divieto per tutti i cetacei di acquisto, offerta di acquisto e acquisizione in qualunque forma a fini commerciali. Peraltro i delfini sono cacciati anche in altre zone del Pianeta come in Giappone dove sono oggetto in questo periodo degli assedi dei pescatori nella baia di Taiji.

Il musciame sequestrato a Civitavecchia era presentato come carne di squalo, ma le analisi disposte dalle Iene, che hanno smascherato questo commercio illegale, hanno mostrato che la carne venduta era di Stenella striata, ossia di un delfino che vive nel mar Mediterraneo e nel Mar Tirreno. I delfini frequentano le zone di pesca e spesso restano intrappolati nelle reti e sono uccisi per questo.

In genere la carne di delfino però è distinguibile poiché ha un colore particolarmente scuro che dal rosso tende al nerastro. Nel corso del tempo per la preparazione del musciame si è abbandonato il delfino sostituito dal tonno rosso (ma rischia l’estinzone) e nel passato è stato uno degli alimenti consumati a bordo dei pescherecci e delle navi. Infatti il musciame di delfino è stata una preparazione tipica di alcune zone costiere in Liguria, Toscana, Lazio e Sicilia.

LAV e Marevivo hanno rivolto uin appello al ministro per l’Ambiente Andrea Orlando:

E’ urgente un piano di controlli straordinari per individuare tutta la filiera di questo illegale e squallido commercio di carne di animali rigidamente protetti, nonché altre simili situazioni di somministrazione al pubblico, soprattutto in quelle Regioni le cui tradizioni culinarie annoveravano il delfino tra le prelibatezze locali. Ringraziamo la Procura della Repubblica e la Capitaneria di Porto di Civitavecchia per l’importante risultato, e per l’annunciata intenzione di proseguire le indagini per individuare tutti i passaggi che hanno portato la carne di delfini sui tavoli dei ristoranti, nonché Le Iene per aver portato all’attenzione dell’opinione pubblica questa consuetudine. Al Ministro Orlando chiediamo tolleranza zero su quanti lucrano sulla pelle di questi mammiferi marini, rigorosamente protetti dalle normative europee.

Marina Perotta

Sono giornalista professionista dal 1996 e ho iniziato a scrivere per Nuova Stagione. A 20 anni inizio la collaborazione con Il Mattino di Napoli (come si diceva una volta da abusiva) per circa 4 anni. Divento giornalista praticante a Cronache del Mezzogiorno nel 1994 sotto la direzione di Gigi Casciello e in seguito, nel 1998 lavoro come caposervzio a Napoli Sera progetto di un quotidiano del pomeriggio di Roberto Tumbarello. Continuo a lavorare per Il Mattino fino al 2001 dove mi hanno spesso chiamata come redattore di prima nomina per le coperture estive. Nel frattempo coltivo collaborazioni con varie testate tra cui Cosmopolitan con la direzione di Patrizia Pontremoli. Dal 1997 al 2001 collaboro con l'Università l'Orientale di Napoli presso cui mi sono laureata in lingua e letteratura Hindi e Cinese, come responsabile per le lingue orientali per il laboratorio linguistico, per l'insegnamento delle lingue orientali a distanza grazie all'ausilio del web.Nel 2003 approdo al CNR ITD di Palermo per seguire un corso finanziato dalla Ue sulla formazione a distanza destinata alle PMI. (la mia pubblicazione in collaborazione con il prof. Paolo Maresca) Mi occupo anche della progettazione di CD multimediali sempre destinati alla formazione sulle nuove tecnologie per l'Asmez. E' il 2004. Nel 2007 inizio la collaborazione con Blogo.it scrivendo per Ecoblog.it dove scrivo di agricoltura, energia, ambiente, rinnovabili, nucleare e di nuovi stili di vita sostenibili. Dal 2008 al 2012 lavoro in RCS come coordinatore della moderazione delle pagine di Gazzetta.it coprendo con due team sia le pagine del quotidiano on line sia la community e il forum.Coordino in telelavoro circa 80 moderatori e due distinte community. Coordino per Splinder sempre in telelavoro la comunicazione con gli utenti. Da febbraio 2012 lavoro per Blogo.it come community manager coordinando i blog dell'area lifestyle e Donna.

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Marina Perotta

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