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Negli ultimi dieci anni global warming più lento grazie ai vulcani, ma fino a quando?

Dobbiamo ringraziare i vulcani, perchè se non fosse per le loro eruzioni, negli ultimi dieci anni il clima sarebbe cambiato molto più in fretta di quanto non è avvenuto.

Secondo un articolo appena pubblicato su Nature GeoScience, il contributo degli aerosol generati da tutte le eruzioni grandi e piccole avvenute dopo il 2000 è ben correlato con gli andamenti della temperatua.

Le eruzioni vulcaniche infatti iniettano biossido di zolfo nell’atmosfera; se l’effetto è abbastanza potente da raggiungere la stratosfera, il gas forma minuscole gocce di acido solforico (il cosiddetto aerosol  vulcanico) che riflette parzialmente la luce solare riducendo l’irraggiamento a terra.

Nell’ultimo decennio, gli aerosol sono aumentati nella stratosfera e questo ha parzialmente ridotto l’effetto del forcing radiativo dei gas serra, più di quanto si ritenesse fino ad ora.

Come si vede dal grafico qui sotto, tratto dall’articolo citato, in corrispondenza delle eruzioni dell’ultimo decennio (linee verticali colorate), sono aumentati gli aerosol (1° grafico), si è successivamente ridotta l’energia luminorsa che ha raggiunto la superficie (2° grafico) e di conseguenza anche la temperatura (3° grafico in basso).

A dispetto di quanto possa sembrare, questa non è una buona notizia. Mentre i gas serra rimangono nell’atmosfera per decenni o secoli, gli aerosol vulcanici dovuti ad una data eruzione ricadono tutte a terra dopo un periodo di crca tre anni. Una concentrazione elevata di aerosol vulcanici è quindi possibile solo in presenza di un elevato ritmo di eruzioni.

Poichè si tratta di fenomeni naturali soggetti ad alti e bassi, una futura riduzione del numero e della portata delle eruzioni potrà avere come conseguenza una netta accelerazione del global warming.

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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