OGM, la lista di 400 marchi privi di organismi geneticamente modificati

Le filiere di approvvigionamento degli alimenti sono complesse come ci ha insegnato la storia dei lasagne con carne di cavallo: i prodotti industriali si affidano a materie semilavorate che poi assemblano nelle loro fabbriche. Molto spesso rintracciare ogni singolo ingrediente è complicato e a carico delle aziende che hanno voglia di investire (come il caso di Heracles il naso elettronico della Coop, ad esempio) ciò perché la direttiva europea ammette la non indicazione in etichetta della presenza di OGM al di sotto della quantità per ingrediente dello 0,09%. In Europa circolano 14 prodotti OGM autorizzati per l’alimentazione umana.

Negli Usa l’associazione NON GMO Project ha messo su una task foce che analizza i singoli prodotti inseriti poi in un database che al momento conta 400 marchi accertati essere senza OGM. Per la maggior parte sono prodotti provenienti da agricoltura biologica e la lista di circa 15 mila prodotti per 400 marchi è consultabile anche su iPhone grazie a una App dedicata.

In effetti in Europa, come negli Stati Uniti non c’è un indicazione chiara per i consumatori che indichi in maniera trasparente se ciò che vanno ad acquistare sia privo di OGM: ultimo in ordine di arrivo il miele, per cui l’Europa ha ribadito il no all’indicazione in etichetta di pollini contaminati OGM. Notiamo una serie di indicazioni come No OGM o OGM FREE che non hanno alcun valore scientifico ma servono piuttosto al marketing. Come sapere allora se il latte di soia o il mais che stiamo acquistando sia davvero privo di OGM? Nel 2012 Altroconsumo fece analizzare 98 prodotti in Italia non trovando nel 90% dei casi tracce di OGM ammettendo però che poteva essere un difetto dei test usati mentre la FAO qualche giorno fa ha pubblicato un rapporto in cui ha verificato l’aumento dell’incidenza di contaminazione degli OGM sui prodotti alimentari convenzionali.

La prima scelta è di rivolgersi eso i prodotti biologici per cui è in atto una vera e propria guerra da parte delle multinazionali che provano con ogni mezzo mediatico a screditarli (non sono sicuri, fanno male, non sono nutrienti ecc. ecc). Una seconda scelta riguarda l’informazione, ossia consultare le liste che associazioni ambientaliste periodicamente vanno a testare i prodotti in cui non vi è presenza di OGM.

Un modo per essere sicuri di tenere gli OGM fuori dal piatto è di smettere di mangiare alimenti trasformati. Ciò eviterà quasi tutti OGM con una varietà di altri ingredienti pericolosi. Meglio ancora sarebbe riuscire a produrre il proprio cibo e imparare a nutrirsi di ??germogli di girasole biologici, di verdure fatte in casa e fermentate oppure di ortaggi acquistati a Km zero e da coltivatori di fiducia, così come i legumi e altri prodotti della campagna.

Via | NON GMO Project

Marina Perotta

Sono giornalista professionista dal 1996 e ho iniziato a scrivere per Nuova Stagione. A 20 anni inizio la collaborazione con Il Mattino di Napoli (come si diceva una volta da abusiva) per circa 4 anni. Divento giornalista praticante a Cronache del Mezzogiorno nel 1994 sotto la direzione di Gigi Casciello e in seguito, nel 1998 lavoro come caposervzio a Napoli Sera progetto di un quotidiano del pomeriggio di Roberto Tumbarello. Continuo a lavorare per Il Mattino fino al 2001 dove mi hanno spesso chiamata come redattore di prima nomina per le coperture estive. Nel frattempo coltivo collaborazioni con varie testate tra cui Cosmopolitan con la direzione di Patrizia Pontremoli. Dal 1997 al 2001 collaboro con l'Università l'Orientale di Napoli presso cui mi sono laureata in lingua e letteratura Hindi e Cinese, come responsabile per le lingue orientali per il laboratorio linguistico, per l'insegnamento delle lingue orientali a distanza grazie all'ausilio del web.Nel 2003 approdo al CNR ITD di Palermo per seguire un corso finanziato dalla Ue sulla formazione a distanza destinata alle PMI. (la mia pubblicazione in collaborazione con il prof. Paolo Maresca) Mi occupo anche della progettazione di CD multimediali sempre destinati alla formazione sulle nuove tecnologie per l'Asmez. E' il 2004. Nel 2007 inizio la collaborazione con Blogo.it scrivendo per Ecoblog.it dove scrivo di agricoltura, energia, ambiente, rinnovabili, nucleare e di nuovi stili di vita sostenibili. Dal 2008 al 2012 lavoro in RCS come coordinatore della moderazione delle pagine di Gazzetta.it coprendo con due team sia le pagine del quotidiano on line sia la community e il forum.Coordino in telelavoro circa 80 moderatori e due distinte community. Coordino per Splinder sempre in telelavoro la comunicazione con gli utenti. Da febbraio 2012 lavoro per Blogo.it come community manager coordinando i blog dell'area lifestyle e Donna.

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