Pesticidi: Francia pronta a bloccare le irrorazioni aeree

Il ministro francese dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’energia, Ségolène Royal, si è impegnata ieri, lunedì 26 maggio, a firmare il blocco delle irrorazioni aeree dei pesticidi, dopo che la Direzione generale dell’alimentazione (Dgal) ha mantenuto vive alcune deroghe per alcuni agricoltori.

In un comunicato il ministro ha indicato che lo stop verrà esteso a tutte le culture, anche a quelle che potevano ancora beneficiare delle deroghe. Nelle ultime settimane si è verificato un vero e proprio braccio di ferro fra Dgal e governo: il 6 maggio il Consiglio di Stato ha deciso di sopprimere tutte le deroghe, ma il 20 maggio scorso la Dgal ha risposto autorizzando alcuni agricoltori a compiere gli spargimenti aerei.

La sicurezza dei consumatori prima di tutto, questo il diktat di Ségolène Royal. E i provvedimenti riguardano anche i territori controllati dalla Francia fuori dall’Hexagon, come la Guadalupa dove si coltivano le banane che finiscono sulle tavole dei francesi.

Il dossier sullo spargimento aereo dei pesticidi è oggetto di un aspro dibattito fra l associazioni ambientaliste e i produttori di banane delle Antille che chiedono di poter usufruire di tutti i mezzi concessi dalla chimica per lottare contro la proliferazione di funghi parassiti e contro le malattie che attaccano le foglie delle banane.

La posta, però, è ancora più alta perché i prodotti fito-sanitari sono alla base della scomparsa delle api e, quindi, della minore produttività di molti raccolti. A far accelerare il governo, però, è stato il caso di alcuni malesseri fra gli allievi di una scuola della Gironda che era stata irrorata di pesticidi con alcuni velivoli.

Via | Le Monde

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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