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Inquinamento, Singapore soffoca e l’Indonesia vota lo stop agli incendi boschivi

La scorsa settimana il parlamento indonesiano ha votato un accordo regionale per bloccare gli incendi boschivi i cui fumi, oltrepassando i confini nazionali, raggiungevano la vicina città-stato di Singapore provocando forti “ondate” di smog, tali da mettere in pericolo la salute dei suoi 5 milioni di abitanti.

Nel corso degli ultimi anni, a causa dello smog proveniente dai boschi indonesiani, i funzionari governativi di Singapore e Malesia avevano fatto pressione su Giakarta affinché cercasse di limitare gli incendi boschivi che facevano innalzare a livelli di guardia l’inquinamento di Singapore. L’Indonesia è obbligata a rafforzare le sue politiche riguardanti gli incendi boschivi e lo smog, sia partecipando attivamente ai processi decisionali dell’intera area, sia dedicando maggiori risorse al contrasto delle problematiche connesse ai roghi, sia a livello nazionale che regionale.

Dodici anni fa, l’Indonesia ha firmato un accordo sull’inquinamento transfrontaliero da foschia, ma ha subito numerose pressioni, specialmente nell’ultimo anno, per ratificare il documento.

L’Indonesia ha già effettuato le operazioni per la prevenzione e mitigazione degli incedi boschivi e della foschia e attività di recupero a livello nazionale, ma per gestire l’inquinamento transfrontaliero, l’Indonesia e altri paesi asiatici riconoscono che la prevenzione e la mitigazione devono essere fatte insieme,

ha dichiarato il parlamento in un comunicato.

La maggior parte degli incendi che hanno causato gravissimi episodi di inquinamento in Malesia e a Singapore, vengono appiccati volutamente per bonificare il terreno per produrre carta e olio di palma. Nel marzo 2013 si scatenò una crisi diplomatica fra i paesi dell’Asia del sud: il governo indonesiano accusò le aziende malesi e di Singapore presenti sul proprio territorio di provocare gli incendi nell’ambito delle proprie attività commerciali. Lo scorso mese il governo di Singapore ha approvato una legge che consente al Governo di multare le aziende che contribuiscono all’aumento della foschia, indipendentemente dal fatto che esse abbiano o no un ufficio a Singapore.

Via | The Guardian

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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