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Landcare Med, i rifiuti diventano una risorsa

Landcare Med è il progetto ideato dall’Università di Cagliari e presentato negli scorsi giorni a Beirut, capitale del Libano, paese che, insieme alla Tunisia e alla Regione Sardegna, farà parte di un network finalizzato alla trasformazione dei rifiuti rurali e urbani in una risorsa per i terreni agricoli. Al centro del progetto, della durata di due anni e del costo di due milioni di euro (finanziato al 90% dall’Unione Europea tramite il programma EnpiCbc Bacino del Mediterraneo), ci sono quattro comuni del Mediterraneo: Decimoputzu in provincia di Cagliari, Medjez el Bab in Tunisia, Haret Saida e Zebdin nel sud del Libano.

L’idea è nata in seguito a un confronto tra l’Università di Cagliari e il comune di Decimoputzu, tra i più dinamici nello smaltimento dei rifiuti. Da un’indagine dei bisogni sul territorio, è emerso che gli agricoltori dell’area hanno bisogno di un sostegno per gestire gli scarti rurali,

spiega Maria Laura Foddis, la coordinatrice del progetto che spiega come le esigenze dei coltivatori sardi abbiano creato un link con quelle dei residenti nei comuni del Sud del Libano, Zebdin e Haret Saida che producono notevoli quantità di rifiuti urbani. Nel quadro di una rete transfrontaliera di gestione dei rifiuti in Sardegna, nelle due cittadine libanesi e nella tunisina Medjez el Bab verranno realizzati quattro centri di raccolta e trattamento dei rifiuti dotati anche di impianti pirolitici, in grado di trasformare i rifiuti in fertilizzanti per l’agricoltura.

Accanto agli aspetti più pratici e a breve termine, il progetto si impegnerà anche nella sensibilizzazione di cittadini, studenti, agricoltori e operatori che si occupando direttamente dello smaltimento dei rifiuti. La libanese South Services & Contracting, società privata di smaltimento, realizzerà incontri e seminari in una decina di istituti scolastici del sud del Libano; iniziative analoghe verranno realizzate in Sardegna e Tunisi nelle università locali.

Via | AnsaMed

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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