Categories: Alimentazione

Expo, finito il blocco per il “porceddu”

All’Expo rischiava di esserci tutto – dai piatti a base di coccodrillo agli insetti in salsa – ma non il “porceddu” pilastro della cucina tipica della Sardegna. Ma ora, dopo tre anni e cinque mesi di “embargo” a causa della peste suina, il primo maialetto precotto è stato spedito fuori dai confini della Sardegna, grazie a una deroga speciale sancita da un’intesa fra la Regione e il Ministero della Salute e fortemente sostenuta da Coldiretti.

All’Expo il “porceddu” ci sarà e verrà gustato in una speciale occasione al “Farmer’s Inn” di Campagna Amica posto nel roof garden del padiglione della Coldiretti.

Con il via libera alla spedizione l’Expo potrà contare su uno dei più rappresentativi testimonial alimentari dell’Italia da far conoscere potenzialmente agli 8 milioni di turisti stranieri previsti in visita dell’esposizione,

ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Dall’11 novembre 2011 il maialetto sardo non varcava i confini della Sardegna: quasi tre anni e mezzo fa l’ Unione europea sospese le autorizzazioni all’esportazione di carni suine fresche e insaccate sarde, a causa delle recrudescenza della peste suina africana presente in Sardegna dal lontano 1978. Sei giorni dopo, il 17 novembre 2011, un documento del Ministero della Salute specificava che la limitazione riguardava

la macellazione di suini allevati in Sardegna e della lavorazione delle relative carni, nonchè della spedizione delle medesime e dei prodotti dalle stesse ottenuti, verso il restante territorio comunitario.

Un blocco totale dell’export che verrà sospeso con una deroga per consentire ai visitatori dell’Expo di assaggiare questa specialità sarda: l’Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna ha fornito tutti gli elementi richiesti dal Governo a garanzia della sicurezza dei suini rispetto alla loro provenienza, da qui il via libera del Ministero.

Via | Coldiretti

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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