Polveri sottili e siccità: un gennaio secco come agosto

Un gennaio secco e asciutto come se ne ricordavano pochi, almeno da quando l’uomo si è dotato di strumenti, rilevazioni e archivi meteorologici: l’inverno 2015-2016 sembra essere caratterizzato dall’assenza di precipitazioni e dalle polveri sottili, che come fu anche a fine dicembre rendono l’aria delle città italiane decisamente “pesante”.

Secondo il centro Epson Meteo la prossima settimana le temperature nei prossimi giorni saranno quasi ovunque primaverili, con massime vicine a 15 gradi in gran parte dell’Italia: l’apice di questa eccezionale mitezza è atteso proprio nei prossimi due o tre giorni, in particolare lunedì 1 febbraio. Come spiega Meteo.it le temperature di lunedì saranno diffusamente comprese tra 15 e 20 gradi (questi sono valori tipici della seconda metà di aprile), ma non si escludono delle punte localmente superiori a 20°C nelle zone collinari e pedemontane del Nordovest (sopra 200-300 metri di quota). Farà davvero caldo in montagna con lo zero termico che andrà dai 3400 metri nelle Alpi orientali ai 4000 metri delle Alpi occidentali e della Sardegna (queste quote sono tipiche dell’estate).

Secondo quanto emerge invece da un monitoraggio della Coldiretti sulla base dei dati Ucea fino ai primi venti giorni di gennaio nel mese di dicembre (il meno piovoso e il più bollente degli ultimi 215 anni) si sono registrate ben il 91% di precipitazioni in meno rispetto alla media e a gennaio in Italia sono caduti praticamente gli stessi millimetri di pioggia di agosto, con pesanti effetti per lo smog in città e una storica siccità nelle campagne dove la natura è sconvolta da un inverno che sembra primavera.

Pensavamo quindi che a gennaio arrivassero i giorni della merla, il freddo e magari anche un po’ di neve? Ci sbagliavamo: montagne prive di neve, grandi laghi sono praticamente svuotati, fiumi si sono abbassati su livelli estivi, prati dove ci sono primule e viole e nelle campagne peschi, susini e mandorli già fioriti. In aggiunta a questo caldo anomalo c’è l’annoso problema dello smog, che senza precipitazioni si fa sentire in modo decisamente intenso: il blocco del traffico è una misura adottata da molte città anche nelle scorse settimane, ma il palliativo convince poco. Per far fronte all’emergenza smog, a Roma oggi le auto resteranno ferme. Lo stop riguarda tutti i veicoli fino alla categoria Euro 5, dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Potranno circolare le categorie di veicoli meno inquinanti. Il miglioramento dei valori inquinanti ha tuttavia scongiurato le targhe alterne l’1 e 2 febbraio. I livelli di smog sono alle stelle in molte città a causa dell’andamento climatico, con un mese di gennaio in cui è caduta circa il 60% di acqua in meno rispetto alla media, seguendo un dicembre che è stato il più secco da 215 anni, quando sono iniziate le rilevazioni. Le ridotte precipitazioni provocano la presenza di impurità nell’aria, con limiti sforati in molte città, ma anche una storica siccità nelle campagne, con fiumi e laghi a secco.

Secondo la Coldiretti bisogna intervenire subito, portando acqua ai laghi e alzando il deflusso minimo vitale per evitare rischi di desertificazione del territorio con gravi ricadute sull’economia agricola e sull’equilibrio ambientale: l’agricoltura italiana negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro tra alluvioni e siccità che è stata particolarmente violenta nel 2003, 2007 e 2012.

A.S.

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