All’inizio di settembre le acque del fiume Daldykan si sono colorate di rosso a causa di uno sversamento di residui dell’estrazione del nickel. I sospetti si sono subito concentrati sulla MMC Norilsk Nickel che gestisce un impianto nei pressi della città siberiana di Norilsk, considerata come una delle più inquinate del mondo.
In un primo tempo l’impresa ha respinto ogni accusa, successivamente ha dovuto ammettere le proprie responsabilità, dando però la colpa alle piogge. A provocare l’incidennte sarebbero state, infatti, le forti piogge abbattutesi sul territorio di Krasnoyarsk (Siberia centrale) proprio nei giorni in cui era in atto l’ammodernamento del bacino di contenimento delle acque reflue derivanti dalla lavorazione nelle miniere di nickel.
La molta acqua piovuta in quelle ore avrebbe riempito i bacini di contenimento facendo sversare le acque reflue nel vicino fiume Daldykan. Nel comunicato in cui ha ammesso le proprie responsabilità, la MMC Norilsk Nickel ha detto che l’incidente non avrà conseguenze né per la salute umana, né per la fauna fluviale.
Norilsk è famosa nel mondo per essere una delle città più inquinate del mondo. La sua economia si basa sull’estrazione mineraria: il 35% del palladio e il 20% del nickel utilizzati a livello globale provengono dalle sue miniere.
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