[blogo-video id=”165776″ title=”Con Watly acqua, energia e Wifi arrivano nei villaggi sperduti” content=”” provider=”askanews” image_url=”http://engine.mperience.net/cdn/static/img/tmnews/20161019_video_16055552.jpg” thumb_maxres=”0″ url=”20161019_video_16055552″ embed=”PGRpdiBpZD0nbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMTY1Nzc2JyBjbGFzcz0nbXAtdmlkZW9fY29udGVudCc+PHNjcmlwdCB0eXBlPSJ0ZXh0L2phdmFzY3JpcHQiIHNyYz0iaHR0cDovL2VuZ2luZS5tcGVyaWVuY2UubmV0L0VuZ2luZVdpZGdldC9zY3JpcHRzL3dpZGdldF8xIj48L3NjcmlwdD48ZGl2IGNsYXNzPSJtcGVfd2lkZ2V0IiBkYXRhLW1wZT0ndHlwZT1wbGF5ZXJ8YXBwSWQ9MTl8dGFyZ2V0SWQ9MjAxNjEwMTlfdmlkZW9fMTYwNTU1NTJ8cGxheWVyT3B0aW9ucz17ImF1dG9wbGF5Ijoibm9uZSIsImFkdlVSTCI6Imh0dHA6Ly9pYi5hZG54cy5jb20vcHR2P21lbWJlcj0zNzA3JTI2JWludl9jb2RlPXByZXJvbGwtYXNrYW5ld3MteDUwLWRlc2t0b3AiLCJ1c2VJbWFTREsiOnRydWV9Jz48L2Rpdj48c3R5bGU+I21wLXZpZGVvX2NvbnRlbnRfXzE2NTc3Nntwb3NpdGlvbjogcmVsYXRpdmU7cGFkZGluZy1ib3R0b206IDU2LjI1JTtoZWlnaHQ6IDAgIWltcG9ydGFudDtvdmVyZmxvdzogaGlkZGVuO3dpZHRoOiAxMDAlICFpbXBvcnRhbnQ7fSAjbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMTY1Nzc2IC5icmlkLCAjbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMTY1Nzc2IGlmcmFtZSB7cG9zaXRpb246IGFic29sdXRlICFpbXBvcnRhbnQ7dG9wOiAwICFpbXBvcnRhbnQ7IGxlZnQ6IDAgIWltcG9ydGFudDt3aWR0aDogMTAwJSAhaW1wb3J0YW50O2hlaWdodDogMTAwJSAhaW1wb3J0YW50O308L3N0eWxlPjwvZGl2Pg==”]
Un impianto autonomo e modulare che assicura acqua pura, energia elettrica e internet Wifi anche nel cuore della giungla. Magari i villaggi irraggiungibili per le normali infrastrutture. E che moltiplicandosi può diventare una rete di collegamenti, con cui effettuare trasporti di piccoli oggetti, come posta o medicine, tramite droni.
Tutto questo è Watly, un’iniziativa italo-spagnola fondata da Marco Attisani, presente anche al Maker Faire a Roma.
A descrivere questo imponente dispositivo, Enrico Culot:
“Essenzialmente è una macchina che fa tre cose. La prima è depurare l’acqua tramite il sole, prendendola dal fiume, dal lago, dal mare anche se è salata, inquinata con batteri o con metalli pesanti. Viene distillata usando l’energia solare e raffreddata. E otteniamo un’acqua pura al 99 per cento. La seconda e la terza funzione sono quelle per cui è stata pensata per i villaggi del terzo modo, ad esempio in Africa”.
Grazie ai pannelli fotovoltaici Watly alimenta il sistema e produce energia elettrica che può essere utilizzata ricaricando dispositivi mobili tramite una porta Usb. Allo stesso tempo Watly è pensata per essere una infrastruttura al centro del villaggio che crea una rete Wifi e questa è la sua terza funzione.
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