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Eolico con vento a bassa velocità: il futuro delle energie rinnovabili?

Abbassare i costi dell’energia rinnovabile producendone di più con lo stesso numero di impianti installati. E’ questa la sfida per i signori del vento, che studiano nuove tecnologie per aumentare la produzione delle torri eoliche.

Le strade per farlo sono, al momento, due: la prima è puntare sull’eolico offshore galleggiante che sfrutta enormi quantità di vento ad alta velocità per produrre, in mezzo al mare, l’energia rinnovabile che noi consumiamo a terra. La seconda strada è esattamente opposta: restare a terra e sfruttare i venti deboli, a bassa velocità.

Sfruttare i venti deboli ha un vantaggio e uno svantaggio: il vantaggio è che i siti con poco vento sono abbondanti, quindi si possono installare le pale eoliche anche dove prima non si poteva; lo svantaggio è che, a parità di dimensioni dell’impianto, la produzione di energia rinnovabile è inferiore. O forse sarebbe meglio dire “era inferiore”.

Nordex, produttore tedesco di impianti eolici inglobato l’anno scorso dalla spagnola Acciona, ha infatti rilasciato i dati relativi ai primi dodici mesi di attività delle sue torri N131/3300, che funzionano con vento a bassa velocità: 9 GWh di energia prodotta in un anno, da ogni torre eolica da 3,3 MWh.

Le torri Nordex N131 sono tra le più alte al mondo: la navicella arriva ad una altezza di 164 metri, aggiungendo il raggio delle pale si arriva a circa 230 metri. Le pale, per sfruttare i venti lenti fino a 7,5 metri al secondo di media annua, sono più grandi e ruotano più lentamente. Grazie ai risultati in termini di produzione dimostrati in questi ultimi 12 mesi presso il sito di Hausbay-Bickenbach, in Germania, questa tecnologia può essere considerata concorrenziale rispetto alle “tradizionali” pale eoliche che sfruttano i venti più forti.

Altri produttori stanno seguendo la stessa strada: Enercon, produttore tedesco terzo al mondo per volumi nel settore degli impianti eolici, sta lavorando al prototipo E-126 EP4, una torre da 4,2 MW di potenza che promette una produzione annua di 13 GWh con venti a 6,5 metri al secondo di media. Ha una altezza di 129 metri, e un diametro del rotore di 141 metri. L’altezza massima dell’impianti, quindi, si aggira sui 200 metri.

Vestas, altro storico produttore di turbine eoliche, propone invece il modello V150-4.2 che promette, a detta del costruttore, una produzione annua di quasi 17 GWh con velocità comprese tra i sette e gli otto metri al secondo, con un rotore ampio 150 metri posizionato ad un’altezza variabile in base al sito di installazione.

Il tempo dimostrerà se l’eolico a bassa velocità è realmente il futuro del settore. Nel frattempo, record produttivi a parte, le installazioni globali di torri eoliche continuano a crescere.

Credi foto: Nordex

Peppe Croce

Giornalista e blogger, specializzato in ambiente, energie rinnovabili e mobilità sostenibile. Per Autoblog.it si occupa di auto elettriche, auto ibride e nuove tecnologie di mobilità, come le auto a guida autonoma. Per Ecoblog.it scrive su automobili elettriche, ibride, a idrogeno e a gas e di nuove soluzioni per il trasporto pubblico come gli autobus elettrici e il car sharing. Su Motoblog.it si occupa di accessori moto, raduni ed eventi per motociclisti. Per suggerimenti e correzioni: peppe.croce@blogo.it

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