Nonostante un calo del mercato auto globale del 25.6%, le immatricolazioni di auto elettriche hanno raggiunto il raddoppio in Europa nei primi mesi del 2020. È quanto rivela l’analisi dell’European Alternative Fuels Observatory, nel dimostrare come la mobilità sostenibile attiri sempre più consumatori.
La diffusione delle auto elettriche nel Vecchio Continente è ancora abbastanza ridotta – solo il 4% sul totale – eppure si assiste a importanti segnali di crescita mentre il mercato è in crisi. Così come rilevato dall’osservatorio, nel corso del 2019 le immatricolazioni di auto a combustibili alternativi – dalle elettriche ai biofuel – hanno toccato quota 5.4%, per poi raddoppiare nel primo trimestre del 2020.
Un dato davvero in controtendenza, considerando come la pandemia da coronavirus abbia portato a un calo del 55% dell’intera industria automobilistica. Anche se la gran parte delle elettriche immatricolate nei primi mesi del 2020 sono state ordinate prima della crisi sanitaria. Ad aver giocato un ruolo fondamentale per spingere l’elettrico, così come spiega l’esperto Floris Jousma, sarebbero stati altri fattori. Innanzitutto una riduzione dei prezzi, che sta avvicinando sempre più i mezzi elettrici alle vetture classiche in termini di listini. Poi, gli incentivi all’acquisto implementati nelle principali nazioni europee, come Italia, Francia, Germania e Regno Unito.
A convincere i consumatori a passare all’elettrico non sono però tanto gli incentivi o la disponibilità di colonnine di ricarica, quanto l’esperienza diretta. La prova su trada e il passaparola sembrano infatti avere la meglio. Così sempre spiega Jousma:
La nostra ricerca dimostra che quando un conoscente – un amico, un parente oppure un vicino – acquista un’auto elettrica, le persone sono più inclini ad aprire le loro menti e comprare una vettura elettrica come loro nuova automobile.
Nonostante la pandemia, il mercato europeo sembra comunque pronto al decollo. Tra il 2020 e il 2021 verranno probabilmente prodotti 3.5 milioni di vetture elettriche. Inoltre, tra il 2023 e il 2024, potrebbero essere decine gli impianti di produzione di batterie aperti sul territorio del Vecchio Continente.
Fonte: Forbes
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