Risparmio energetico

Case green: si apre il negoziato finale

In questi giorni è partito il negoziato finale sulle case green. Scopriamo di cosa si tratta.

Il 6 Giugno 2023 a Bruxelles è partito il primo incontro sulla possibile revisione delle regole legate alle case green. Come molti sapranno, l’argomento è stato accolto da subito con un certo disagio da parte di diversi stati membri e in particolare dall’Italia.
Al momento non si sa ancora quanto durerà questo approfondimento. Proviamo, quindi, a capire cosa tratterà e quali sono i possibili risvolti.

Case green: cosa si discuterà durante il negoziato

Come già accennato, il negoziato sulle case green è appena iniziato e non ha un tempo limite per terminare. Lo scopo è quello di trovare un comune punto di incontro che possa accontentare tutti gli stati e dare così il via alle varie riforme.

case green

A riguardo, l’Italia ha già più volte richiesto maggior flessibilità sulle regole mentre, altri stati si sono detti contrariati riguardo i livelli stabiliti per le case energetiche.
Capire dove porterà tutto ciò, quindi, al momento è ancora difficile. È possibile però che cambino le tempistiche e che, allo stesso tempo, si trovino accordi diversi riguardo le classi energetiche.

Quali sono le speranze del relatore di questa proposta

A portare avanti il tutto è stato l’irlandese Ciara Cuffe che, a riguardo, si è detto ottimista.
A suo dire, infatti, lo scopo del negoziato è quello di arrivare ad proposte costruttive e in grado di accontentare tutti gli stati membri. Dopotutto, lo scopo finale di questo provvedimento è stato da sempre quello di iniziare il prima possibile ad offrire dei benefici in ambito di efficienza energetica.

La speranza è che quindi ciò venga fatto senza gravare troppo sulle famiglie.
In caso contrario, il rischio secondo molti è quello di un negoziato molto lungo e combattuto.
Ricordiamo infatti che in base a quanto previsto ad oggi, il regolamento sulle case green prevede che gli edifici residenziali raggiungano la classe E nel 2030 e quella D entro il 2033. Il tutto a fronte di costi davvero difficili da supportare, sopratutto in assenza di bonus o agevolazioni che pensino alle famiglie con scarso reddito e la cui casa è appunto l’unico bene di cui dispongono.

Danila Franzone

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