Rifiuti di Roma, il radicale Iervolino chiede di visitare Malagrotta

Massimiliano Iervolino, autore di due libri sul disastro della gestione rifiuti a Roma, chiede al proprietario della discarica di Malagrotta di poterla visitare

Dopo le indiscrezioni della scorsa settimana, e la denuncia di Affaritaliani, ripresa da Ecoblog, sulla presenza di 8.000 tonnellate di Cdr nella fossa del gassificatore di Roma Malagrotta, il radicale Massimiliano Iervolino, autore di due libri sul disastro della gestione rifiuti a Roma e di un terzo libro sulla gestione del consenso tramite l'emergenza rifiuti, che nel sud Italia è oramai la prassi, chiede di poter visitare la Città delle Industrie Ambientali di Roma.

Iervolino, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, si dimostra particolarmente allarmato per questa notizia, mai smentita dagli interessati (nel caso specifico il consorzio Co.La.Ri. di proprietà di Manlio Cerroni, il monopolista dello smaltimento rifiuti a Roma): proprio per questo ha inviato, questa mattina, una lettera al consorzio Co.La.Ri. nella quale chiede la possibilità di visitare Malagrotta per verificare di persona le indiscrezioni (oramai qualcosa di più).

"Egr. Avv. Manlio Cerroni,

Le scrivo dopo aver letto l’articolo: Rifiuti, l'emergenza infinita. Esplode la "bomba" del cdr, pubblicato mercoledì 10 luglio 2013 su Affaritaliani.it. Nel testo viene resa pubblica una lettera inviata in data 4 luglio c.m. dal suo Consorzio Co.la.ri., al Commissario straordinario, Goffredo Sottile, al ministro per l'Ambiente Andrea Orlando, al sindaco Ignazio Marino ed infine alla Regione Lazio. La missiva, tra le altre cose, “avverte” gli organi competenti della circostanza che a Malagrotta sono stati stipati circa 8 mila tonnellate di rifiuti trattati, addirittura “stoccati nella fossa del gassificatore”. La notizia ha originato in me una profonda preoccupazione, tant’è che ho sentito il dovere di scrivere un comunicato stampa poi ripreso dall’articolo di Mauro Evangelisti sul Messaggero del 12 luglio scorso. In questi giorni ho atteso invano che gli attori istituzionali facessero piena luce sulla problematica avanzata dal Co.la.ri. Giacchè finora nessuna risposta è arrivata, ho deciso di rivolgermi a Lei direttamente, per chiederLe autorizzazione a visitare la discarica di Malagrotta e constatare di persona l’emergenza descritta.

In attesa di una sua risposta Le auguro buon lavoro.

Massimiliano Iervolino, membro del comitato nazionale di Radicali Italiani"

La gravità della notizia è evidente se guardiamo al recente passato della storia nazionale, più precisamente scendendo circa 180km più a sud, nella Terra dei Fuochi, dove sono stoccate milioni di tonnellate di ecoballe: a Malagrotta, è il timore di Iervolino e di chi da anni segue con preoccupazione l'evolversi (o forse sarebbe il caso di dire l'involversi) dell'emergenza rifiuti a Roma.

Il rischio è che da "sole" 8.000 tonnellate, il cui smaltimento è attualmente, evidentemente, impossibile, accumulatesi in pochi mesi, si possa arrivare a 16-20.000 tonnellate di Cdr stoccato entro l'anno: dove metterlo, come stoccarlo e sopratutto lo stoccaggio stesso sono materia al limite tra la chiromanzia e l'incoscienza.

Le ecoballe non risolvono il problema, anzi se possibile lo aggravano: le stesse ecoballe sono al centro di una procedura d'infrazione comunitaria sulla Campania, ma anche dei lunghissimi processi penali che finiranno, con ogni probabilità, nelle solite prescrizioni pilatesche senza quel minimo di legalità e certezza del diritto.

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