Emissioni di Co2, Orlando: "è un errore rinviare l'accordo"

Dopo il fallimento dei negoziati europei sui nuovi limiti alle emissioni di Co2 il ministro dell'Ambiente italiano Orlando contesta: "grave errore"

La prossima presidenza semestrale dell'Unione Europea dovrà necessariamente riaprire le trattative comunitarie per redigere, approvare ed applicare i nuovi standard europei sulle emissioni di Co2: dopo il fallimento totale degli ultimi negoziati, letteralmente picconati dalla Germania, l'esigenza di una riduzione sensibile delle emissioni auto permane ed anzi si fa sempre più urgente.

Secondo l’International Council on Clean Transportation le emissioni medie della Germania sono attestate a 147g/Km ossia di circa 15g/km al di sopra della media europea: le trattative, fino a poche settimane fa, puntavano ad un limite comunitario di 95g/km, un rischio che ha indotto la Germania (che avrebbe scomodato per l'occasione persino il cancelliere Merkel) ad esercitare importanti pressioni su Bruxelles affinchè saltasse tutto.
Secondo le case automobilistiche Daimen e Bmw un accordo di questo tipo sarebbe "ingiusto", visti gli alti costi per sviluppare motori e tecnologie con un minor impatto ambientale.

La posizione tedesca ha scatenato forti polemiche in tutto il Continente, il cui eco è arrivato anche a Roma: il ministro Andrea Orlando ha infatti condannato la brusca frenata delle trattative, usando parole decisamente inequivocabili:

La "Direttiva Co2 auto" il cui travaglio europeo è divenuto un'attesa infinita rappresenta un pacchetto bilanciato che prevede obiettivi di riduzione per i costruttori europei a partire dal 2020: l'obiettivo medio di 95g/km è si ambizioso ma necessario (anzi, per dirla tutta persino sottostimato): l'aria, come sottolineato anche dal commissario europeo all'ambiente Janez Potocnik alla Green Week 2013 di Bruxelles è "un bene comune" e, come tale, va tutelato e protetto.

Come dire: senza ne moriremmo.

L’accordo, al momento sfumato, contempla anche sistemi di flessibilità e facilitazioni normative per le case automobilistiche che costruiscono vetture a impatto ambientale particolarmente ridotto, sistemi tuttavia giudicati iniqui e poco inclini alla tutela delle esigenze di business del settore automotive europeo.

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