Cinema e ambiente: l’invasione degli eco-thriller. E al Festival di Venezia…

Al cinema fioriscono le opere che parlano ambiente: la denuncia ora viene proposta in generi come il thriller e la fantascienza. L’ecologia è la nuova vena d’oro degli sceneggiatori? 

Potrebbe essere la nuova vena d’oro di Hollywood visto che il tema è piuttosto inesplorato e si presta bene alla drammatizzazione: l’ecologia mescolata al thriller il genere più maturo di un cinema, quello statunitense, che soffre sempre più di infantilismo. A Hollywood le idee latitano, tanto che nelle prossime stagioni sono in programma ben 50 sequel di serie iniziate precedentemente. 

Il thriller ecologico, invece, è una novità capace di coniugare impegno e intrattenimento, azione e riflessione. Qualche settimana fa, nei cinema italiani, è uscito The East di Zal Batmanglij con Ellen Page, Patricia Clarkson e Julia Ormond. La storia narra la vicenda di un gruppo anarchico chiamato The East che minaccia di attaccare i potenti della Terra e le multinazionali che si sono rese protagoniste di crimini contro l’ambiente. Sarah Moss, agente di una società di spionaggio, viene incaricata di infiltrarsi nel gruppo e sventare gli attentati progettati da The East. Una volta unitasi al gruppo, però, inizia a condividerne gli ideali. Purtroppo il film ha avuto vita breve nelle nostre sale. 

Chi, invece, in sala rischia di non arrivarci nemmeno è il danese Skytten – The Shooter di Annette K. Olesen, uno dei thriller più intelligenti dell’anno. La storia è attuale che più attuale non si può e sembra rimandare, in maniera molto sottile e allusiva, alla politica obamiana sull’ambiente. 

Il governo danese grazie a una campagne elettorale costruita sulla tutela dell’ambiente annuncia di voler sostenere una cooperazione fra Danimarca, Groenalandia e produttori petroliferi per la trivellazione dei territori a nord est della Groenlandia. Cinque giorni prima la firma dell’accordo, in un dibattito televisivo la telegiornalista Mia Moesgaard (interpretata dalla bravissima Trine Dyrholm, nella foto) accusa il Governo di avere tradito le aspettative dell’elettorato. Il suo intervento a favore della causa ecologista è la miccia che scatena la protesta nelle strade. E nel countdown che porta alla sigla del trattato si inserisce Rasmus, un geofisico rientrato dalla Groenlandia ed ex tiratore olimpico che inizia a seminare il panico sparando sui politici coinvolti nella trattativa. 

Avvincente e molto ben costruito dal punto di vista dei dialoghi, il film di Olesen riflette sull’ambiente, ma anche sui meccanismi contorti e compromissori della politica e del giornalismo. Verrà mai distribuito in Italia? Di certo lo meriterebbe. 

Alla tematica ecologica o comunque al rapporto con la Terra, al rispetto che l’uomo le ha negato sembra rifarsi anche molta produzione fantascientifica dell’ultima stagione e di quella che verrà: pensiamo a Prometheus di Ridely Scott oppure ad After Earth di M. Night Shyamalan, a Oblivion di Joseph Kosinski e a Elysium di Neill Blomkamp. 

Ma all’ambiente guardano con interesse anche i Festival di prima fascia come quello di Venezia che si svolgerà dal 28 agosto al 7 settembre. La grande novità è rappresentata dall’inserimento dei documentari in concorso. L’evento è rappresentato dal doc Il sacro Gra di Gianfranco Rosi che per un anno ha percorso il Grande Raccordo Anulare di Roma per raccontarne le storie. E poi, sempre in concorso, ci sarà un altro eco-thriller diretto dalla regista indipendente Kelly Reichardt, Night Moves, storia di un gruppo di eco-terroristi che progettano di far saltare una diga. 

Foto © Getty Images

 

 

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