Vivisezione, risponde la biologa malata di sclerosi multipla e Renzi si schiera per #iostoconCaterina

Le dichiarazioni di Caterina Simonsen con malattie genetiche e grata alla ricerca animale per avere farmaci a disposizione sta scatenando accesi dibattiti non solo su web. Matteo Renzi coglie l'occasione al volo e si schiera per #iostoconCaterina


Farmaci e cure a disposizione grazie alla sperimentazione animale. E' questo in sostanza il messaggio lanciato da Caterina Simonsen attraverso facebook in un momento molto particolare, ossia mentre il governo italiano sta facendo marcia indietro proprio sulla legge contro la vivisezione in Italia.

Caterina che ha 25 anni, è studentessa a Veterinaria ma anche molto malata a causa di sindromi di origine genetica. Il messaggio di Caterina però è stato accolto in maniera violenta dagli animalisti o presunti tali che l'hanno insultata e minacciata di morte a fronte di una legittima opinione espressa peraltro correttamente.

Nel dibattito si innesta anche il parere di Susanna Penco (in alto nella foto con l'On. Brambilla) ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Genova, malata di sclerosi multipla da vent'anni e veicolata da MariaVittoria Brambilla attraverso la sua pagina Facebook che scrive:

Se si abbandonasse un metodo fuorviante e ci si concentrasse sull'uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi. Una via per arrivarci è la donazione degli organi per la ricerca. D'accordo con i miei parenti ho donato il cervello affinché sia studiato dopo la mia morte. Se c'è un modo di capire le cause, e di guarire anziché curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanità, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem. La soluzione migliore è sempre la prevenzione che, finché non sono note le cause, non è attuabile. La dott.ssa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Università di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non è possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L'uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro è la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane.

Sulla vivisezione, c'è da ribadirlo, ci sono in gioco interessi economici enormi per cui sono usati ogni anno 900 mila animali in 500 laboratori pubblici e privati. Sostanzialmente gli animalisti che non offendono, insultano e minacciano di morte, sostengono che sperimentare sugli animali è praticamente inutile poiché molte molecole attive dei farmaci non hanno lo stesso effetto se usate per gli esseri umani.

Molto possono fare i governi così come pure la Commissione europea che dopo aver bandito i test su animali per la ricerca cosmetica l'11 marzo del 2013 in Europa e auspica che test su animali riservati ai cosmetici siano presto banditi anche in altri Paesi.

Il dibattito è dunque nel vivo, appassionato e probabilmente molto sostenuto da lobby che però non si agiscono alla luce del sole rendendo il gioco delle parti troppo confuso e sleale verso l'opinione pubblica. Mettete poi che queste battaglia di civiltà sono cavalcate sull'onda emotiva del politico di turno che cerca di costruire il suo consenso anche nella nicchia sulla pancia delle persone e avrete la dichiarazione di Matteo Renzi

Via | Nel Cuore
Foto | Michela Vittoria Brambilla su Facebook

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